È legge dello Stato la riforma forense

È legge dello Stato la riforma forense

Redazione

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Venerdì 21 dicembre 2012 il Senato ha dato il via libera definitivo al testo che modifica i criteri di accesso alla professione forense, e che incide inoltre sia sullo svolgimento che sulle sanzioni per il mondo dell’avvocatura.

Cambia, quindi, dopo circa 80 anni, il panorama dell’esercizio della professione forense, con non poche novità sostanziali che interesseranno soprattutto i giovani e in generale coloro che vi accedono.

In particolare, l’articolo 41 del testo di legge prevede l’istituzionalizzazione del praticantato gratuito nei primi sei mesi e la possibilità facoltativa, da parte del datore di lavoro, di elargire un compenso a partire dalla settima mensilità. Questa misura è stata contestata tanto da far sorgere la questione di costituzionalità in via pregiudiziale da parte di alcuni deputati, i quali hanno già annunciato il ricorso al Giudice delle leggi.

Il limite ufficiale del praticantato viene fissato a 18 mesi contro i 24 sinora vigenti; come ulteriore novità è prevista, inoltre, la possibilità di svolgere un impiego subordinato contestuale nei mesi di tirocinio, purchè non incida troppo sul tempo da dedicare al praticantato.

Viene prevista anche la possibilità di svolgere fino a due tirocini, a medesime condizioni di impegno e retribuzione.

Per ciò che concerne l’esame di abilitazione (artt. 46-49), viene previsto che le valutazioni degli elaborati saranno più approfondite, con l’obbligo a carico delle Commissioni esaminatrici di motivare per iscritto a fianco del testo le proprie annotazioni, siano esse positive o negative.

Anche la modalità di svolgimento delle prove sarà diversa, in quanto viene introdotto il divieto di consultare i codici commentati con la giurisprudenza, e sarà consentito solo il ricorso alla normativa senza sentenze né commenti (ossia i codici civile, penale, e quelli delle procedure). La violazione delle nuove prescrizione costituirà un vero e proprio reato specifico ai sensi della nuova normativa.

Fra le innovazioni che maggiormente interessano gli studi professionali, c’è sicuramente quella relativa alle tariffe: dovrà essere indicato il totale della prestazione nel momento in cui viene richiesta e ogni voce di spesa sarà indicata per iscritto, a tutela del cliente.

Il titolare dell’attività dovrà stipulare una polizza assicurativa, infine, che funga da copertura per la responsabilità civile di tutti i collaboratori che svolgono mansioni per quello studio professionale, compresi i tirocinanti.

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