L’Acqua una risorsa da tutelare. La nuova Direttiva Europea EU 2020/2184

di Nancy Ferrara
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Ci siamo mai soffermati sul vero valore dell’acqua? Alcune risposte sembrerebbero scontate.

Quando si parla di acqua si parla di vita, dell’origine della Terra.

L’Acqua è una risorsa fondamentale per tutto l’ecosistema Terra. La stessa oltre ad avere un ruolo fondamentale per il corpo umano riveste un altrettanto ruolo primario ed essenziale per l’ambiente.

    Indice

  1. Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Risoluzione Onu del 28 Luglio 2010
  2. La Direttiva Drinking Water Directive del 1998 e la Direttiva Europea 2020/2184
  3. Considerazioni

1. Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e la Risoluzione Onu del 28 Luglio 2010

Il “diritto dell’acqua” costituisce un ampliamento del diritto alla vita affermato oltre che dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo anche per la prima volta dalla Risoluzione ONU del 28 Luglio 2010 che lo ha definito quale: diritto umano universale e fondamentale, marcando come l’acqua potabile e per uso igienico sia essenziale al pieno godimento della vita, nonché condizione necessaria al soddisfacimento di tutti gli altri diritti umani.

2. La Direttiva Drinking Water Directive del 1998 e la Direttiva Europea 2020/2184

Gli interventi in materia acqua sono svariati.

Dapprima la Direttiva 98/83/CE, meglio nota come “Drinking Water Directive” (DWD) entrata in vigore dal 25 dicembre 1998 che doveva essere recepita dai paesi dell’Unione Europea entro il 25 dicembre 2000, abrogata – dopo oltre un ventennio- con l’attuazione della Direttiva europea 2020/2184, pubblicata nella GUUE del 23.12.2020.

La Direttiva Acqua Potabile o meglio nota Direttiva 98/83/CE obbligava gli Stati membri al rispetto di alcuni requisiti minimi, ovvero affinché l’acqua sia definita potabile la stessa non deve contenere microrganismi e parassiti o altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da poter rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

La nuova Direttiva Europea 2020/2184 è entrata in vigore il 12 gennaio 2021, e da tale data gli Stati membri hanno due anni di tempo per recepire la stessa a livello di legislazione nazionale, ed ha lo scopo di stabilire gli standard relativi all’acqua potabile. Analogamente alla precedente Direttiva viene definita la qualità delle acque destinate al consumo umano. La stessa ha lo scopo di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone “la salubrità e la pulizia”, e si introducono i requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili come ad esempio le condutture, oltre che a migliorare l’accesso delle acque destinate al consumo umano.

La nuova Direttiva Europea non trova però applicazione per le acque minerali naturali e per le acque considerate medicinali, e gli Stati membri dell’Unione Europea possono prevedere esenzioni per le acque destinate esclusivamente ad usi per i quali le autorità nazionali ritengano che la qualità delle acque non abbia incidenze dirette o indirette, sulla salute dei consumatori finali e per le acque destinate al consumo umano provenienti da una singola fonte che eroghi in media meno di 10 metri/cubi al giorno o che fornisca meno di 50 persone, ad esclusione delle acque fornite nell’ambito di un’attività commerciale o pubblica.


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La Direttiva Europea 2020/2184 impone, attraverso specifici parametri microbiologici, chimici e parametri pertinenti per la valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestica ed altri parametri, che i Paesi dell’UE devono garantire che le acque destinate al consumo umano siano caratterizzate da “salubrità e pulizia” e che le stesse non devono contenere microrganismi e parassiti o altre sostanze che possono rappresentare un pericolo per la salute umana.

Di importante rilievo è l’art 11 rubricato “requisiti minimi di igiene per i materiali che entrano a contatto con le acque destinate al consumo umano” ove gli Stati membri garantiscono e assicurano che i materiali destinati ad essere utilizzati in impianti nuovi o preesistenti che entrino in contatto con tali acque non compromettano direttamente o indirettamente la tutela della salute umana, non alterino colore, odore e sapore dell’acqua, non favoriscano la riproduzione di batteri.

A seguire, una serie di disposizioni finalizzate al miglioramento dell’accesso all’acqua destinata al consumo umano nonché una incentivazione all’uso dell’acqua del rubinetto attraverso apposite campagne di informazione ai cittadini, incoraggiare la messa a disposizione di tale tipo di acqua, sensibilizzare riguardo ai dispositivi all’esterno e all’interno degli spazi pubblici.

3. Considerazioni

Il genere umano, purtroppo, abusa sempre di ciò che dispone, per via di uno stile di vita consumistico, e ciò rende l’acqua un bene in continuo esaurimento. La maggior parte dei gestori di servizi idrici, ad esempio, fornisce acqua per uso potabile-igienico-alimentare, ma l’utente finale spesso non sempre comprende il vero valore della risorsa acqua e utilizza la stessa per usi inappropriati e sproporzionati, e venendo meno alla contribuzione della salvaguardia della risorsa idrica. Prevenire la carenza idrica con comportamenti sostenibili e virtuosi, anche attraverso piccoli gesti quotidiani, sicuramente aiuterebbe il nostro Paese.

La nuova Direttiva Europea mira a tenere un comportamento ambientalmente sostenibile, ed invita a ridurre del tutto gli sprechi e ad un consumo consapevole di acqua.

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