Il manifesto della giustizia complementare alla giurisdizione

Il manifesto della giustizia complementare alla giurisdizione

di Scarsi Mara, Avv.

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Le nuove frontiere degli strumenti adr

Sommario: Il Tavolo Tecnico del Ministero della Giustizia – Il contesto comunitario – Il Manifesto della Giustizia complementare alla giurisdizione – Le nuove frontiere della mediazione

Il Tavolo Tecnico del Ministero della Giustizia

Il Decreto Ministeriale 23 dicembre 2019 istituiva il Tavolo Tecnico relativo alle procedure stragiudiziali in materia civile e commerciale con l’incarico di “..di promuovere la materia dell’ADR secondo un modello moderno ed efficiente e favorendo la circolazione delle nuove prassi in tutto il territorio nazionale e a livello europeo”. [1]

Gli esperti nominati avevano vari compiti tra i quali quello di proporre all’Ufficio di Gabinetto questioni specifiche da affrontare, seguire i lavori e “..individuare, anche tramite la segreteria tecnico-scientifica di supporto,  gli strumenti per raccogliere proposte ed indicazioni dai soggetti o organizzazioni non indicati come componenti del tavolo. A tal fine può sottoporre all’Ufficio di Gabinetto l’esigenza di procedere a specifiche audizioni”[2]. Sulla scorta delle relazioni ricevute i componenti del Tavolo Tecnico hanno il ruolo di proporre al Ministro le linee programmatiche di azione di tipo legislativo ed organizzativo.[3] La prima seduta di insediamento si è tenuta il 21.01.20.

 

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Il contesto comunitario

Il DM 23.12.19 ha considerato “l’esigenza di un approfondita ricognizione sistemica delle procedure stragiudiziali esistenti e di un loro possibile incremento al fine di contribuire alla deflazione del contenzioso giudiziario ed al potenziamento dell’accesso alla giustizia per tutti i cittadini.”  Ha inoltre ritenuto che occorra consolidare il sistema italiano di ADR elaborando modelli innovativi e buone prassi, propugnandone la diffusione su tutto il territorio nazionale anche per favorire l’implementazione delle relazioni con gli ADR Policy Makers a livello europeo.

L’istituzione del Tavolo Tecnico contribuisce a rendere più concreti gli obiettivi che si era posta inizialmente la Direttiva 2008/52/CE, successivamente sviluppati e resi più evidenti da vari interventi esplicativi stilati dagli Organi Comunitari.

La Relazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo del 28 giugno 2016 ha specificato che la Direttiva 2008/52/CE abbia l’obiettivo di facilitare l’accesso alla risoluzione alternativa delle controversie (ADR) promuovendone la composizione amichevole incoraggiando il ricorso alla mediazione. La Relazione specificava che la mediazione possa costituire una forma di risoluzione efficiente e rapida delle controversie, sottolineandone l’importanza non solo in ambito civile e commerciale ma anche nel diritto di famiglia.

La Direttiva comunitaria ha lo scopo di sensibilizzare i legislatori nazionali nei confronti dei vantaggi offerti dalla mediazione. L’aspetto “critico” che la Relazione ha evidenziato è rappresentato dalla mancanza generalizzata di una cultura della mediazione in tutti gli Stati Membri e dalla insufficiente conoscenza dei modi di gestire le controversie transfrontaliere. Le consultazioni all’interno della Commissione hanno evidenziato la necessità di un “cambiamento culturale” per garantire che i cittadini abbiano fiducia nella mediazione; si è inoltre rilevato come gli stessi giudici appaiano riluttanti verso la proposizione di tale strumento.

E’ emersa a livello generale una scarsa diffusione di informazioni relative alla mediazione che impedisce ai cittadini di manifestare interesse nei suoi confronti.

La Direttiva Europea 2008/52 è stata introdotta per facilitare l’accesso ai metodi ADR al fine di garantire che le parti che ricorrano alla mediazione possano far riferimento ad un quadro giuridico prevedibile. Si legge nella Relazione:“…la mediazione può contribuire ad evitare procedimenti giudiziari inutili a spese dei contribuenti ed a ridurre i tempi ed i costi associati alle controversie giudiziarie. A lungo termine può portare ad una cultura non contenziosa in cui non esistono né vincitori né perdenti ma partner”. Sulla scorta di quanto già la Direttiva 2008/52 aveva previsto, gli Stati Membri avrebbero dovuto “..adoperarsi maggiormente per promuovere ed incoraggiare l’uso della mediazione attraverso i diversi mezzi e meccanismi previsti nella direttiva ed esaminati nella presente relazione. In particolare occorrerebbero ulteriori sforzi a livello nazionale per aumentare il numero di controversie per la cui risoluzione le autorità giurisdizionali invitano le parti a ricorrere alla mediazione”.

Il Manifesto della Giustizia complementare alla giurisdizione

Il 15 aprile 2020 il Tavolo Tecnico ha sottoscritto il Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione come risposta concreta all’emergenza economica e sociale in seguito alla grave situazione determinata dall’emergenza sanitaria.

L’emergenza in corso ha provocato un innegabile ulteriore rallentamento del sistema giudiziario.

Si legge nel Manifesto: “…negoziazione e mediazione, pratiche ormai note al nostro ordinamento e ai professionisti del conflitto, da tempo oggetto di incentivi anche a livello europeo, sono la sponda di soccorso e assistenza di tutti quei cittadini e quelle imprese che hanno bisogno di trovare una relazione celere per la gestione dei loro conflitti nella negoziazione e la mediazione, possono oggi più che mai offrire l’opportunità di una soluzione tempestiva e conveniente per entrambe le parti della lite”.

Ciò che rende le considerazioni dei tecnici così aderenti alla realtà è l’utilizzo di parole semplici che arrivano direttamente ai cittadini nonché l’estrema praticità dei contenuti. Abbiamo assistito negli ultimi due mesi ad un susseguirsi di provvedimenti legislativi che sono parsi di ardua comprensione anche ai giuristi più preparati.

Gli esimi esperti nominati, redigendo il Manifesto, hanno voluto puntare al vero cuore dei problemi raggiungendo le persone. Nell’attuale panorama c’è chi abbia dovuto rinegoziare un contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta o impossibilità della prestazione, chi si sia trovato a dover valutare una controversia per la dazione o ricezione di una somma di denaro, chi  abbia dovuto affrontare la crisi di un rapporto commerciale o societario “..la cui risoluzione sarebbe stata decisiva per la riorganizzazione dell’impresa”, o chi si sia  imbattuto  in una criticità con un istituto di credito (impresa o privato che fosse).

Problemi concreti, reali, quotidiani che la maggior parte dei cittadini italiani sta affrontando e dovrà affrontare. Dice il Manifesto, questa è solo una: “… minima parte delle situazioni che, in mancanza di un intervento dedicato e congruo, renderanno la giustizia di questo Paese gravemente insostenibile. Occorre prendere atto che in un momento come quello che stiamo attraversando abbiamo a disposizione mezzi potenti per la gestione efficiente del cambiamento”.

In questo modo gli esperti del Tavolo Tecnico inviano un messaggio ad ogni singola categoria.

Gli Avvocati dovranno lavorare con il massimo impegno nelle sedi negoziali della composizione bonaria, nell’interesse dei loro clienti.

I Giudici dovranno concedere alle parti per le controversie pendenti, stanti gli inevitabili lunghi rinvii determinati anche dalla crisi epidemica, la possibilità di comporre le loro liti con senso di responsabilità e collaborazione.

I Mediatori dovranno lavorare tanto e bene assistendo le parti nel conflitto. L’attività di mediazione rimane possibile in via telematica e non ha subito le sospensioni che hanno invece caratterizzato il sistema giudiziario. I cittadini dovranno aprirsi al dialogo e proporre essi stessi soluzioni. Le imprese dovranno attivarsi con fiducia ed impegno per risolvere le criticità dei rapporti commerciali.

E’ noto che non sempre la soluzione “giuridica” cui il Giudice non può sottrarsi, è quella più confacente al bisogno di chi radica o subisce una lite.

Il Manifesto si rivolge poi alle Istituzioni: l’Accademia dovrà offrire una formazione di livello ancora più alto per far sì che i professionisti acquisiscano le più qualificate competenze tecniche in mediazione e negoziazione. La Pubblica Amministrazione dovrà adottare strumenti che realizzino una efficace comunicazione ed acquisire maggiore fiducia da parte dei cittadini. Il Governo dovrà ascoltare ed adottare discipline, prassi e valori a beneficio dei cittadini, dei professionisti, delle imprese, dell’azione pubblica.

Il Manifesto suggerisce che, al fine di poter gestire il potenziale contenzioso che sommato a quello già esistente potrebbe determinare lo stallo del sistema giustizia, sia utile ed opportuno affidarne la gestione a professionisti competenti ed al mediatore dei conflitti, ossia nella sede ove è possibile il confronto costruttivo delle posizioni e degli interessi e il perseguimento di soluzioni strategiche a vantaggio di tutti.

 Il tutto nel rispetto della legge e dell’autonomia privata. In tal senso gli strumenti di negoziazione e mediazione rappresentano strumenti di potente ausilio nell’attuale contesto emergenziale.

Il Manifesto rammenta le finalità della mediazione, strumento utile per la riattivazione della comunicazione tra le parti, sede di generale condivisione dei valori dell’autonomia, consapevolezza e responsabilità, volano di rinascita delle relazioni sociali.

Si riportano testualmente le ultime frasi del Manifesto che meritano una profonda riflessione: “…la coesione sociale è l’esito tipico della mediazione la grande sfida del nostro impegno, il presupposto della rinascita anche economica del Paese. La pratica della mediazione potrà essere l’antidoto per disinnescare l’inevitabile disacerbarsi dei conflitti in un tessuto sociale profondamente lacerato.”

Le nuove frontiere della mediazione

In conclusione, la crisi che stiamo vivendo ha avuto ed ha ripercussioni visibili a tutti, si pensi all’emergenza sanitaria ed economica. Non si può tralasciare la crisi che sta vivendo e vivrà il sistema giudiziario, anch’essa già percepibile e che potrebbe assumere connotati preoccupanti tra qualche mese.

Meno percepibile è la crisi sociale, non tanto e non solo riferita ai divieti che hanno limitato le libertà personali ma alle inevitabili conseguenze che le restrizioni avranno sui rapporti interpersonali. Inevitabile sarà l’aumento delle controversie: tra imprese, tra clienti e fornitori, tra cittadini.

La mediazione rappresenta uno strumento fondamentale per gestire l’inevitabile aumento dei conflitti: andrà potenziata, serviranno mezzi atti a diffondere informazione sulla sua esistenza e sul suo funzionamento. Il suo generale e normale utilizzo potrà attutire l’impatto della crisi economica e sociale che stiamo vivendo e rappresentare davvero l’alternativa al sistema giustizia nonché servire alla diffusione della “cultura della mediazione” che era tra gli obiettivi del legislatore comunitario.

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Note

[1] Art. 1 D.M.23.12.19

[2] art. 5 DM 23.12.19

[3] art.5, comma 4 DM 23.12.19

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Scarsi Mara

Laurea in giurisprudenza 108/110 presso Università Statale di Milano. Supera esame di Stato nel 1998 a Milano Iscritta all’ordine Avvocati di Milano dal 1999 Iscritta all’ordine dei Cassazionisti dal 2011 Febbraio 1995-maggio 1995: rappresentante scuola inglese 2f milano Settembre 1995- settembre 2006: collaboratrice presso Studio Legale Pieri & Codega Milano e svolgimento libera professione su Milano e Sondrio SETTEMBRE 2006- SETTEMBRE 2017: libera professione su Milano e Sondrio (ove è presente un recapito presso studio legale Avv. Renzo Pinos) DA SETTEMBRE 2017 Apertura studio in Via Telesio Milano – libera professione Mediatrice civile e commerciale da febbraio 2016 Collaborazione con dpl & co srl in attività di ricerca, sviluppo e approfondimento tematiche giuridiche Redattrice di articoli per diritto.it – studio cataldi Docenze per mediatori famigliari (Corsi Como / Brescia) Libera professione forense svolta nei seguenti ambiti: Diritto civile: famiglia e minori, responsabilita’ civile, assicurazioni, diritto del lavoro (in collaborazione con studio giuslavorista esterno), redazione pareri legali in ambito assicurtativo e responsabilita’ civile Diritto penale: in collaborazione con penalisti esterni


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