Autenticità della data nel testamento olografo: chi deve provarla?
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Testamento olografo, chi deve provare la data?

Redazione

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A chi spetta l’onere della prova dell’autenticità della data?

Testamento olografo: la Corte di Cassazione è intervenuta in materia di prova dell’autenticità della data apposta sul testamento redatto di pugno dal disponente, risolvendo una questione controversa. Invero, nell’ambito di un giudizio in cui venga contestata l’autenticità del riferimento temporale, a chi spetta provare cosa? Si tratta della sentenza n. 22197 del 2017, la quale si è pronunciata in un caso di testamento olografo sopravvenuto ad uno precedente, con conseguente modifica della figura dell’erede. In primo grado, infatti, la parte che era per prima entrata in possesso dei beni ereditari, veniva costretta alla restituzione degli stessi in favore della parte attrice.

Il giudizio di secondo grado ribaltava totalmente le posizioni: il giudice del gravame, infatti, riteneva che non fosse stata fornita la prova dell’autenticità del secondo testamento e che, dunque, lo stesso non poteva dirsi senza dubbio posteriore rispetto all’altro.

La valenza del testamento olografo

La Corte territoriale, dunque, addossava l’onere probatorio circa l’autenticità della data apposta sul testamento, al soggetto presunto beneficiario dello stesso, ovverosia a colui che intende avvalersi del testamento stesso che lo nomina erede. Infatti, si tratta di un elemento presupposto del diritto fatto valere in giudizio. Proprio per questo aspetto, l’allora convenuta in appello ha proposto ricorso per Cassazione, deducendo l’erroneità della ricostruzione effettuata dal giudice di seconde cure.

La Suprema Corte accoglie le doglianze della parte ricorrente, ritenendo che, nel momento in cui viene accertata l’autenticità della scheda testamentaria, spetta a chi ha un interesse giuridicamente rilevante a rilevarne l’errore o la falsità, dedurre e provare tali aspetti in giudizio. La sentenza pronunciata richiama l’orientamento delle Sezioni Unite, che già hanno avuto modo di affermare che chi contesta l’autenticità di un testamento è tenuto a fornire la relativa prova, a fronte di un documento che ha una propria intrinseca forza dimostrativa.

La sentenza di appello è stata dunque cassata e rinviata ad altro giudice del merito.

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