Recensione a: V. Rubino, Le denominazioni di origine dei prodotti alimentari

Recensione a: V. Rubino, Le denominazioni di origine dei prodotti alimentari

recensione libro

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Autore: Vito Rubino
Numero pagine: 240
Casa Editrice: Taro
Collana: Il Diritto degli Alimenti, diretta dal Prof. Giuseppe Coscia
 rilegatura: cartonato
 prezzo: € 23,00
 
Il testo:
 
Le denominazioni di origine sono negli ultimi anni al centro di un’aspra contesa internazionale che vede contrapposti i Paesi del c.d. “Nuovo Mondo” (USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda etc.) ai Paesi del “Vecchio Mondo” (Paesi europei e C.E.) sulle modalità e l’ampiezza della tutela loro riservata dai diversi ordinamenti nazionali.
Nel 2005 anche il WTO si è pronunciato sulla compatibilità della normativa comunitaria in materia di DOP – IGP con le regole del commercio internazionale e della proprietà intellettuale, mentre nell’ambito del negoziato del c.d. “Doha Round” si discute la possibilità di creare un registro multilaterale delle denominazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli per evitarne l’indebita appropriazione e lo sfruttamento in Paesi diversi dal luogo d’origine.
Il “fermento” politico e giuridico intorno a questa materia ha determinato negli ultimi due anni sensibili modifiche anche nel panorama normativo comunitario, con l’approvazione del regolamento CE 510/06 e del suo regolamento di attuazione 1898/06 CE.
Il volume di Vito Rubino affronta questa complessa tematica con taglio “monografico” per la prima volta in Italia, illustrandone i profili normativi e giurisprudenziali comunitari ed internazionali.
Nell’ampia introduzione i toponimi degli alimenti vengono inquadrati nel contesto della normativa internazionale, ove in particolare nell’ultimo decennio hanno ingaggiato una accesa competizione con i marchi geografici o di certificazione. Vengono quindi illustrate le problematiche che hanno condotto nel 2005 all’intervento di ben due Panels del WTO in materia.
Il “cuore” del testo (capp. 2 – 3) affronta la materia delle denominazioni di origine – indicazioni geografiche nella normativa e giurisprudenza comunitaria, evidenziando le differenze esistenti fra il settore vitivinicolo e gli altri prodotti alimentari. Vengono illustrate le più recenti novità normative (reg. 510/06 CE in primis) le principali tematiche affrontate dalla giurisprudenza della Corte di giustizia CE e chiarito il rapporto fra DOP, IGP e marchi geografici collettivi nell’Unione europea.
Nell’ultimo capitolo la trattazione affronta il conflitto internazionale sulle indicazioni geografiche in chiave prospettica: dopo aver chiarito i termini della contrapposizione dei Paesi del “Nuovo Mondo” (USA, Australia, Canada, Nuova Zelanda etc.) e quelli del “Vecchio Mondo” (Paesi europei e C.E.) sull’interpretazione ed il ruolo dell’Accordo TRIPs in materia di Proprietà Intellettuale, nonché i contenuti più rilevanti dei Reports dei Panels WTO del 2005 sul regolamento comunitario 2081/92, il capitolo illustra le proposte di modifica dell’art. 23 dell’Accordo allegato al Trattato istitutivo del WTO attualmente in discussione nell’ambito del c.d. “Doha Round”, dalle quali dipenderà in larga parte il futuro delle denominazioni di origine e, con esse, dei prodotti tipici e tradizionali nel commercio internazionale.
Il lavoro svolto costituisce dunque un prezioso strumento di riflessione ed approfondimento su di una materia estremamente importante per l’economia agroalimentare italiana ed europea, e possiede il pregio di coniugare gli aspetti più teorici con i riflessi applicativi concreti, mostrandosi estremamente aggiornato negli spunti giurisprudenziali, nell’inquadramento normativo e nel reperimento della dottrina nazionale ed internazionale.
La trattazione della materia con taglio sincronico rende lo sviluppo del testo al contempo interessante ed impegnativo, venendo incontro alle esigenze di completezza ed accuratezza scientifica proprie di un approfondito lavoro di ricerca scientifica.
 
 
L’Autore
 
Vito Rubino è dottore di ricerca in Diritto dell’Unione europea. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e note a sentenza in materia agroalimentare sulle principali Riviste giuridiche italiane (Il Diritto dell’Unione europea, Diritto Comunitario e degli Scambi Internazionali, Le Nuove Leggi Civili Commentate, Rivista di Diritto Agrario, Alimenta etc…). E’ avvocato e consulente dell’A.I.I.P.A. (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari), socio S.I.D.I. (Società Italiana di Diritto Internazionale), A.I.D.A./ I.F.L.A. (Associazione Italiana di Diritto Alimentare), nonché della Asociación Iberoamericana para el Derecho Alimentario (AIBADA), con sede in Madrid e Buenos Aires. E’ inoltre membro del Consejo Asesor del Centro Europeo para el Derecho del Consumo, (CEEUDECO) con sede in Barcellona – Bruxelles – Madrid.
Curatore della newsletter settimanale di aggiornamento normativo e giurisprudenziale in materia alimentare di Alimpresa (www.alimpresa.it) è coordinatore della sezione di Diritto Alimentare della rivista giuridica elettronica Diritto & Diritti (www.diritto.it), nonché collaboratore scientifico delle riviste Alimenta ed Eurocarni.
 
 
Indice del testo:
 
I. Introduzione.
1. Le denominazioni di origine nel contesto dei diritti di proprietà industriale. Problematiche evolutive.
2. Segue. La qualificazione giuridica delle denominazioni d’origine ed il loro rapporto con i marchi nel panorama delle fonti internazionali. Cenni introduttivi.
2.1. La Convenzione d’Unione di Parigi del 1883
2.2. Segue. L’Accordo di Madrid sul divieto di indicazioni di provenienza false o fallaci.
2.3. Segue. L’Accordo di Lisbona sulla protezione delle denominazioni di origine e sulla loro registrazione internazionale.
2.4. Segue. L’Accordo TRIPs e la disciplina delle Indicazioni Geografiche. Cenni introduttivi.
3. I problemi giuridici sottesi all’inquadramento delle denominazioni di origine. Delimitazione dell’oggetto e del piano d’indagine.
 
II. Le denominazioni di origine dei prodotti alimentari nel diritto comunitario: il quadro normativo.
1. Denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi. Cenni introduttivi.
2. La disciplina delle denominazioni di origine dei prodotti alimentari tipici o tradizionali nella Comunità europea.
2.1. La disciplina delle denominazioni di origine dei prodotti vitivinicoli.
2.2. Segue. La disciplina delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti alimentari diversi dai vini.
3. I controlli sui prodotti a denominazione registrata.
4. La modifica del disciplinare delle denominazioni già registrate ed il problema della “evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche”.
 
III. Le questioni sottese alla registrazione di una indicazione geografica fra tutela della proprietà industriale, protezione del consumatore e sviluppo dell’economia rurale.
1. Introduzione.
2. L’armonizzazione degli strumenti di tutela delle indicazioni geografiche e la sopravvivenza di forme nazionali di riconoscimento delle denominazioni dei prodotti tradizionali locali.
3. Segue. La registrazione di marchi regionali di qualità.
4. Motivi ostativi alla registrazione della denominazione: la genericità del nome.
5. L’instaurazione della privativa ed il confezionamento dei prodotti alimentari in loco.
6. Segue. L’opponibilità del disciplinare non pubblicato.
7. I confini della privativa ed il concetto di evocazione della denominazione.
8. Segue. Privativa e coesistenza. Il rapporto fra denominazioni di origine, indicazioni geografiche e marchi registrati.
9. Valutazioni conclusive sulla funzione e la natura delle indicazioni geografiche dei prodotti alimentari nell’ordinamento comunitario.
 
IV. La tutela comunitaria delle denominazioni di origine alla luce dell’Accordo TRIPs sugli aspetti della proprietà intellettuale attinenti al commercio internazionale.
1. Introduzione.
2. La disciplina delle indicazioni geografiche nell’Accordo TRIPs. Cenni.
3. La normativa comunitaria sulle denominazioni di origine- indicazioni geografiche nel contesto dell’Accordo TRIPs.
4. Il rapporto fra marchi ed indicazioni geografiche all’interno dell’Accordo TRIPs.
4.1. L’articolo 17 dell’Accordo TRIPs e le “limitate eccezioni” al diritto dei marchi registrati.
4.2. L’art. 24.5 TRIPs e la protezione forte dei marchi “notori”.
5. Il conflitto marchi- indicazioni geografiche nella visione dei Panels WTO del 2005.
5.1. La compatibilità del regime di coesistenza fra marchi ed indicazioni geografiche introdotto dall’art. 14 del regolamento 2081/92 CEE (oggi art. 14 reg. 510/06 CE) con le disposizioni del TRIPs.
5.2. L’estensione della tutela delle D.O.P. – I.G.P. in relazione alle traduzioni in altra lingua delle denominazioni geografiche.
6. Gli altri profili di compatibilità della normativa comunitaria sulle D.O.P. – I.G.P. e l’Accordo TRIPs: il problema del “trattamento nazionale”.
6.1. Le modifiche alla disciplina comunitaria in relazione alle raccomandazioni dei Panels sul trattamento nazionale.
7. Le prospettive di sviluppo del sistema intenazionale di protezione delle indicazioni geografiche.
7.1. L’approccio minimalista e la proposta degli Stati Uniti.
7.2. L’approccio massimalista e la posizione della Comunità europea.
7.3. Lo stato di avanzamento dei negoziati e l’influenza delle decisioni dei Panels del 2005. Valutazioni de iure condendo.
 
V. Bibliografia.
 
 
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