Disoccupati: quali sono le sanzioni previste dalla Naspi?

Disoccupati: quali sono le sanzioni previste dalla Naspi?

di Redazione

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Importanti novità per chi vuole usufruire del sussidio di disoccupazione Naspi 2017: l’Inps, con la recentissima circolare n. 224 di giovedì 15 dicembre 2016, ha fornito i necessari chiarimenti in materia di sanzioni e possibile perdita del bonus. Novità anche per quanto riguarda i lavoratori stagionali dei settori turismo e terme.

Vediamo allora cosa bisogna sapere in materia di sussidio Naspi.

 

Leggi la circolare Inps sulla Naspi 2017.

 

Che cos’è il sussidio di disoccupazione Naspi?

La Naspi, o Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è un sussidio di disoccupazione introdotto dal decreto legislativo n. 22/2015 che spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano in stato di disoccupazione involontaria. Chi perde il lavoro, a condizione di aver maturato 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi e di aver accumulato almeno 30 giorni di lavoro nell’anno precedente, riceve un sussidio per un periodo massimo di 24 mesi.

 

A quanto ammonta l’importo della Naspi?

L’importo della Naspi si calcola in base alla retribuzione percepita negli ultimi quattro anni e alle settimane di contribuzione. Se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili il sussidio sarà pari al 75% di tale importo; se invece la retribuzione supera tale cifra, il sussidio mensile sarà pari al 75% dell’importo fino ai 1.195 euro e al 25% dell’importo rimanente.

In ogni caso, l’assegno non può essere superiore a 1.300 euro lordi al mese. Il sussidio Naspi, inoltre, decresce con il tempo: a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, infatti, l’importo si riduce del 3% al mese.

 

Quali sono le sanzioni per chi non rispetta gli impegni?

Attenzione, però: i lavoratori che non rispettano le condizioni della Naspi vanno incontro a sanzioni.

La recentissima circolare n. 224 dell’Inps è intervenuta proprio a chiarire quanto stabilito dai decreti legislativi n. 150/2015 e 185/2016 in materia di sanzioni previste per violazioni dei termini del sussidio Naspi.

In particolare, la normativa prevede:

  • in caso di mancata presentazione alle convocazioni per la stipulazione del patto di servizio personalizzato e alle iniziative per il rafforzamento delle competenze per la ricerca di lavoro, la decurtazione di un quarto di una mensilità alla prima assenza, dell’intera mensilità alla seconda assenza e la decadenza dalla prestazione alla terza assenza;
  • in caso di mancata presentazione alle iniziative di riqualificazione e alle previste attività di pubblica utilità, la decurtazione di una mensilità alla prima assenza e la decadenza dalla prestazione alla seconda;
  • in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro, l’immediata decadenza dalla prestazione.

 

I chiarimenti forniti dall’Inps

La circolare n. 224/2016 dell’Inps ha quindi stabilito che:

  • le sanzioni per chi viola i termini di concessione della Naspi hanno quale decorrenza il giorno successivo a quello dell’evento sanzionato;
  • la decurtazione delle prestazioni Naspi comporta anche il mancato accredito della contribuzione figurativa;
  • in caso di decurtazione del sussidio, qualora il residuo della prestazione spettante sia di durata inferiore alla sanzione, si procederà alla decurtazione nei limiti delle giornate residue;
  • nel caso in cui le sanzioni siano comunicate all’Inps in data successiva al termine della prestazione Naspi, il lavoratore dovrà restituire l’importo delle giornate di prestazione indebitamente erogate.

 

La Naspi per i lavoratori stagionali

Per quanto riguarda infine i lavoratori stagionali dei settori turismo e terme, la circolare Inps conferma che saranno inclusi nella Naspi 2017.

Il D. Lgs. n. 185/2016 stabilisce inoltre che nel caso in cui la durata del sussidio risulti inferiore di almeno 12 settimane a quella delle prestazioni determinate dai 4 anni precedenti la perdita dell’occupazione, computando anche i periodi contributivi, la Naspi potrà essere incrementata di un mese. La Naspi così determinata non potrà in ogni caso superare il limite di 4 mesi.

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