Esame avvocato 2026-2027: AIGA chiede la proroga delle modalità

AIGA chiede nel Milleproroghe la proroga del regime transitorio dell’esame avvocato anche nel 2026-27, per garantire regole stabili e continuità.

Redazione 19/01/26
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L’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha trasmesso alle forze politiche parlamentari una proposta di emendamento al decreto c.d. “Milleproroghe” con un obiettivo preciso: prorogare anche per il 2026 il regime transitorio dell’esame di abilitazione alla professione forense, già applicato nelle ultime sessioni. Il tema riguarda direttamente chi guarda all’esame avvocato 2026-27, perché incide su una variabile decisiva della preparazione: la stabilità delle regole e la prevedibilità del modello di prova.
Nel comunicato, l’Associazione definisce “irragionevole” un ritorno alle modalità previste dalla legge n. 247/2012, ritenute ormai superate e non più coerenti con l’attuale sistema di formazione forense e con il percorso di riforma che – secondo AIGA – l’Avvocatura istituzionale sta portando avanti. Il punto non è meramente tecnico: per i praticanti e i giovani avvocati, la struttura dell’esame non è un dettaglio organizzativo, ma un elemento che condiziona tempi, metodo di studio, investimenti formativi e programmazione del tirocinio.

Indice

1. La richiesta di AIGA: prorogare “anche per il 2026” il regime transitorio


La prima proposta di emendamento si muove su un terreno che, negli ultimi anni, è diventato centrale nel dibattito sull’accesso alla professione: l’esigenza di evitare oscillazioni continue tra modelli diversi. AIGA sottolinea che il regime transitorio è già stato applicato nelle precedenti sessioni e che, proprio per questo, la sua proroga per il 2026 garantirebbe continuità e consentirebbe a candidati e strutture formative di operare su presupposti noti.
In prospettiva 2026-27, la richiesta assume una valenza concreta. Il percorso di preparazione all’esame di abilitazione non si esaurisce in poche settimane: si costruisce nel tempo, spesso parallelamente al tirocinio e alle attività di studio strutturato. Un cambio di modello “a ridosso” della sessione o, peggio, un ritorno integrale alle modalità delineate nel 2012, rischierebbe di generare incertezza programmatoria e un inevitabile effetto diseguale tra chi ha impostato la preparazione su un assetto e chi – per tempistiche o risorse – potrebbe adattarsi più rapidamente a un assetto diverso.

2. Perché AIGA contesta il ritorno alla legge 247/2012


Il comunicato è netto: il ritorno alle modalità previste dalla legge 247/2012 viene ritenuto non solo inopportuno, ma non più coerente con l’attuale sistema di formazione forense. L’argomento di AIGA è, in sostanza, di coerenza ordinamentale: se negli anni è cambiato il contesto della formazione (strutture, prassi, strumenti, percorso professionalizzante), allora anche l’esame dovrebbe riflettere quell’evoluzione, evitando un “salto indietro” verso un modello percepito come non più aderente alle esigenze reali della professione.
C’è anche una seconda ragione, più istituzionale: AIGA colloca la richiesta dentro una fase di trasformazione più ampia, richiamando il percorso di riforma avviato dall’Avvocatura istituzionale e, soprattutto, la prospettiva di approvazione di una nuova legge professionale forense. In questo scenario, la proroga del transitorio viene rappresentata come uno strumento di “tenuta” del sistema, utile a evitare soluzioni disomogenee, stratificate, difficili da leggere e da applicare.

3. L’esame 2026-27 tra certezza delle regole e tutela delle aspettative


Il Presidente nazionale AIGA, Avv. Luigi Bartolomeo Terzo, evidenzia che la proposta è finalizzata a garantire certezza delle regole ed evitare applicazioni transitorie “irrazionali e frammentarie”. Il lessico scelto non è casuale: nel campo delle procedure abilitanti, la prevedibilità delle regole è un principio che si riflette su trasparenza, parità di condizioni e affidamento legittimo di chi intraprende un percorso formativo pluriennale.
Per chi si prepara all’esame avvocato 2026-27, la questione si traduce in una domanda pratica: quale modello d’esame devo considerare “probabile” per impostare la preparazione? La posizione AIGA mira a ridurre questa incertezza, chiedendo che il 2026 sia coperto dalla proroga del regime transitorio e che l’eventuale riforma strutturale arrivi in modo organico, con regole chiare e non attraverso un ritorno improvviso a uno schema del 2012.

4. I prossimi passaggi: conversione del “Milleproroghe” e monitoraggio


AIGA dichiara che seguirà con attenzione l’iter parlamentare della legge di conversione, confermando l’impegno per una riforma dell’accesso alla professione forense “coerente, sostenibile e rispettosa delle legittime aspettative” dei giovani avvocati e dei praticanti. In termini operativi, per chi guarda alla sessione 2026-27 il consiglio implicito è uno: monitorare l’evoluzione normativa, perché l’esito dell’emendamento potrebbe incidere sulla cornice entro cui prepararsi.
Il nodo, in conclusione, è tutto qui: AIGA chiede che il sistema non cambi per scatti e ripensamenti, ma per una riforma ordinata. Nel frattempo, la proroga del regime transitorio per il 2026 viene presentata come la soluzione più razionale per garantire continuità e stabilità a un passaggio decisivo: l’abilitazione alla professione di avvocato.

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