Sospensione udienze processuali fino all’11 maggio 2020: pubblicato in Gazzetta Ufficiale

di Redazione
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Termini e udienze processuali: cosa prevedono i DPCM

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il quadro con riferimento al differimento delle udienze processuali e alla sospensione dei procedimenti.

Infatti, mentre fino a ieri era previsto il rinvio d’ufficio delle udienze civili e penali sino al 22 marzo, tale termine è stato ora prorogato sino al 15 aprile; ciò significa che i Capi degli uffici giudiziari dovranno predisporre un nuovo calendario a partire dal successivo 23 marzo.

Questa decisione è stata determinata dal repentino mutamento de quadro sanitario, che impone l’adozione di misure restrittive per un tempo più lungo.

L’iter è iniziato nella notte dell’8 marzo, quando è stato emanato il primo DPCM per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Con riferimento alla professione forense, le disposizioni per gli avvocati prevedono:

In relazione alle udienze: “A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto (9 marzo) e sino al  11 maggio 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, con le eccezioni indicate all’articolo 2, comma 2, lettera g) sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020”.

Quindi, dal 9 marzo al 11 maggio 2020 sono rinviate tutte le udienze civili; i giudici dovranno comunicare alle parti le date dei rinvii, anche alla luce di quanto verrà stabilito dai Capi ufficio per il periodo successivo, vale a dire a partire dal 23 marzo e sino al 31 maggio.

Occorre precisare che il rinvio delle udienze vale comunque solo per i procedimenti che hanno un’udienza fissata tra il 9 e il 22 marzo; ciò significa che, ad esempio, una causa con udienza prevista per il 23 marzo proseguirà nel rispetto delle regole generali.

Per quanto riguarda i termini processuali, sia relativamente ai giudizi civili che a quelli penali: “A decorrere dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto (9 marzo) e sino al 22 marzo 2020, sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti indicati al comma 1, ferme le eccezioni richiamate”.

Anche in questo caso, occorre considerare che la sospensione vale solo per i procedimenti che hanno un’udienza fissata tra il 9 e il 22 marzo.

L’interpretazione del CNF

Il Consiglio Nazionale Forense ha fornito chiarimenti sulle disposizione dei regolamenti, chiedendo però un intervento normativo in sostituzione di quanto sinora stabilito, in modo da fare chiarezza e aiutare gli avvocati nell’espletare le attività possibili, senza incorrere in un’errata interpretazione, che comporti l’omissione di atti dovuti in forza dei mandati ricevuti dai propri clienti.

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La decretazione emergenziale relativa alla sospensione dei termini e delle udienze processuali ha comportato spaesamento in seno all’ordine forense, circa le attività espletabili, la gestione delle urgenze e degli atti in scadenza, nonché la prosecuzione dei procedimenti.

Pur nella consapevolezza dell’indefinito numero di interrogativi che possono derivare dall’applicazione pratica della norma di cui all’art. 83 d.l. 18/2020 nei diversi procedimenti civili, col presente lavoro si è cercato di fornire una risposta in merito ai quesiti più frequenti.

Roberto Di Napoli
Avvocato in Roma, abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori. Esercita la professione forense prevalentemente in controversie a tutela degli utenti bancari e del consumatore. È autore di vari “suggerimenti per emendamenti” al disegno di legge (S307) di modifica della disciplina sui benefici alle vittime di usura ed estorsione, alcuni dei quali recepiti nella legge 3/2012. È titolare del proprio blog www.robertodinapoli.it.

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Infatti, le disposizioni non sono chiare relativamente a quali atti e a quali procedimenti siano sospesi. Alcuni ipotizzano che, per quanto riguarda i giudizi civili, siano sospesi i termini per le iscrizioni a ruolo, le comparse di costituzione, le memorie e le chiamate di terzo, che scadono nel periodo tra il 9 e il 22 marzo 2020; mentre, per i procedimenti penali, occorre distinguere: a) i procedimenti relativi a reati che possono prescriversi, il corso della prescrizione rimane sospeso per il tempo in cui il procedimento è rinviato ai sensi del DPCM e, in ogni caso, non oltre il 31 maggio 2020. Invece, per i procedimenti relativi all’applicazione di una misura di prevenzione, non opera la sospensione.

Nell’incertezza, è intervenuto il CNF: scarica la scheda di analisi del DPCM.

FRESCO DI STAMPA

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