La Legge 26 gennaio 2026, n. 14, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2026, interviene in modo incisivo sulla disciplina dei veicoli fuori uso soggetti a fermo amministrativo, novellando il Codice dell’Ambiente e il d.lgs. n. 209/2003. La riforma “rimuove” il fermo quale ostacolo alla cancellazione dal PRA, introducendo nuovi iter di attestazione di inutilizzabilità del mezzo e ridefinendo competenze e tempistiche degli enti locali. Il provvedimento presenta un impatto rilevante sia per gli automobilisti che per le amministrazioni, semplificando l’iter di rottamazione e rafforzando le misure a tutela di sicurezza e ambiente. Per approfondire su questi temi, abbiamo pubblicato il Codice della normativa ESG: Le fonti Europee e Nazionali – Aggiornato al cd. “Decreto Omnibus”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Indice
- 1. Il fermo amministrativo non blocca più la rottamazione
- 2. Resta però un importante limite per i proprietari
- 3. La procedura per gli enti locali: attestazione di inutilizzabilità e demolizione
- 4. Le rimozioni immediate
- 5. Limiti procedurali e clausole di invarianza
- 6. Nasce il “servizio di attestazione di inutilizzabilità”
- 7. Aumenti sanzionatori: multe fino a 10.000 euro
- 8. Cosa cambia per automobilisti, enti pubblici e professionisti del settore
- 9. Una riforma che punta su efficienza, sicurezza e ambiente
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1. Il fermo amministrativo non blocca più la rottamazione
L’hub della legge è l’introduzione dei nuovi commi 8‑bis e 8‑ter all’art. 5 del d.lgs. n. 209/2003. La novità più significativa è che il fermo amministrativo non può più essere opposto quando si richiede:
- la cancellazione dal PRA del veicolo fuori uso,
- oppure la cancellazione da altri registri (Motorizzazione, Registro Unico Telematico).
Si tratta di un cambio notevole: prima il fermo bloccava il percorso amministrativo, costringendo proprietari e enti locali a lunghe attese o contenziosi. La ratio risulta duplice:
- favorire la rimozione dei veicoli abbandonati o inutilizzabili,
- snellire la gestione dei mezzi non più recuperabili, in coerenza con gli obiettivi ambientali UE.
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2. Resta però un importante limite per i proprietari
Se il veicolo da rottamare è gravato da fermo, il proprietario (o chi lo acquisisce) non può ottenere incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di un nuovo veicolo.
Nessuna sanzione aggiuntiva, dunque, bensì una penalizzazione economica.
3. La procedura per gli enti locali: attestazione di inutilizzabilità e demolizione
Il nuovo art. 5, comma 8‑ter d.lgs. n. 209/2003 e l’analogo art. 231, comma 5‑ter del Codice dell’Ambiente ridisegnano il ruolo di comuni, province e città metropolitane:
- l’ente pubblico attesta l’inutilizzabilità del veicolo rinvenuto o non reclamato;
- deve comunicarlo al proprietario entro 7 giorni tramite PEC ovvero ulteriore mezzo idoneo;
- il proprietario ha 60 giorni per opporsi;
- in assenza di opposizione, l’ente procede alla rimozione, demolizione e cancellazione dal PRA, senza che il fermo possa impedirlo.
4. Le rimozioni immediate
La legge prevede ipotesi in cui l’ente può rimuovere subito il veicolo:
- motivi di sicurezza pubblica,
- pericolo per la circolazione,
- tutela ambientale,
- esigenza militare,
- tutela urgente del patrimonio stradale.
In questi casi, l’attestazione viene poi notificata al proprietario.
5. Limiti procedurali e clausole di invarianza
È fondamentale precisare che la nuova disciplina non trova applicazione in tutti i casi di radiazione: l’esonero dall’opposizione del fermo amministrativo, infatti, non si applica per le procedure di radiazione finalizzate all’esportazione del veicolo all’estero, anche se quest’ultimo risulta essere un veicolo fuori uso. Inoltre, la norma integra formalmente nelle procedure di cancellazione il ricorso al Registro Unico Telematico, istituito presso il centro elaborazione dati della Motorizzazione. Quanto al profilo della governance pubblica, l’attuazione della Legge n. 14/2026 risulta vincolata a una rigorosa clausola di invarianza finanziaria: le amministrazioni devono provvedere agli adempimenti con le sole risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili, senza che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
6. Nasce il “servizio di attestazione di inutilizzabilità”
L’art. 3 della Legge n. 14/2026 introduce una novità amministrativa rilevante: l’attestazione di inutilizzabilità diventa un servizio a domanda individuale, con tariffe determinate dai Comuni nel rispetto dell’equilibrio economico-finanziario. Il servizio potrà quindi essere a pagamento, con importi fissati localmente. La competenza al rilascio è attribuita:
- alla polizia locale, oppure
- all’ufficio individuato dall’ente proprietario della strada.
Questo passaggio formalizza ciò che in molti territori avveniva in modo disomogeneo, creando una cornice procedurale uniforme.
7. Aumenti sanzionatori: multe fino a 10.000 euro
La legge eleva significativamente le sanzioni dell’art. 13 d.lgs. n. 209/2003:
- da 3.000 a 10.000 euro la sanzione massima del comma 1,
- da 1.000 a 3.000 euro quella del comma 2.
L’obiettivo è rafforzare la deterrenza contro:
- l’abbandono dei veicoli,
- la mancata osservanza delle procedure di gestione dei mezzi fuori uso.
8. Cosa cambia per automobilisti, enti pubblici e professionisti del settore
1. Per gli automobilisti
- Non occorre più estinguere il fermo per liberarsi di un veicolo inutilizzabile.
- Si perde però il diritto a eventuali incentivi per l’acquisto di un nuovo mezzo.
- Cresce il rischio di rimozione forzata in caso di abbandono.
2. Per i Comuni
- Procedure più snelle e tempistiche definite.
- Nuovo servizio tariffabile e responsabilità formali nell’attestazione.
- Più strumenti per rimuovere veicoli pericolosi o abbandonati.
3. Per i professionisti (avvocati, autoscuole, agenzie pratiche auto)
- È essenziale aggiornare modulistica e informative.
- La cancellazione PRA non è più condizionata dal fermo: rilevante per ricorsi, opposizioni e consulenza amministrativa.
- Attenzione ai casi di rimozione immediata e alle nuove tariffe comunali.
9. Una riforma che punta su efficienza, sicurezza e ambiente
La Legge n. 14/2026 rappresenta un intervento strutturale atteso da anni: elimina un ostacolo burocratico che di fatto paralizzava la rottamazione dei veicoli gravati da fermo, e introduce una procedura chiara e uniforme per gli enti. L’impianto complessivo:
- semplifica le cancellazioni dal PRA,
- riduce i veicoli abbandonati lungo le strade,
- rafforza gli strumenti pubblici di tutela ambientale e della sicurezza.
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