La società quotata

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

La società quotata in mercati regolamentati è, nel sistema italiano, una sottocategoria delle società per azioni “aperte”.

Lo sviluppo economico di una società per azioni aumenta in base all’utilizzo delle azioni.

Un’azione è l’investimento di soldi in borsa, con il fine di incrementare il capitale finale della società.

Di solito, sono i soci stessi a investire nelle azioni.

Spesso tra gli azionisti e le azioni c’è un intermediario che si occupa dell’amministrazione.

La definizione di società

La nozione tradizionale di società definisce questo istituto come una forma di esercizio collettivo dell’impresa, un’organizzazione di persone e di beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno scopo produttivo attraverso l’esercizio in comune di un’attività economica.

Alla base di questa organizzazione abbiamo il contratto di società.

Questa nozione oggi si confronta con il fenomeno delle società unipersonali, introdotto dal legislatore italiano per la società a responsabilità limitata e con la cosiddetta riforma del diritto societario per la società per azioni.

Oggi, quindi, il concetto di società si deve ritenere autonomo rispetto al concetto di contratto sociale e, per questo, la società può essere costituita con un contratto oppure con un atto unilaterale.

La definizione del contratto di società è contenuta all’articolo 2247 del codice civile che recita testualmente: “con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

Da questa norma si possono ricavare gli elementi costitutivi della società.

Le caratteristiche

La società quotata si caratterizza per l’elevato numero di soci e per le grandi dimensioni aziendali in termini sia di impiegati, sia di fatturato.

Queste società effettuano la raccolta del risparmio presso il pubblico attraverso l’emissione di azioni oppure obbligazioni offerti ai risparmiatori, come impiego alternativo ai depositi bancari oppure ai titoli di stato.

L’emissione di strumenti finanziari è regolata dalle disposizioni del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR) ed è soggetta alla vigilanza e al controllo da parte della CONSOB. Le società che emettono azioni quotate devono anche adempiere agli obblighi in materia di informativa richiesti dalla direttiva europea sulla trasparenza (direttiva 2004/109/Ce) e contenuti nel Testo Unico della finanza (TUF).

I sistema dei controlli

Il codice civile, al fine di tutelare gli interessi dei soggetti esterni alla società e quella degli azionisti di minoranza, prevede controlli più severi per queste società.

In particolare, il controllo legale deve essere obbligatoriamente effettuato da una società di revisione iscritta all’albo dei revisori legali e soggetta alla disciplina e sorveglianza della CONSOB.

È anche previsto un comitato per il controllo interno e la revisione legale incaricato di vigilare sul processo di informativa finanziaria, sull’efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di gestione del rischio, sulla revisione legale dei conti annuali e consolidati, nonché sull’indipendenza del revisore legale.

Il comitato può consistere, a seconda del sistema di amministrazione e controllo adottato dalla società:

  • Nel collegio sindacale (sistema ordinario)
  • Nel consiglio di sorveglianza o in un comitato costituito al suo interno (sistema dualistico)
  • Nel comitato per il controllo sulla gestione (sistema monistico).

Il dirigente contabile

Nelle società obbligate alla redazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali, il bilancio e gli altri documenti contabili sono redatti da un dirigente contabile.

Il dirigente contabile, insieme agli amministratori delegati, si assicura, con apposita relazione allegata al bilancio di esercizio, dell’adeguatezza, corrispondenza e idoneità dei documenti al fine di fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa.

La differenza tra società quotata e non quotata

Nelle società quotate, chiunque può decidere di investire del denaro nelle azioni, i ricavi finali per l’investitore dipenderanno anche dall’andamento del mercato e non esclusivamente dalla società stessa, questi potranno essere derivanti o da plusvalenza in caso di cessione della partecipazione ad un prezzo maggiore di quello di acquisto o da dividendo in caso di distribuzione degli utili da parte della società.

Nelle società per azioni non quotate, i soci possono scegliere se accettare o meno l’investimento del terzo, in relazione ai ricavi per l’azionista, la differenza sta nel fatto che il guadagno dipenderà quasi esclusivamente dall’andamento della società e dalla distribuzione o meno di dividendi ai soci.

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La personalità giuridica

Le società per azioni quotate possiedono una personalità giuridica.

Per personalità giuridica s’intende che la società possiede un capitale indipendente, ma anche i soci gestiscono un proprio capitale.

In questo modo, se si presentano delle questioni con i creditori, questi non si possono rivalere sul patrimonio dei singoli soci.

Le società di persone non possiedono una personalità giuridica, infatti l’azienda è autonoma e dipende esclusivamente dai singoli soci.

Nel caso di inconvenienti verso i creditori, possono utilizzare il patrimonio dei singoli soci come garanzia di rientro.

L’Indipendenza economica

Significa che chiunque può investire nell’azioni di una società e le società quotate si dicono “aperte”.

Le azioni di un’azienda quotata sono soggette, a ogni effetto, al rischio di mercato.

Questo può portare a un guadagno elevato, ma anche ad una perdita totale del capitale investito. Spesso questo tipo di aziende ha regole molto rigide, per via dell’alto rischio economico che ne può conseguire, mentre investire su una società non quotata in mercati regolamentati comporta degli svantaggi per aziende a rischio di fallimento.

I tempi di investimento

I tempi di investimento in relazione alle le società quotate sono quasi nulli, perché la società è presente sul mercato.

L’investitore deve esclusivamente scegliere dove investire e quanto investire.

Nelle società non quotate i tempi di investimento possono risultare molto lunghi, per via della mancanza di un’autonomia capitale.

Il limite capitale

In entrambi i tipi di società il limite minimo del capitale ammonta a 50.000 Euro.

La cifra è molto elevata a causa dell’alto tasso di rischio di mercato, si deve però tenere conto che per ottenere un buon guadagno bisogna investire una grande somma di denaro.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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