Corte dei conti – det. N. 4/2008 – sezione controllo enti – Enel s.p.a. – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

Corte dei conti – det. N. 4/2008 – sezione controllo enti – Enel s.p.a. – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259.

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Con la determina n. 4/2008 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione dell’E.N.E.L. S.p.A. per l’esercizio 2006, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Rileva la Sezione come, nell’ercizio in esame e nel successivo periodo, l’Enel abbia progressivamente e decisamente spostato la propria strategia di espansione dall’area prevalentemente italiana a quella, di più ampio raggio, europea e di più vasto respiro internazionale anche ad evitare la configurazione di posizione dominante sul mercato nazionale; può dirsi, pertanto, che – in coerenza con le pregresse, dichiarate linee strategiche – non solo ha rafforzato la propria posizione di leader ma ha saputo inserirsi nel difficile mercato internazionale per assicurarsi le fonti energetiche necessarie a soddisfare il fabbisogno sia interno sia di altri Paesi già avanti nel settore come Spagna e Francia oppure in costante e rapida crescita e con interessanti prospettive di sviluppo offerte dai processi di liberalizzazione e privatizzazione.
Nell’ultimo decennio, infatti, la Società ha subìto notevoli cambiamenti dall’avvio del processo di societarizzazione alla conclusione del processo di liberalizzazione, dalla cessione di quote societarie a quella, ormai completa, del settore idrico nonché di gran parte del patrimonio immobiliare: trattasi di una vera e propria “rivoluzione” strategica che ha ampliato l’orizzonte dell’Enel S.p.A. nel solco del perfezionamento di programma di concentrare le attività del Gruppo sull’elettricità ed il gas, tipiche del core business, senza rinunciare ad eventuali opportunità di crescita purché in grado di migliorare i risultati col massimizzare i profitti, ridurre i costi e mantenere inalterata la politica dei dividendi.
Inoltre, secondo i giudici non può essere trascurato, peraltro, l’ingresso dell’Enel nel settore nucleare[1] Società, oltre alla partecipazione alle organizzazioni internazionali degli operatori nucleari, richiede approfondita conoscenza specifica (know how) nella tecnologia nucleare di terza generazione nonché adeguato impiego di risorse umane e finanziarie. che ha reso necessario approntare un adeguato piano di sviluppo delle competenze nucleari la cui notevole importanza nella strategia globale della
Importante significato e funzione assume il “bilanciodi sostenibilità” – ossia il rapporto annuale delle attività realizzate e dei risultati raggiunti in termini di responsabilità economica, sociale e ambientale (in Italia e all’estero) – che rappresenta lo strumento essenziale per la comunicazione della Corporate poiché fa riferimento ai principi standard, nazionali ed internazionali, sullo sviluppo economico sostenibile (la rivista “Fortune” ha classificato l’Enel al sesto posto nel mondo per la sostenibilità e tra le prime 50 per il bilancio di sostenibilità).
In conclusione, la Corte conferma il giudizio sostanzialmente positivo già espresso nei precedenti referti avendo la Società perseguito una politica espansiva di grande respiro e rilievo internazionale nonchè ottenuto buoni risultati – improntati ad economicità, efficacia ed efficienza – per effetto della strategia del management volta a ridurre i costi, massimizzare i profitti, mantenere la politica dei dividendi e proseguire negli investimenti. Idonea appare, altresì, la struttura organizzativa/amministrativa tenuto conto del sistema di controllo interno e di revisione contabile attualmente in funzione, anche sulla base di appositi regolamenti organizzativi adeguati al nuovo “Codice di autodisciplina”.
Per i profili più strettamente di bilancio, infine, la Corte nuovamente osserva che non è possibile quantificare, neppure in via approssimativa, gli effetti finanziari conseguenti all’esito sfavorevole di talune componenti dell’ampio contenzioso: suggerisce, pertanto, attenzione circa la adeguatezza dell’importo in bilancio nell’apposito “fondo contenzioso legale” da aggiornare tempestivamente in base all’evoluzione delle numerose controversie in atto.

 

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