Unioni civili: il decreto firmato dal Governo

Unioni civili: il decreto firmato dal Governo

Redazione

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 22/2016, o decreto attuativo in materia di unioni civili, ha ricevuto sabato la firma del Governo necessaria per l’approvazione definitiva. Vengono così adottate ufficialmente le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello Stato civile ai sensi della Legge n. 76/2016, o Legge Cirinnà.

 

L’ok del Consiglio di Stato e l’approvazione del decreto

La bozza di decreto era stata trasmessa dal Governo al Consiglio di Stato venerdì 8 luglio. Tra i punti più controversi del DPCM spiccava l’esplicito divieto fatto ai sindaci critici del provvedimento di esercitare l’obiezione di coscienza. In molti temevano che una disposizione simile potesse far ritardare l’approvazione del decreto ponte, invece il parere favorevole del Consiglio di Stato è arrivato giovedì 21 luglio. Superato anche quest’ultimo scoglio, sabato 23 luglio il decreto attuativo è stato quindi firmato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il DPCM entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Definitivamente approvate quindi le disposizioni per attuare nella pratica le unioni civili istituite dalle Legge Cirinnà. Il decreto prevede che si potranno unire due persone maggiorenni e istituisce alcune semplici tappe per la costituzione dell’unione. La coppia che vorrà formare un’unione civile dovrà richiedere formalmente la costituzione della stessa dichiarando nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza e luogo di residenza all’ufficiale dello stato civile del Comune di loro scelta. Questi dovrà quindi redigere il processo verbale della richiesta, che dovrà essere firmato da lui e dai componenti della coppia. Infine, la coppia dovrà comparire, a una data indicata dalle parti stesse, per rendere pubblicamente dichiarazione costitutiva dell’unione; tale dichiarazione andrà fatta alla presenza di due testimoni. Gli atti dovranno essere trascritti nel Registro provvisorio delle unioni civili, istituito presso ciascun Comune italiano.

Non manca del DPCM la regolamentazione del regime patrimoniale, del cognome comune e del possibile scioglimento dell’unione. Alle coppie verrà rilasciato un documento che attesta la costituzione dell’unione, i dati anagrafici e l’indicazione del regime patrimoniale e della residenza. Regolamentato anche il caso di cambio di sesso di uno dei coniugi nel caso che questo avvenga dopo la celebrazione del matrimonio eterosessuale.

 

Il nuovo decreto in azione a breve

Il DPCM n. 22/2016, come si è accennato, entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Entro cinque giorni dall’entrata in vigore, poi, il Ministro dell’interno dovrà approvare con un decreto tutte le apposite formule di rito. Già prima della fine dell’estate, dunque, potranno con tutta probabilità essere celebrate le prime unioni civili tra cittadini omosessuali. In molte delle maggiori città italiane, Milano e Bologna in testa, sono già attivi i primi numeri telefonici per le prenotazioni delle unioni.

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