Geografia giudiziaria: dalla Commissione Giustizia al Senato un freno ai tagli programmati dal Governo

Geografia giudiziaria: dalla Commissione Giustizia al Senato un freno ai tagli programmati dal Governo

di Redazione

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Anna Costagliola

Sul provvedimento del Governo recante la revisione della geografia giudiziaria del Paese, secondo un processo che vede la soppressione di 37 tribunali, 38 procure e 220 sezioni distaccate, la Commissione Giustizia al Senato, pur esprimendo una serie di rilievi critici, ha reso parere favorevole subordinato all’accoglimento della condizione relativa alla salvezza dai tagli di 18 tribunali e 39 sezioni distaccate.

Nel testo del documento predisposto dalla Commissione si legge innanzitutto l’apprezzamento per la finalità di assicurare una più razionale riorganizzazione delle risorse umane e materiali al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, nel rispetto dei criteri e principi direttivi dettati dalla legge delega. Nel prosieguo, la Commissione non manca di rilevare gli aspetti critici del provvedimento in oggetto, osservando in particolare come:

a) nell’esercizio del potere delegato il Governo non si sia strettamente attenuto, nella individuazione degli uffici da mantenere o da sopprimere, a tutti i criteri di delega disattendendo, in particolare, quelli che impongono, da un lato, di tenere conto delle «specificità territoriali del bacino di utenza anche con riguardo alla situazione infrastrutturale» e del «tasso di impatto della criminalità organizzata» e dall’altro di assumere come prioritaria linea di intervento il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche, e funzionali tra uffici limitrofi della stessa area provinciale caratterizzati dal rilevante differente di dimensione;

b) una corretta ed equilibrata applicazione dei principi e criteri direttivi, unitamente al perseguimento di indispensabili fini di efficienza, tali da garantire un’adeguata e funzionale presenza di uffici giudiziari sul territorio, imponga un diverso processo di revisione rispetto a quello previsto per quanto concerne la soppressione dei cd. Tribunali minori, ridimensionando la portata ablativa del provvedimento de quo e prevedendo, altresì, che nelle sedi dei Tribunali sopprimendi sia comunque mantenuta una sede distaccata del Tribunale accorpante;

c) non risulti conforme ai criteri di delega la decisione governativa di procedere alla totale soppressione di tutte le sezioni distaccate, constatando al riguardo come si assista ad una paradossale situazione per la quale, da un lato, si procede alla soppressione delle sezioni distaccate e alla drastica riduzione dei Tribunali minori, in ragione del fatto che il ruolo del giudice di prossimità dovrebbe essere garantito dai giudici di pace, e, dall’altro, si dà seguito ad una netta riduzione anche del numero degli uffici di giudici di pace dislocati sul territorio;

d) non appaia in linea con il criterio dell’efficienza la soppressione delle sezioni distaccate che abbiano un bacino d’utenza superiore ai 100.000 abitanti e un carico di lavoro con una media, nel periodo 2006-2010, di oltre 4.000 sopravvenienze, anche in considerazione della negativa incidenza che la loro soppressione determinerebbe a carico dell’attività del Tribunale accorpante, e non solo per problemi di edilizia giudiziaria;

e) sia indispensabile il mantenimento delle sezioni distaccate ubicate in aree montane, avuto specifico riguardo a sezioni caratterizzate da un’altimetria media particolarmente elevata, la cui soppressione comporterebbe significativi disagi infrastrutturali e difficoltà di collegamento conseguenti anche a fattori climatici, specialmente nel periodo invernale; allo stesso modo si auspica il mantenimento delle sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Porto Ferraio, in considerazione dell’impossibilità per i cittadini in alcuni giorni di raggiungere la terraferma;

f) non si sia tenuto in adeguato conto, ai fini della soppressione, né del rapporto tra i costi attuali relativi a ciascun ufficio di primo grado e quelli eventualmente necessari per modificare o ricollocare le sedi di destinazione, né della effettiva disponibilità ed idoneità delle strutture immobiliari delle sedi accorpanti, né delle gravi diseconomie derivanti dalla mancata utilizzazione conseguente alla soppressione e all’accorpamento di strutture già realizzate e che resterebbero prive di specifico utilizzo.

In relazione alle evidenziate criticità la Commissione propone dunque opportuni accorpamenti in modo, non solo da consentire economie di scala, ma soprattutto da rispettare i prioritari criteri indicati nella legge delega, che impone di tener conto del tasso di impatto della criminalità organizzata, nonché della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale.

Ora la parola definitiva sulla questione del riordino degli uffici giudiziari spetta al Governo.

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