La gestione dei processi e la pianificazione delle attività delle aziende sanitarie

di Maurizio Cardanobile
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Indice:

  1. Strumenti gestionali del sistema sanitario
  2. Total Quality Management
  3. Le tipologie di pianificazione strategica
  4. Health and well being improvement programme

1) Strumenti gestionali del sistema sanitario

È fondamentale la necessità di trovare degli strumenti gestionali riguardo il sistema sanitario, volte a raggiungere i principi di efficienza ed efficacia.

I principali obiettivi che le aziende sanitarie si propongono di raggiungere risiedono spesso nell’incremento produttivo, nella razionalizzazione dei costi e nel fornire servizi che abbiano alla loro base la qualità.

Nel corso degli anni precedenti, le poche risorse di cui disponevano le aziende hanno portato al bisogno di creare un sistema sanitario innovativo, promuovendo nuovi modelli di organizzazione e di gestione, solitamente utilizzati da parte di privati.

A questo proposito, la letteratura in tema manageriale sostiene l’impiego di un approccio denominato la “gestione dei processi”[1].

Dunque, si passa da uno scenario di funzione aziendale ad uno scenario di azioni processuali, con l’intento di donare all’azienda flessibilità in merito al cambiamento delle condizioni di contesto e prossima ai bisogni del mercato.

Tale bisogno ha vita, quando si registra una drastica diminuzione della richiesta di beni di servizio e i produttori risiedono in condizioni deboli rispetto ai consumatori. In questo senso, risultava fondamentale incrementare i prodotti sia in materia di qualità che di convenienza, e mettere in pratica nuove strategie per l’acquisizione di ulteriori clienti. Nella medesima maniera, in questi ultimi anni l’offerta sanitaria privata ha incrementato le sue richieste, ponendo alla base delle sue offerte efficaci alternative ai servizi sanitari pubblici.

2) Total Quality Management

In Europa, agli inizi degli anni Novanta appare un innovativo approccio al management, noto come Total Quality Management – TQM, il quale fonda la propria teoria sul perseguimento costante della qualità e sul miglioramento dei processi funzionali dell’azienda.

Il pilastro è il cliente e quanto egli rimanga soddisfatto mediante la produzione di un prodotto o la fruizione di un servizio che rispecchino le aspettative posti in essi.

L’azienda, dunque, viene interamente pervasa dalla filosofia qualitativa che porta alla creazione dei processi produttivi che si basino sul concetto stesso di qualità[2].

Per l’ottenimento di qualità, efficienza ed efficacia l’adozione del modello organizzato per processi è quello più indicato; particolarmente in riferimento al settore sanitario, la partecipazione dell’utente è direttamente implicata all’interno del processo, per tale ragione egli presterà maggiore attenzione non esclusivamente al risultato finale piuttosto al modo in cui esso è stato prodotto ed ottenuto.

3) Le tipologie di pianificazione strategica

Già a partire dagli ultimi anni del XX secolo, emergono differenti tipologie di pianificazione strategica[3] riguardo il sistema sanitario italiano, come si può rilevare dalla tabella n.1.

Tabella 1: Profili di piani strategici nelle aziende sanitarie tra il 1995-2000.

Fonte: Meneguzzo M., La strategia e la governante delle amministrazioni pubbliche, MaGaw Hill, Milano, 2006.

Prendendo in considerazione il Piano come linee-guida, esso presenta similarità con quello utilizzato dalle USL negli anni Ottanta, mediante la predisposizione di obiettivi a breve o medio termine e con precise manifestazioni degli obiettivi aziendali, i quali si rivolgono alle risorse disponibili e alle strutture d’organizzazione.

Invece, il Piano come insieme di obiettivi collegati a programmi e proiezioni di spesa, prende particolare spunto dal processo di pianificazione razionale ma utilizzando approcci strategici.

Nei processi di natura strategica i principali obiettivi di cui si predispone sono i tempi, le logiche basate su project management e i processi implementativi.

Pertanto, si tende ad improntare le attività strategiche sugli impatti finanziari, cercando di creare un costante equilibrio finanziario e allo stesso tempo a stilare analisi riguardo l’andamento dello sviluppo delle risorse economiche in diverse circostanze, importante è il monitoraggio delle spese/costi che in genere sono analizzati frequentemente[4].

Infatti, troviamo il Piano di rientro economico-finanziario, che ha come principale obiettivo il raggiungimento di un equilibrio basato sul rapporto economico/reddituale mediante l’attuazione di politiche e strategie mirate al contenimento dei costi.

Ad oggi l’azienda sanitaria deve misurarsi sia con la sostenibilità sociale; e quindi con la capacità di rendere fruibile l’accessibilità ai servizi nonché con la riconfigurazione continua di adeguamento agli sviluppi della medicina, della tecnologia, del territorio ecc, ma si parla anche di sostenibilità economica fattore indispensabile di tenuta della struttura del sistema.

4) Health and well being improvement programme

Un’ulteriore tipologia di pianificazione strategica moderna è la denominata Health and well being improvement programme, cioè la Ridefinizione del Piano strategico come piano per la salute[5]. In questa maniera il piano diviene un mezzo comunicativo tra le istituzioni e la società, all’interno del Piano vengono individuati una serie di ambiti di intervento ritenuti prioritari per il raggiungimento del benessere della popolazione (obiettivi), viene delineata la cornice strategica per garantire il raggiungimento di standard elevati di tutela della salute.

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Note:

[1]VAGNONI E., MARAN L., Il controllo di gestione nelle aziende sanitarie pubbliche, Maggioli, Rimini, 2013

[2] DE RISI P., Introduzione alla gestione per processi nelle organizzazioni, Università degli studi di Pisa, 2002.

[3] MENEGUZZO M., La strategia e la governance delle amministrazioni pubbliche, 2006.

[4]GRANT R.M., L’analisi strategica per le decisioni aziendali, Il Mulino, Bologna, 2006.

[5]Ibidem.

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