Il gesto della pistola nell’atto di sparare integra il reato di minaccia grave

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Il Tribunale di Chiavari con sentenza n. 455 emessa il 29 giugno 2009 che ha condannato P.P. a Euro 22 di multa per il reato di minaccia grave continuata, artt. 81, 612 C.P., per aver fatto con le mani il gesto della pistola nell’atto di sparare nei confronti di una persona, a sua volta già in precedenza vittima di minacce verbali di morte da parte dello stesso P.P.
La pronuncia dimostra la gravità di un gesto come quello della pistola nell’atto di sparare che integra pienamente la fattispecie della minaccia grave di cui all’art. 612
Si riporta qui la parte motiva della sentenza:
 
“Si configura la fattispecie delittuosa del reato di minaccia grave di cui al 2° comma dell’art. 612 C.P., perseguibile d’ufficio e di competenza del Tribunale monocratico, nel caso di un imputato che mentre era alla guida della propria autovettura si affiancava a quella della persona offesa e con le dita della mano destra mimava una pistola facendo il gesto di sparargli. 
Il fatto che la persona offesa abbia percepito la minaccia come veritiera e si sia, conseguentemente, intimorita, unitamente alla precisione, alla coerenza narrativa e alla costanza delle sue dichiarazioni accusatorie consentono di affermare la penale responsabilità dell’imputato.”
 
A tale riguardo, nell’ambito dello stesso procedimento penale, si rammenta anche una pronuncia del Giudice di Pace di Chiavari che con la sentenza emessa il 28 febbraio 2007, n. 60, aveva a sua volta dichiarato la propria incompetenza in materia accertando trattarsi di una minaccia grave e non lieve, e quindi rimettendo il giudizio al Tribunale.
 Si riporta qui la parte motiva anche di questa sentenza:
 
“Posto che l’art. 4, 1° comma, lettera a), del D.Lgs. n. 274 del 2000 attribuisce alla competenza per materia del Giudice di Pace solo il reato di minacce semplici di cui al 1° comma dell’art. 612 C.P., nel caso di un procedimento penale che vede l’imputato rinviato a giudizio perché mentre era alla guida della propria autovettura si affiancava a quella della persona offesa e con le dita della mano destra mimava una pistola facendo il gesto di sparargli, devono essere trasmessi gli atti al P.M. presso il Tribunale configurandosi la fattispecie delittuosa del reato di minaccia grave di cui al 2° comma dell’art. 612 C.P., perseguibile d’ufficio e di competenza del Tribunale monocratico.”
 
 
Fabio Ratto Trabucco 

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