La destinazione a uso personale della sostanza stupefacente, analogamente a quella allo spaccio, può essere desunta anche da elementi indiziari? Per approfondire ulteriormente il tema della legislazione in materia di stupefacenti, consigliamo il volume Stupefacenti – Manuale pratico operativo, disponibile sullo Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
- 1. Fatti di causa e motivo di ricorso: la (pretesa) illogicità sulla destinazione
- 2. La risposta della Cassazione: criterio di “rigore, univocità e certezza”
- 3. Ricadute operative: come leggere (e contestare) la prova indiziaria sulla destinazione della sostanza stupefacente
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1. Fatti di causa e motivo di ricorso: la (pretesa) illogicità sulla destinazione
La Corte di Appello di Firenze confermava una sentenza emessa dal Tribunale di Prato nei confronti di una persona imputata del reato previsto dall’art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, condannandola, all’esito di giudizio abbreviato, alla pena di mesi sei di reclusione ed € 1.000,00 di multa, con concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena.
Ciò posto, avverso questo provvedimento ricorrevano per Cassazione il difensore dell’accusato il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva carenza e manifesta illogicità della motivazione nella parte in cui aveva escluso la destinazione a uso personale delle sostanze in sequestro. Per approfondire ulteriormente il tema della legislazione in materia di stupefacenti, consigliamo il volume Stupefacenti – Manuale pratico operativo, disponibile sullo Shop Maggioli e su Amazon.
Stupefacenti – Manuale pratico operativo
Il presente manuale vuole offrire una panoramica della disciplina giuridica degli stupefacenti che, partendo dalla ricostruzione dell’iter normativo e giurisprudenziale segnato dalle molteplici riforme e decisioni della Corte costituzionale, affronta le problematiche più attuali all’attenzione delle aule giudiziarie.Il richiamo continuo alla giurisprudenza e alla dottrina consente di avere chiari punti di riferimento per un approccio critico e, nello stesso tempo, pratico alla disamina delle questioni trattate. L’analisi delle fattispecie incriminatrici – tra cui ampio spazio è dedicato, tra gli altri, al reato associativo, alla coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente, al fatto lieve – ripercorre i principali arresti di legittimità e spunti di riflessione utili all’operatore del diritto.Un particolare focus è stato riservato alle misure cautelari reali, con specifico riferimento ai sequestri di canapa industriale, per via delle problematiche ancora irrisolte nella giurisprudenza, tra cui il tema dell’efficacia drogante e della commercializzazione delle infiorescenze e dei preparati a base di cannabidiolo (CBD).Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti,Avvocati cassazionisti del Foro di Roma, titolari dell’omonimo Studio legale che da anni ha una particolare attenzione al fenomeno degli stupefacenti e al mercato della canapa industriale. Relatori in convegni e corsi di formazione.
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2. La risposta della Cassazione: criterio di “rigore, univocità e certezza”
La Suprema Corte riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale la prova della destinazione della sostanza ad uso personale, come quella della sua destinazione allo spaccio, può essere desunta da qualsiasi elemento o dato indiziario che, con rigore, univocità e certezza, consenta di inferirne la sussistenza attraverso un procedimento logico adeguatamente fondato su corrette massime di esperienza (Sez. 3, n. 24651 del 22/02/2023).
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3. Ricadute operative: come leggere (e contestare) la prova indiziaria sulla destinazione della sostanza stupefacente
La decisione in esame desta un certo interesse essendo ivi chiarito se la destinazione a uso personale della sostanza stupefacente, analogamente a quella allo spaccio, può essere desunta anche da elementi indiziari.
Si fornisce difatti in tale pronuncia una risposta positiva a siffatto quesito (seppure a date condizioni), e ciò sulla scorta di un pregresso indirizzo interpretativo con cui è stato per l’appunto postulato che la destinazione della sostanza, sia a uso personale che allo spaccio, può essere desunta da qualsiasi elemento indiziario, purché esso sia dotato di rigore, univocità e certezza, e sempreché la valutazione a tal riguardo avvenga secondo un corretto iter logico e sia fondato su massime di esperienza.
Tale provvedimento, quindi, consente la valutazione di codesta destinazione pure in termini indiziari.
Ad ogni modo, il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, poiché prova a fare chiarezza su siffatta tematica giuridica sotto il versante giurisprudenziale, non può che essere positivo.
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