Politiche pubbliche: genesi, potenzialità e limiti dei diversi sistemi

di Redazione
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Giulia Galera, Leila Giannetto

In Italia così come in Europa, l’accoglienza e l’integrazione di richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione internazionale sono al centro di un acceso dibattito.

Per sapere tutto sull’argomento leggi “Immigrazione, asilo e cittadinanza” a cura di Paolo Morozzo della Rocca

Le richieste asilo

La necessità di gestire un numero crescente di richieste di asilo e l’accoglienza di un numero rilevante di persone in attesa di riconoscimento o già destinatari di protezione internazionale, ha portato, in Italia, a due sistemi paralleli di accoglienza finanziati tramite il Ministero dell’interno:

• il sistema di accoglienza ordinario, lo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), nato nel 2002 come programma sperimentale di accoglienza gestito in collaborazione con ANCI;

• il sistema di accoglienza straordinario, il CAS (Centri di accoglienza straordinari), attraverso il quale le Prefetture affidano, previe gare competitive, la gestione dei servizi di accoglienza a privati e organizzazioni del terzo settore.

Nel complesso, il panorama dell’accoglienza in Italia è estremamente eterogeneo non solo per la tipologia di accoglienza,
ma anche per la qualità e include casi di cattiva accoglienza spesso enfatizzati dai media, accanto a positivi percorsi innovativi di inclusione sociale e lavorativa, per lo più ignorati dai mezzi di comunicazione.
Questo focus, in controtendenza rispetto a questo sensazionalismo scandalistico, analizza alcune iniziative virtuose che hanno saputo sperimentare percorsi di accoglienza e integrazione volti a rendere autonomi i destinatari e contemporaneamente a rigenerare le comunità e i territori ospitanti. E, a partire da queste esperienze virtuose, ci si interrogherà sui fattori che sembrano incidere maggiormente sulla qualità dell’accoglienza, quali la relazione che si instaura tra ente gestore e
pubblica amministrazione e le caratteristiche dell’ente gestore, come la sua dimensione inclusiva, e la sua inclinazione
all’imprenditorialità, le relazioni instaurate con la comunità locale.

Politiche di accoglienza: dinamiche di inclusione ed esclusione

Attualmente, l’accoglienza dei richiedenti asilo è gestita attraverso tre canali: il Ministero dell’Interno, responsabile  direttamente dei grandi centri di prima accoglienza per richiedenti asilo (CARA), degli hotspots, regional hubs, Centri di Accoglienza e Centri di Primo Soccorso e Accoglienza; le Prefetture, responsabili per i centri di accoglienza straordinaria (CAS); e ancora il Ministero dell’Interno e gli Enti locali che decidono di aderire al Servizio centrale del sistema di protezione
di richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). L’attenzione di questo focus è rivolta agli ultimi due canali, il sistema SPRAR e l’accoglienza CAS, quelli cioè maggiormente diffusi sul territorio e che vedono coinvolte nella gestione prevalentemente organizzazioni di Terzo settore e imprese sociali.

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