Equitalia: i nullatenenti rischiano il pignoramento?

Equitalia: i nullatenenti rischiano il pignoramento?

Redazione

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I nullatenenti debitori nei confronti di Equitalia e del fisco non rischiano immediatamente un procedimento nei loro confronti, ma devono comunque stare attenti alle indagini dell’ente di riscossione. Equitalia potrebbe infatti, specialmente in caso di debiti elevati, accedere ai conti correnti e all’anagrafe tributaria del cittadino, con tutta una serie di possibili conseguenze.

Vediamo allora nel dettaglio se e quando i nullatenenti rischiano il pagamento dei debiti al fisco.

 

I nullatenenti sono costretti a pagare?

La definizione di “nullatenente” può non essere così ovvia come sembra.

Per essere nullatenente, un cittadino non deve avere né reddito né patrimoni. Quindi, il nullatenente non ha un lavoro di nessun tipo e allo stesso tempo non è titolare di altri averi, mobili o immobili, incluso il conto corrente. In queste specifiche condizioni, è ovvio che Equitalia (o il fisco) non solo non hanno niente da pignorare ma non possono neanche costringere il debitore a pagare.

Una tale situazione, tuttavia, è molto rara e quasi impossibile. Nella pratica, si considera nullatenente per il fisco chi possegga solo quei beni che non sono pignorabili. Questi sono, oltre alla fede e agli oggetti di culto, gli indumenti e la biancheria, i letti, i tavoli per i pasti, il frigorifero, la cucina, gli armadi e la lavatrice. Tra i beni non pignorabili vi sono poi gli immobili inseriti nel fondo patrimoniale, i 4/5 dello stipendio, i beni necessari all’esercizio della professione o dell’impresa e l’auto che serve per svolgere il proprio lavoro.

 

La prima casa è pignorabile?

La prima casa non è pignorabile da parte di Equitalia, ma lo è da parte di creditori privati, incluse le banche. Bisogna quindi stare molto attenti alla natura del debito contratto.

Inoltre, è importante specificare che il debito non si estingue per il semplice fatto che il debitore è nullatenente. A meno che il credito non vada in prescrizione, infatti, il debitore torna a essere tenuto a pagare nel momento in cui acquisisce la proprietà di qualche tipo di bene pignorabile.

 

Gli accertamenti di Equitalia

Chi si dichiara nullatenente, però, non è automaticamente al riparo da azioni da parte del fisco.

Equitalia, infatti, soprattutto nel caso di somme ingenti, potrebbe chiedere al Presidente del Tribunale di accedere ai conti correnti e all’anagrafe tributaria del debitore. Lo scopo, ovviamente, è quello di controllare se quest’ultimo è effettivamente privo di reddito e di beni a lui intestati.

Ma non è finita: nel caso in cui le ispezioni di Equitalia non dovessero trovare alcun reddito nascosto, il fisco potrebbe in ogni caso verificare che il debitore non abbia effettuato atti di trasferimento dei propri beni negli ultimi cinque anni. In questo caso, il trasferimento potrebbe essere revocato e i beni in questione pignorati.

 

Le sanzioni penali

In ultimo, si ricorda che nel caso in cui i beni siano stati preventivamente trasferiti a un altro soggetto con la specifica intenzione di evadere i debiti di Equitalia, ricorrono gli estremi per la malafede e il procedimento penale. La sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte è un reato per il quale si rischia, per somme superiori a 50.000 euro, la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

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