Equitalia chiude nel 2017

Equitalia chiude nel 2017

Redazione

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La novità più sorprendente della nuova Legge di bilancio 2017 riguarda il prelievo fiscale: Equitalia infatti chiuderà i battenti l’anno prossimo. Verranno dunque eliminati, come confermato dallo stesso premier Matteo Renzi, gli alti interessi e le more che caratterizzavano l’ente di riscossione. Vediamo allora quali sono i piani del governo e cosa dovremo aspettarci dal 2017.

 

Leggi anche: Equitalia: cosa fare se la cartella non viene consegnata?

La chiusura definitiva di Equitalia

L’intenzione del governo Renzi di chiudere Equitalia si era già manifestata più volte in passato, ma mai prima di oggi si era fatto nulla di concreto al riguardo. Con la nuova Legge di bilancio approvata sabato 15 ottobre, invece, il governo è passato ai fatti: Equitalia viene eliminata e dalla sua chiusura si guadagnano 4 miliardi che possono essere reinvestiti nella Manovra per il 2017.

Renzi è peraltro stato molto chiaro in conferenza stampa nei riguardi dell’ente di riscossione: negli anni Equitalia “è arrivata ad essere vessatoria per i cittadini“, e deve ora essere sostituita da un meccanismo senza più “interessi e more spropositate”.

 

Quali sono i piani del governo?

Equitalia dovrebbe chiudere entro giugno del 2017. Come dichiarato più volte ancora dal premier Renzi, l’ente di riscossione è il simbolo di un rapporto con il contribuente conflittuale e legato al passato: Equitalia è nata “da un’idea giusta, ma il modello su cui si è sviluppata è stato inutilmente polemico nei confronti dei cittadini, vessatorio”.

L’obiettivo del nuovo corso, invece, è quello di regolarizzare la posizione degli evasori e di recuperare le somme dovute, non quello di fare la guerra ai contribuenti. Con il nuovo meccanismo, insomma, “quando non paghi una tassa ti arriva un sms”.

Per dirla ancora con le parole di Renzi, dunque: “pagare meno, pagare tutti“.

 

La rottamazione delle cartelle di Equitalia

Leggi anche Equitalia: rottamazione delle cartelle al via entro il 2017. 

Collegata alla procedura di chiusura di Equitalia anche la rottamazione delle cartelle di pagamento recentemente annunciata dal governo. La misura prevede il pagamento da parte dei contribuenti di tutti i debiti, in un’unica soluzione o in tre rate, con uno sconto ed entro il 2017.

Nella pratica, i debitori possono saldare il loro conto con il Fisco pagando tutto l’importo ma potendo contare sull’azzeramento totale sia delle sanzioni che degli interessi relativi alla somma da pagare. Il tutto sarebbe sostituito da un aggio (o “onere di riscossione”) forfetario al 3% a fronte del 6% delle cartelle ordinarie.

La manovra interesserà tutte le cartelle dal 1° gennaio del 2000 al 31 dicembre 2015. I contribuenti, circa 400mila secondo le stime, avranno un anno di tempo per pagare e sanare il loro debito.

 

Da cosa sarà sostituita Equitalia?

Dopo la chiusura di Equitalia, la riscossione delle tasse dovrebbe passare direttamente nelle mani dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo modello dell’Agenzia sarà con tutta probabilità rinnovato secondo le indicazioni arrivate da Fmi e Ocse nei mesi scorsi; sarà garantita, inoltre, una maggiore autonomia gestionale.

Gli unici problemi, pare, potrebbero arrivare dall’incorporazione dell’attuale personale di Equitalia (circa 8mila dipendenti) all’interno dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, si pensa a come ovviare la questione dell’ingresso di tali dipendenti privati all’interno dell’amministrazione pubblica.

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