In tema di consenso informato, spetta al paziente provare che, se adeguatamente informato, non avrebbe acconsentito all’operazione

di Muia' Pier Paolo, Referente per le sezioni dedicate a privacy, IP e internet law , responsabilità medica e civile, e condominio
PDF

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - III sez. civ. - ordinanza n. 31234 del 04-12-2018

Avv. Pier Paolo Muià – Dott.ssa Maria Muià

La vicenda

Nel caso oggetto della sentenza in commento aveva chiamato in causa la struttura sanitaria e i medici invocando la loro responsabilità per la non corretta esecuzione di un intervento chirurgico di asportazione totale della laringe e per la mancanza del consenso informato precedentemente ha detto intervento. In particolare, parte attrice lamentava che, in ragione della presenza di un cancro alla laringe, il primo intervento di asportazione non era riuscito e, per le sue complicanze, aveva dovuto subire altri tre interventi, all’esito dell’ultimo dei quali gli era stata tolta la laringe e aveva perso la fonesi. Quanto riguarda detto ultimo intervento, inoltre, parte attrice lamentava di non essere stato informato di tale asportazione e che, invece, egli era stato informato che il trasferimento nella sala operatoria era finalizzato soltanto ad una revisione della ferita relativa alle precedenti operazioni.

La difesa della struttura sanitaria convenuta si basava principalmente sul fatto che l’intervento chirurgico fosse stato eseguito in via d’urgenza e che il consenso informato fosse stato reso oralmente.

La domanda di parte attrice veniva rigettata in primo grado dal tribunale di Foggia e successivamente, a seguito dell’appello promosso dagli eredi del paziente, la Corte d’appello di Bari accoglieva la domanda di parte attrice , accettando la responsabilità della struttura sanitaria e dei medici convenuti per violazione degli obblighi su di loro i commenti relativi al consenso informato.

I convenuti hanno, quindi, proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di secondo grado della corte d’appello di Bari, sulla base di due distinti motivi:

  • in primo luogo, in quanto la corte d’appello avrebbe fondato la propria decisione sulla circostanza semplicemente dichiarata da parte attrice che il paziente, se fosse stato messo a conoscenza dei rischi e delle conseguenze dell’operazione chirurgica, non avrebbe reso il consenso all’intervento e da ciò avrebbe tratto la conseguenza che tale asserita mancanza di consenso informato e idonea a determinare una responsabilità della struttura sanitaria e dei medici al pari delle rate esecuzione dell’intervento chirurgico. Secondo il ricorrente, quindi, la corte d’appello avrebbe errato nel ritenere effettivamente realizzatasi tale circostanza semplicemente in base alla dichiarazione formulata da parte attrice in primo grado, non avendo invece parte attrice reiterato tale affermazione anche in sede di appello. Costanza, quest’ultima, che, secondo i ricorrenti, determinerebbe un abbandono della questione.

 

  • Per quanto riguarda il secondo motivo, i ricorrenti hanno sostenuto l’erroneità della sentenza di seconde cure nella misura in cui questa ha sostenuto che la mancanza del consenso informato deve essere equiparata alle rate esecuzione della prestazione chirurgica dal punto di vista del risarcimento e conseguentemente ha determinato sussistente un danno biologico a carico del paziente, pari al 65%, nonostante l’intervento fosse stato correttamente eseguito.

La decisione

La corte di cassazione ha accolto il ricorso formulato dai sanitari e dalla struttura, fissando la sentenza d’appello, e, entrando nel merito della vicenda, ha anche rigettato le domande proposte dal paziente e poi proseguite dai suoi eredi.

In primo luogo, gli ermellini hanno preso atto che la corte d’appello avesse ritenuta dimostrata la mancanza di un idoneo consenso informato relativamente alle complicanze emerse da due degli interventi subiti dal paziente. In particolare, il paziente era stato sempre aggiornato circa il proprio stato di salute, ma non gli era stata fornita una informazione adeguata sulle complicanze, i rischi e le conseguenze degli interventi chirurgici. Inoltre, nel giudizio di merito non era emersa alcuna prova della sussistenza di una situazione di urgenza ed invece era emerso che l’intervento di asportazione totale laringe era sicuramente prevedibile in base alla situazione concreta del paziente.

Secondo la corte di cassazione, però, la mancanza del consenso informato può comportare un risarcimento del danno soltanto quando siano derivate delle conseguenze pregiudizievoli dalla violazione del fondamentale diritto all’autodeterminazione del paziente, indipendentemente da una lesione della salute del paziente. Si tratta, in altri termini, di tutelare la libertà decisionale della persona e del suo diritto a prendere decisioni inerenti la propria salute soltanto dopo aver avuto una adeguata informazione circa le prevedibili conseguenze dell’intervento, della possibilità che le sue condizioni di salute si aggravino dopo il medesimo nonché delle sofferenze che subirà durante il percorso riabilitativo successivo all’intervento stesso.

Secondo gli ermellini, nel caso in cui – come quello di specie – l’intervento sia correttamente eseguito e non abbia causato alcun danno alla salute del paziente, ma questo ultimo lo avrebbe rifiutato nel caso in cui fosse stato adeguatamente informato nei termini di cui sopra, la lesione del diritto all’autodeterminazione comporterà il risarcimento del danno soltanto nel caso in cui il paziente abbia subito delle conseguenze dell’intervento che egli non si aspettava di dover subire e che quindi non si era predisposto ad affrontare dopo l’operazione. Ebbene, la Corte di Cassazione ritiene che, nel caso di specie, parte attrice non avesse formulato una tale richiesta danni in primo grado, ma aveva soltanto chiesto il risarcimento del danno non patrimoniale per l’invalidità temporanea assoluta, relativa e permanente nonché per il danno morale e per la violazione della capacità lavorativa specifica, derivanti tutti dalla responsabilità medica dell’attività professionale eseguita dai sanitari e per la violazione del consenso informato. Pertanto, l’accertamento che il giudice di merito avrebbe dovuto compiere riguardava la possibilità che il paziente fosse stato messo in grado di prepararsi ad affrontare le conseguenze dell’intervento nella fase postoperatoria in maniera consapevole. In tal caso, secondo i giudici supremi, spetta al paziente, il quale lamenta che l’intervento è stato compiuto senza il suo consenso informato e il quale richiede il risarcimento del danno a causa delle conseguenze prevedibili di un intervento necessario e eseguito correttamente, provare e se fosse stato adeguatamente informato circa le conseguenze egli avrebbe rifiutato intervento stesso: in altri termini toccava all’attore dimostrare, anche attraverso presunzioni, che nel caso di specie non avrebbe autorizzato l’operazione che gli ha salvato la vita.

In considerazione del fatto che parte attrice non ha ottemperato all’onere probatorio suddetto, la Corte di Cassazione ha quindi ritenuto di cassare la decisione impugnata e, non ritenendo necessari ulteriori accertamenti, ha anche deciso nel merito la questione rigettando le domande di parte attrice.

Volume consigliato

Responsabilità del medico e risarcimento del danno dopo la riforma Gelli-Bianco

Responsabilità del medico e risarcimento del danno dopo la riforma Gelli-Bianco

La presente opera è aggiornata alla riforma della responsabilità professionale del personale sanitario di cui  alla legge Gelli-Bianco. La tanto attesa novella affronta e disciplina, tra gli altri, i temi della sicurezza delle cure e del rischio sanitario, della responsabilità dell’esercente della professione sanitaria e della struttura sanitaria pubblica o privata, dei procedimenti giudiziari aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria e dell’obbligo di assicurazione. Il testo, con formulario e giurisprudenza, è uno strumento operativo per i professionisti che si trovano a dirimere le questioni giudiziali e stragiudiziali riguardanti la responsabilità del medico e il relativo risarcimento del danno. Il commento, anche attraverso schemi e tabelle, analizza in modo chiaro e dettagliato gli orientamenti giurispruden- ziali, sottolineandone l’aspetto processuale e sostanziale.
I principali argomenti affrontati sono:
- l’attività medica e i diritti del paziente;
- la responsabilità da contatto;
- l’aspetto contrattuale del rapporto del paziente con il medico;
- la responsabilità nell’ambito del rapporto tra paziente e medico;
- il nesso causale nella colpa medica e la violazione delle linee guida;
- le varie forme di risarcimento possibili (danno patrimoniale, non patrimoniale, biologico, iatrogeno, morale, esisten- ziale, tanatologico, biologico terminale, parentale);
- la responsabilità medica sotto il profilo penale.

Nel Cd-Rom allegato trova spazio un ricco formulario, in formato editabile e stampabile.

Requisiti minimi hardware e software
- Sistema operativo Windows® 98 o successivi
- Browser Internet
- Programma in grado di editare documenti in formato RTF (es. Microsoft Word)

Gianluca Pascale, Avvocato del Foro di Roma. Si occupa di contenzioso in materia di Diritto di famiglia e Responsabilità civile. Dottore di ricerca in Ordine Internazionale e Diritti Umani presso l’Università La Sapienza di Roma e presso la cattedra di Diritto Internazionale Pubblico dell’Università di Jaén. Autore di numerosi saggi e articoli nei campi di Diritto civile e di Diritto internazionale, nonché di diverse monografie tra cui “Autovelox. Ricorsi e tutele contro le sanzioni amministrative” e “Il contratto di fideiussione”.

Gianluca Pascale, 2017, Maggioli Editore
30.00 € 28.50 €

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

pier-paolo-muia

Muia' Pier Paolo

Co-founder dello Studio Legale "MMP Legal", svolge la professione di avvocato in Firenze, Prato e Pistoia, occupandosi in via principale con il suo staff di responsabilità professionale e civile; internet law, privacy e proprietà intellettuale nonchè diritto tributario. In particolare, svolge attività di assistenza e difesa sia di professionisti destinatari di richieste di risarcimento  danni per inadempimento professionale sia di soggetti danneggiati da sinsitri, soprattutto per malpractice medica; consulenza relativamente alla gestione e alla tutela dei dati personali in ogni area e settore di attività nonché assistenza e difesa, stragiudiziale e giudiziale, per quanto riguarda i contratti e i rapporti tramite internet ed in generale tutte le problematiche relative ai servizi on line ed ai correlati diritti; redazione di accordi di licenza e cessione di marchi, dei diritti di sfruttamento economico delle opere dell'ingegno, di know-how e di brevetti; difesa giudiziale per la tutela dei diritti d'autore e di brevetti, marchi e disegni, nonché avverso attività di concorrenza sleale; difesa e rappresentanza nei giudizi dinanzi alle commissioni tributarie. Per Diritto.it è Referente delle sezioni dedicate a privacy, IP e internet law , responsabilità medica e civile, e condominio. Pagina Facebook: https://www.facebook.com/studiolegalemasimuia/?ref=br_rs Pagina Instagram: https://www.instagram.com/mmp_studiolegale/


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e