I controlli interni nella Pubblica Amministrazione

di Laura Facondini, Dott.ssa

 La regolarità dell’azione amministrativa e contabile viene svolta, nell’ente locale, attraverso un articolato sistema di controlli.

L’attività di controllo è il processo di verificazione di conformità di una funzione amministrativa a parametri e criteri prestabiliti.

Il controllo preventivo

In primo luogo, il controllo preventivo nell’ente locale viene esercitato attraverso il rilascio di pareri tecnici e contabili, prima dell’adozione dell’atto.

Su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla giunta o al consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere, in ordine alla sola regolarità tecnica, del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.

Inoltre, i provvedimenti dei responsabili dei servizi che comportano impegni di spesa sono trasmessi al responsabile del servizio finanziario e divengono esecutivi con l’apposizione del visto di regolarità contabile.

Pertanto, controllo contabile è esercitato dal responsabile del servizio finanziario ed è esercitato mediante il rilascio del parere di regolarità contabile e del visto attestante la copertura finanziaria. Il controllo tecnico viene svolto dal responsabile del servizio che propone il provvedimento e include non solo il provvedimento specifico ma ogni effetto dell’azione amministrativa.

Il controllo successivo

Il controllo di regolarità amministrativa è, inoltre, assicurato nella fase successiva, e pertanto in seguito all’adozione degli atti, secondo i principi generali di revisione aziendale sotto la direzione del Segretario Comunale ed in base al rispetto della normativa vigente. Sono oggetto di controllo le determinazioni di impegno di spesa, i contratti e gli altri atti amministrativi, le quali vengono scelte a campione.

In particolare, il controllo successivo è volto a controllare la legittimità delle procedure, la correttezza dell’azione amministrativa e dei requisiti dell’atto, l’indicazione dei riferimenti normativi corretti, l’adeguatezza della motivazione, l’imparzialità, la trasparenza e il rispetto delle norme sul procedimento.

Il controllo strategico e di gestione

Il controllo di gestione è una disciplina di natura contabile che ha come oggetto prevalentemente la struttura dei costi dell’organizzazione. Il controllo di gestione si articola nell’insieme di strumenti, processi, ruoli, volti ad indurre comportamenti individuali ed organizzativi in linea con il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Tale tipologia di controllo è diretta ad analizzare il conseguimento degli obiettivi e dei risultati di una gestione verificando l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa, per consentire ai dirigenti di ottimizzare il rapporto costi-risultati.

Ai fini del corretto utilizzo del sistema informativo contabile la contabilità viene impostata per centri di costo e per centri di responsabilità, in modo da poter operare la programmazione, rendicontazione e valutazione finalizzato ad un miglior grado di efficienza.

Le risultanze del controllo di gestione costituiscono la base informativa fondamentale di un’altra modalità di controllo: il controllo strategico.

L’articolo 147 ter del Testo Unico Enti Locali prevede che al fine di verificare lo stato di attuazione dei programmi secondo le linee approvate dal consiglio, l’ente locale definisce, secondo la propria autonomia organizzativa metodologie di controllo strategico finalizzate alla rilevazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi predefiniti, degli aspetti economici-finanziari connessi ai risultati ottenuti, dei tempi di realizzazione rispetto alle previsioni, delle procedure attuate confrontate con i progetti elaborati, della qualità dei servizi erogati e del grado di soddisfazione della domanda espressa e degli aspetti socio-economici.

Il sistema di misurazione della performance organizzativa ed individuale del dipendente pubblico, introdotte con il D.lgs. 150/2009 sono strettamente collegate alla necessità di creare valore pubblico.

Il valore pubblico si compone di diversi elementi tra cui la buona organizzazione, il rispetto della legalità, l’efficienza, l’economicità, la visione del futuro, la programmazione, il controllo ed il coinvolgimento degli utenti.

Le costanti sfide che l’Amministrazione è tenuta ad intraprendere portano ad un nuovo modo di intendere l’amministrazione volta al raggiungimento di valori di efficienza, efficacia ed economicità nella gestione delle risorse e nell’erogazione di servizi. Alla base di tale modello un sistema finalizzato a rilevare i bisogni del cittadino, attraverso strumenti partecipativi, per volgere alla progettazione del servizio definendone gli standard sulla base delle esigenze dell’utente.

Il controllo dell’equilibrio di bilancio

Ai fini della corretta gestione economico-finanziaria dell’ente, deve essere garantita la verifica della permanenza degli equilibri di bilancio.

La necessità di monitorare tale equilibrio trova fondamento normativo negli articoli 153 comma 4 TUEL, dall’articolo 193 comma 1 e 2 TUEL, il comma 4 de principio contabile generale n.15 di cui all’allegato 1 al D.lgs. n.118/2011 e nei continui riferimenti al mantenimento degli equilibri inseriti nel principio contabile applicato della contabilità finanziaria (allegato n.4/2 al D.lgs. n. 118/2011).

L’articolo 153 comma 4 TUEL prevede che il responsabile economico-finanziario è preposto alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno di spesa, alla regolare tenuta della contabilità economico-patrimoniale e alla salvaguardia degli equilibri finanziari della gestione, nonché dei vincoli di finanza pubblica.

L’articolo 193 comma 1 TUEL prevede che gli enti locali durante la gestione e nelle variazioni di bilancio rispettano il pareggio finanziario e gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti.

L’articolo 193 comma 2 TUEL, infine, prevede che il Consiglio comunale delibera la permanenza degli equilibri di bilancio.

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Laura Facondini

Laureata con Lode all’Università di Bologna con tesi in diritto processuale civile correlata in diritto processuale dell’Unione Europea, si specializza in Professioni Legali presso la SSPL E.Redenti e si abilitata all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Bologna. Ha svolto collaborazioni scientifiche in Scuole di Formazione dedicate alla preparazione al concorso in magistratura e ha svolto tirocini formativi affiancando il magistrato affidatario nella redazione di sentenze e provvedimenti giurisdizionali. Svolge la propria attività lavorativa nella Pubblica Amministrazione come Istruttore Direttivo Amministrativo. Si occupa prevalentemente di diritto amministrativo, diritto degli enti locali, contratti e appalti pubblici, servizi, privacy, gestione documentale e nuove tecnologie. Per Diritto.it è curatrice dell’area diritto amministrativo.


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