Funzione pubblica, dopo la semplificazione l’anticorruzione

di Redazione

Lilla Laperuta

“La lotta alla corruzione è una priorità per il Governo” ha affermato il Ministro per la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, in un comunicato stampa del 30 gennaio.

Al Ministro sono stati consegnati i primi risultati dell’attività svolta della Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, Commissione dal medesimo istituita (decreto del 23 dicembre 2011), con il compito di formulare proposte per prevenire il disastroso e dilagante fenomeno.

Si tratta di una serie di riflessioni e meditati suggerimenti concepiti all’esito di un tavolo di confronto con una delegazione rappresentante le esperienze maturate in argomento dai Paesi dell’area OCSE. Piani di prevenzione, denuncia reati contro la pubblica amministrazione, sistema di rotazione per i funzionari che lavorano nei settori più a rischio, nuove incompatibilità. Queste alcune delle proposte elaborate dalla Commissione e di cui tenere conto nella stesura degli emendamenti da presentare al tormentato disegno di legge anticorruzione (AC-4434) attualmente al vaglio della Camera dei deputati. Se ne illustrano di seguito i principali contenuti.

Piani di prevenzione. Nello studio viene suggerito al governo di “prevedere e imporre l’adozione da parte delle singole amministrazioni di adeguati piani interni con la finalità di prevenzione”. I piani, ispirati ai modelli di risk management, serviranno a individuare “i settori nei quali più si annida il rischio corruttivo” in modo da avviare “mappature e programmi strategici, mezzi di promozione della cultura del rischio all’interno dell’organizzazione, sistemi di identificazione degli eventi degli eventi rilevanti, previsione di strutture di auditing, ruolo del risk manager.

Premi e anonimato. La Commissione ritiene necessario prevedere, a tutela del dipendente che segnala illeciti, un sistema premiale che incentivi la segnalazione (whistleblowing).

Più monitoraggio e più rotazione. Avviare un monitoraggio dei rapporti tra l’amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano i contratti o che sono interessati in procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici. Si suggerisce anche di intensificare la rotazione degli incarichi nei gangli procedimentali più a rischio.

Assenza di conflitti di interesse. La Commissione propone di regolare i rapporti tra i titolari degli incarichi amministrativi e gli interessi esterni ponendo divieti laddove finiscano per influire negativamente sull’indipendenza del funzionario. Per esempio: parentele, conflitti di interesse etc.

Responsabilità disciplinare. “È necessario rafforzare – si legge nel lavoro della commissione – lo strumento disciplinare nella prospettiva del contrasto dei fenomeni di corruzione e dei conflitti di interesse, anche attraverso l’integrazione delle ipotesi di licenziamento disciplinare”.

Trasparenza dei patrimoni. Si propone di rendere pubblici “i dati relativi ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale, regionale e locale: dati quantomeno riguardanti la situazione patrimoniale complessiva del titolare al momento dell’assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei congiunti fino al secondo grado di parentela”. Viene anche chiesto di rendere pubblici i dati reddituali e patrimoniali almeno dei dirigenti.

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