La tutela cautelare ex art. 700 c.p.c

di Redazione
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La tutela cautelare ex art. 700 c.p.c

Il provvedimento d’urgenza nell’economia dei mezzi Il rifiuto della “generalità”

L’art. 700 c.p.c. prevede che chi ha fondato timore che, durante il tempo oc- corrente per far valere il proprio diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile, possa richiedere con ricorso il provvedimento d’urgenza più idoneo ad assicurare in via provvisoria gli effetti della decisione sul merito.

Da quanto precede emergono i contorni del giudizio di cui trattasi: innanzi- tutto, le modalità propositive attraverso il sistema del ricorso; quindi la legittimazione attiva, appartenente a chi intenda avviare una causa per far affermare un proprio diritto; in ultimo, la strumentalità propria della cautela, ma anche, rispetto a quest’ultima, il carattere residuale di detto giudizio che, secondo l’incipit della disposizione in parola, opera fuori dei casi indicati nelle sezioni precedenti.

Sommarizzazione e tenuta del carattere strumentale nel provvedimento ex art. 700 c.p.c.

Un aspetto emerge in maniera inappuntabile, ossia il sempre più ficcante affermarsi del processo di sommarizzazione attuato in ultimo, per quanto qui rileva, con la modifica dell’art. 669-octies, comma 6, che è in grado di rendere definitiva la statuizione di accoglimento dell’istanza ex art. 700 (Cass. civ., sez. VI-2, ord. 9 giugno 2015, n. 11949 in cui si afferma che il nuovo testo dell’art. 669-octies, comma 6, ha previsto una strumentalità attenuata per i provvedimenti emessi ex art. 700 c.p.c. e per gli altri a contenuto anticipatorio). La modifica oscura, ovviamente, il carattere temporaneo, oltreché accessorio, che all’inizio connotava immancabilmente i c.d. provvedimenti cautelari atipici (Cass. civ., 10 febbraio 1987, n. 1413, in Mass. Giust. civ., 1987, f. 2, da cui emerge come i provvedimenti de quibus si esaurissero fatalmente nella statuizione di merito; Cass. civ., 24 ottobre 1984, n. 5412, in Mass. Giust. civ., 1984, f. 10, la quale pone in evidenza la precarietà dei provvedimenti ex art. 700, destinati a perdere efficacia o ad essere sostituiti dal decisum finale, a seconda del riconoscimento o meno, con quest’ultimo, del diritto fatto valere in via cautelare; Cass. civ., 9 maggio 1983, n. 3192, in Mass. Giust. civ., 1983, f. 5, con la quale si ribadiscono la subordinazione ed interinalità del provvedimento atipico, rispetto alla sentenza da rendere nella causa di merito; nonché anche Trib. Milano, 21 settembre 1982, la quale evidenzia la stretta dipendenza delle statuizioni rese nel contesto giudiziale di cui all’art. 700 c.p.c. dal successivo procedimento di merito “il quale ne determina l’assorbimento e precisamente la caducazione o la sostituzione a seconda che la decisione sia contraria o favorevole”).

 

I procedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. in materia di famiglia

Filiazione e regime patrimoniale

Nell’ambito dei rapporti con i figli si rinviene giurisprudenza in materia cautelare in particolare per il regime patrimoniale.

In una sentenza di merito si affronta il caso di un padre che non adempie al dovere di mantenimento della figlia mai riconosciuta, né frequentata, essendosi nel frattempo lo stesso sposato con altra donna ed avendo con lei generato ulte- riore prole.

In verità la minore non aveva mai conosciuto il padre e la madre, ai tempi in cui la figlia frequentava il liceo, essendosi accorta del disagio provato a causa dell’abbandono, intenta un procedimento cautelare ex art. 700 al fine di ottenere la declaratoria giudiziale di filiazione naturale e al fine di veder condannato il padre non solo al contributo al mantenimento della figlia, maggiorenne ma non autosufficiente, oltre alla liquidazione del danno morale ed esistenziale, come stabilito dalla sentenza penale, ma anche al risarcimento per il danno morale ed esistenziale patito dalla figlia.

I presenti contributi sono tratti da

La tutela cautelare ex art. 700 c.p.c

La tutela cautelare ex art. 700 c.p.c

Il testo è una guida all’utilizzo delle strategie per ottenere una tutela, la più rapida possibile, dei diritti azionati in giudizio.Vengono inoltre analizzate anche le procedure migliori per la conferma dei provvedimenti nel giudizio di merito. Data la complessità degli argomenti, dopo un inquadramento della pro- blematica in oggetto, che evidenzia i requisiti standard della tutela, si è scelto poi di approfondire operativamente gli strumenti di accelerazione del processo fattispecie per fattispecie, facendone emergere le criticità, senza trascurare le questioni relative alla prova.
Ciascun argomento è arricchito dalla puntuale ricognizione dei riferimenti giurisprudenziali, da schemi e tabelle esemplificativi  e da un significativo numero di formule, particolarmente utili per la professione. 

In particolare, l’analisi si sofferma sui procedimenti cautelari in materia di:

• diritti della personalità;
• famiglia;
• associazioni non riconosciute;
• contratti;
• diritto bancario, commercio internazionale e intermediazione finanziaria;• responsabilità professionale;
• diritto del lavoro;
• diritto societario;
• brevetti, marchi e diritto d’autore;
• processo esecutivo;
• processo amministrativo.

La qualità dei contenuti, il taglio pratico, l’attenzione costante all’aggior- namento normativo e giurisprudenziale, gli schemi, le tabelle e il ricco formulario fanno dell’opera una guida procedurale per il professionista. Nel Cd-Rom allegato, infine, sono riportate tutte le formule presenti nel testo, in formato editabile e stampabile per un immediato utilizzo.

Giuseppe Cassano, Avvocato (www.studiolegalecassano.it), già docente di Istituzioni di Diritto Privato nell’Università LUISS di Roma, è direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’European School of Economics. Ha pubblicato orientativamente duecento contributi fra note, saggi e volumi, in particolare in tema di diritto dell’Internet, diritto di famiglia, responsabilità civile e tutela della persona.  

Giuseppe Cassano, 2016, Maggioli Editore
54.00 € 51.30 €

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