Anche per il 2026 torna una possibilità concreta per gli avvocati: compensare i crediti maturati per il patrocinio a spese dello Stato con imposte, tasse e contributi previdenziali. Una misura ormai consolidata, che consente di anticipare la liquidità rispetto ai tempi spesso lunghi della Pubblica Amministrazione. La scadenza da segnare in agenda è il 30 aprile, termine entro cui attivare la procedura. Di seguito una guida operativa con i passaggi fondamentali, i vantaggi e gli errori da evitare. Per approfondire su questo tema consigliamo il volume Il recupero del credito professionale del difensore d’ufficio – Giudizio di opposizione al decreto di liquidazione, orientamenti e modelli, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
- 1. Compensazione crediti: cosa cambia per gli avvocati
- 2. Un’opportunità già sfruttata: i numeri
- 3. Come avviare la procedura passo dopo passo
- 4. Attenzione alle scadenze e agli errori più comuni
- 5. Cosa succede dopo l’inserimento
- 6. Come utilizzare i crediti: F24 e codici utili
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1. Compensazione crediti: cosa cambia per gli avvocati
La possibilità di compensare i crediti per spese, diritti e onorari è stata rafforzata a partire dal 2023 grazie a una modifica normativa promossa da Cassa Forense. La novità più rilevante è l’estensione della misura anche agli avvocati in regime forfettario, precedentemente esclusi.
Oggi, quindi, la platea dei beneficiari è più ampia e include sia professionisti individuali sia studi associati. La norma, infatti, non distingue tra le diverse forme di esercizio della professione, rendendo la compensazione accessibile a tutti. Per approfondire su questo tema consigliamo il volume Il recupero del credito professionale del difensore d’ufficio – Giudizio di opposizione al decreto di liquidazione, orientamenti e modelli, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Il recupero del credito professionale del difensore d’ufficio
Il volume nasce dalla ventennale esperienza degli Autori nelle attività relative al recupero del credito per il difensore d’ufficio e nei procedimenti di opposizione ai decreti di liquidazione. Il taglio è molto pratico, illustra nella maniera più esaustiva possibile le modalità per il recupero del credito nei confronti dell’assistito e dello Stato, di presentazione delle istanze di liquidazione – sia nel caso di recupero infruttuoso che di debitore irreperibile – ed i principi giurisprudenziali che sovraintendono l’attività di liquidazione del giudice che poi si traducono in possibili motivi di opposizione. Il volume si rivolge agli avvocati iscritti alle liste dei difensori d’ufficio, a coloro che svolgono attività anche in favore di assistiti ammessi al patrocinio a spese dello Stato e, infine, agli stessi magistrati chiamati ad eseguire la liquidazione o ai giudici di merito che debbono decidere le opposizioni ex art. 170 D.P.R. n. 115/02. L’opera è completata da utili Modelli,disponibili anche nella sezione online, e aggiornata alle recentissime pronunce della Cassazione civile relative alla liquidazione dell’attività conclusasi con sentenza ex art. 420 quater c.p.p. (Cass., sez. II, n. 20795/25, ord.) e dell’attività svolta nel corso dell’udienza predibattimentale (Cass., sez. II, n.33055/25, ord.).Francesco BianchiniAvvocato cassazionista e socio fondatore della Sezione di Perugia dell’Associazione Italiana Difensori d’Ufficio (ADU).Dario EpifaniAvvocato cassazionista e socio fondatore della Sezione di Perugia dell’Associazione Italiana Difensori d’Ufficio (ADU).
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2. Un’opportunità già sfruttata: i numeri
Il meccanismo ha già dimostrato la sua efficacia. Migliaia di avvocati hanno utilizzato la compensazione per un valore complessivo superiore ai 20 milioni di euro.
Il principale vantaggio è evidente: trasformare crediti non ancora incassati in risorse immediatamente utilizzabili per adempiere agli obblighi fiscali e previdenziali. Un modo concreto per migliorare la gestione della liquidità dello studio legale.
3. Come avviare la procedura passo dopo passo
Per attivare la compensazione è necessario rispettare alcune condizioni operative:
- La fattura relativa al patrocinio deve risultare nello stato di “Lordo Esecutivo” nel sistema SIAMM.
- Il documento deve essere caricato sulla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC) del MEF.
Per il primo accesso alla piattaforma, l’avvocato deve ottenere le credenziali tramite il Funzionario delegato alle spese di giustizia, attraverso una richiesta via PEC all’Ufficio territoriale della Ragioneria dello Stato.
Una volta completato questo passaggio, sarà possibile inserire le fatture e partecipare alla procedura di compensazione.
4. Attenzione alle scadenze e agli errori più comuni
Il termine ultimo per l’inserimento delle fatture è il 30 aprile, ma è fondamentale muoversi in anticipo. L’invio delle fatture elettroniche a ridosso della scadenza può essere rischioso: la sincronizzazione con la piattaforma PCC richiede infatti 24-48 ore.
Un altro aspetto cruciale riguarda l’irrevocabilità della scelta:
- Le fatture ammesse alla compensazione non potranno più essere richieste a pagamento.
- Devono essere integralmente non saldate, anche dopo l’ammissione.
5. Cosa succede dopo l’inserimento
Una volta chiusa la finestra temporale, il sistema PCC comunica:
- All’avvocato: l’elenco delle fatture ammesse e l’importo compensabile (senza ritenuta del 20%).
- All’Agenzia delle Entrate: i dati dei crediti utilizzabili.
- Al Tribunale: le fatture compensate, per evitare doppi pagamenti.
Da quel momento, il credito è ufficialmente utilizzabile.
6. Come utilizzare i crediti: F24 e codici utili
La compensazione avviene esclusivamente tramite F24 Web, accedendo ai portali Entratel o Fisconline. È possibile utilizzare i crediti anche in più momenti durante l’anno.
Per i versamenti verso Cassa Forense, è necessario indicare il codice ente 0013 e utilizzare i seguenti codici:
- E100: contributo soggettivo minimo
- E101: contributo maternità
- E102: contributo soggettivo (Mod. 5)
- E103: contributo integrativo (Mod. 5)
- E104: riscatto contributivo
- E105: integrazione minimo soggettivo
- E106: interessi su integrazione
Un dettaglio importante: la Forense Card non è utilizzabile per F24, ma solo per pagamenti tramite pagoPA.
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