Corte dei conti – del. N. 7/05 sezione controllo centrale –documento relativo ai provvedimenti istruttori ed organizzativi legge finanziaria per il 2005 – disposizioni sul contenimento della spesa.

Corte dei conti – del. N. 7/05 sezione controllo centrale –documento relativo ai provvedimenti istruttori ed organizzativi legge finanziaria per il 2005 – disposizioni sul contenimento della spesa.

Francaviglia Rosa

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L’allegata delibera ed unito documento concernono i provvedimenti istruttori ed organizzativi attinenti alle disposizioni normative per il contenimento della spesa pubblica di cui alla Legge Finanziaria per il 2005 ( L. n. 311/2004 ). 
CORTE DEI CONTI
LA SEZIONE CENTRALE DI CONTROLLO SULLA GESTIONE
DELLE AMMINISTRAZIONI DELLO STATO
In Camera di consiglio
Nell’adunanza dell’11 marzo 2005 a Collegi riuniti
* * *
Composta dai magistrati:
Presidente     LAZZARO Tullio
Consigliere     DE FRANCISCIS Pietro
       “           MAZZILLO Luigi
       “           BELLISARIO Giuseppe M. I.
       “           CIMMINO Antonio
       “           CARBONE PROSPERETTI Anna Maria (relatore)
       “           D’AMBROSIO Tommaso
       “           GALLUCCI Luigi
       “           VALENTE Diodoro
       “           TRAMONTE Gemma
       “           MANDARELLI Angelo
       “           FAZIO Ennio
       “           RUSSO Pietro
       “           LIBERATI Renzo
       “           CHIAROTTI BERTOLAZZI Valeria
       “           LONGO Alberto
       “           GIORDANO Maurizio
Consigliere     COPPOLA Giovanni
       “           VIOLA Fabio
       “           MARTELLI SEMERARO Sonia
       “           SIRAGUSA Stefano
       “           SPETRINO dott. Renato
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
Visto il Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo, approvato dalle Sezioni Riunite con deliberazione n. 14/Del. /2000 del 16 giugno 2000 (G.U. n. 156 del 6 luglio 2000), modificato dalle Sezioni riunite con deliberazioni n. 2 del 3 luglio 2003 e n. 1 del 17 dicembre 2004;
Vista la deliberazione delle Sezioni riunite n. 6/CONTR/05 adottata nell’adunanza del 15 febbraio 2005;
Vista l’Ordinanza del 4 marzo 2005 con la quale il Presidente della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha convocato l’adunanza congiunta dei Collegi, in camera di consiglio, per provvedere su “Provvedimenti da adottare, istruttori e organizzativi, conseguenti alla deliberazione delle Sezioni riunite in sede di controllo n. 6/CONTR/05 del 15 febbraio 2005”, nominando relatore il Cons. avv. Anna Maria Carbone Prosperetti;
Udito il relatore;
HA DELIBERATO
Di approvare il documento allegato, che è parte integrante della presente Deliberazione, riguardante “I provvedimenti da adottare, istruttori e organizzativi, conseguenti all’applicazione delle nuove disposizioni per il contenimento della spesa, contenute nella legge finanziaria per il 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311) all’articolo 1, commi 9-11-.42-254-443-545-549, nelle linee di indirizzo di cui alla deliberazione delle Sezioni riunite n. 6/CONTR/05 del 15 febbraio 2005”.
IL PRESIDENTE
Tullio Lazzaro
 
IL RELATORE
Anna Maria Carbone Prosperetti
 
Depositata in Segreteria il 15 marzo 2005           p. Il Dirigente
                                                           (Anna Rosa Materazzi)

C O R T E   D E I   C O N T I
 
SEZIONE CENTRALE DEL CONTROLLO
SULLA GESTIONE DELLE AMMINISTRAZIONI DELLO STATO
 
Collegi riuniti – Camera di Consiglio dell’11 marzo 2005
 
 
 
“Provvedimenti da adottare, istruttori e organizzativi, conseguenti all’applicazione delle nuove disposizioni per il contenimento della spesa, contenute nella legge finanziaria per il 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311) articolo 1, commi 9, 11, 42, 254, 443, 545, 549.”
 
 
 
La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria per il 2005) ha introdotto all’articolo 1 alcune norme (in particolare i commi 9-11-42-254-443-545-549) finalizzate a contenere la spesa nel prossimo triennio che, imponendo alle amministrazioni di comunicare oltre che alle Camere anche alla Corte dei conti i provvedimenti adottati, creano le condizioni per la verifica e il controllo del rispetto dei limiti incrementali della spesa ivi fissati e per individuare le gestioni difformi.
 
Le disposizioni regolano fattispecie e materie diverse, coinvolgendo in alcuni casi tutte le amministrazioni centrali e locali (commi 9, 11 e 42) e negli altri solo i ministeri ed i settori di intervento specificamente indicati.
 
La preminente finalità, comune a tutte le disposizioni, di meglio “governare” la spesa pubblica nell’ambito di una programmazione finanziaria pluriennale, in modo da rispettarne i parametri incrementali coerenti con gli equilibri complessivi della finanza pubblica che si tende a raggiungere, ha indotto il legislatore a dettare disposizioni sia per le ri-assegnazioni di entrata (comma 9) sia per le spese (comma 9 e restanti commi citati); i provvedimenti possono, per esplicita enunciazione del dettato normativo, essere assunti anche in corso di gestione.
 
Il controllo della Corte dei conti sul rispetto dei limiti complessivi di spesa e sul corretto operare degli amministratori, è da configurarsi come controllo ex post, da effettuare a successivo sulla gestione. Conferma, per il comma 9, è la previsione di illecito disciplinare e di responsabilità erariale a carico degli amministratori che si siano allontanati dalla “regola”.
 
Per le verifiche sull’andamento delle ri-assegnazioni in entrata e sulle spese individuate dalle richiamate norme e per i controlli sull’operato degli amministratori, la Sezione continua ad operare sulla base di programmi annuali di controllo e nell’ambito delle competenze di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, come attribuite dal Regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo di cui alla deliberazione delle SS.RR. n. 14 del 2000 e successive modificazioni e specificate in particolare dalle deliberazioni SS.RR. n. 9/2001 e n. 43/2003. Per le verifiche ed i controlli sull’affidamento da parte delle amministrazioni statali di incarichi di studio, ricerca e consulenza ad estranei (art.1, comma 9 legge finanziaria cit.) si richiamano i criteri e gli indirizzi fissati dalle Sezioni riunite con la deliberazione n. 6 adottata nell’adunanza del 15 febbraio 2005, ai quali questa Sezione di controllo dovrà attenersi.
 
Con riguardo ai riflessi sulle attività della Sezione si è rilevato quanto segue.
 
Occorre provvedere ad interventi organizzativi e procedurali che tengano conto delle specifiche esigenze, connesse alla diversa tipologia delle verifiche e dei controlli conseguenti all’introduzione delle nuove disposizioni. Le modalità ed i tempi delle attività preparatorie, finalizzate alle verifiche ed alle indagini della Sezione, sono da calibrare in modo da assicurare effettività alle norme stesse. In tale obiettivo particolare attenzione va data all’impostazione immediata di percorsi procedurali che, utilizzando anche le strumentazioni informatiche e telematiche, consentano di accelerare il protocollo in arrivo e conservare in un archivio ragionato le informazioni ed i provvedimenti che le amministrazioni sono tenute a trasmettere alla Corte.
 
Va tenuto ben presente che la Sezione è unica ed opera per collegi, in un’ottica centralizzata, pur nel rispetto delle autonomie istruttorie dei singoli uffici e dei singoli magistrati incaricati delle indagini; conseguentemente le soluzioni organizzative adottate devono essere tali da consentire a tutti i componenti della Sezione di essere a conoscenza delle comunicazioni e degli atti trasmessi dalle amministrazioni in modo da poterne tenere conto nell’ambito delle indagini in corso.
 
Sotto il profilo organizzativo gli interventi che si ritengono più idonei, da adottate immediatamente, devono rispondere distintamente alle esigenze derivanti dalle disposizioni del comma 9, del comma 11 ed a parte, ma congiuntamente, dei restanti commi.
 
 
A)     Applicazione articolo 1, comma 9.
 
La norma, per il triennio 2005-2007, pone limiti incrementali, rapportati ai valori riscontrati nell’esercizio precedente, non superiori al 2 per cento, per le ri-assegnazioni di entrate e l’utilizzo di fondi di riserva (spese obbligatorie, d’ordine e impreviste). Al secondo periodo dispone che il limite può essere superato nei casi di particolare necessità ed urgenza con D.P.C.M. da comunicare alle competenti Commissioni parlamentari ed alla Corte dei conti.
 
Le disposizioni di cui al primo periodo non sembrano richiedere nell’immediato particolari interventi organizzativi da parte della Sezione, se non un eventuale coordinamento con le Sezioni riunite in sede di referto (che sono per prime investite del compito di verificare a rendiconto il rispetto degli equilibri di bilancio), per attivare i canali, tramite sistema RGS-Corte, per disporre di tutti i dati utili in sede di controllo.
 
Quanto alla seconda parte della norma, occorre individuare le modalità per l’invio ad un determinato ufficio della Sezione delle comunicazioni dei provvedimenti assunti in deroga.
 
Appare opportuno che l’Ufficio, attesa la sua competenza, sia quello dell’area economico-finanziaria e, per celerità, la comunicazione può essere trasmessa per posta elettronica; la comunicazione deve contenere una specifica degli elementi salienti del provvedimento che ne consentano una immediata conoscenza dei contenuti del dispositivo.
 
L’Ufficio provvederà ad impostare un foglio elettronico e, ove necessario, a conservare in un “archivio” ragionato le comunicazioni ricevute, al fine della ricognizione complessiva dei provvedimenti in deroga.
 
 
 
 
B)    Applicazione articolo 1, comma 11.
 
 
       La norma, nel triennio 2005-2007, pone un limite di spesa annua per l’affidamento di studi, di incarichi di ricerca e di consulenza a soggetti estranei alle amministrazioni pubbliche con esclusione delle università, degli enti di ricerca ed organismi equiparati; in collegamento con l’articolo 42, il limite si estende alle amministrazioni delle regioni e degli enti locali. L’affidamento di incarichi ad estranei, consentito solo in presenza di determinati presupposti, deve essere adeguatamente motivato. In mancanza dei presupposti richiesti dalla norma, il provvedimento costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. L’atto di affidamento deve essere trasmesso alla Corte dei conti.
 
A differenza del caso precedente, non è prevista una mera comunicazione, ma il materiale invio del provvedimento alla Corte dei conti.
 
       Criteri interpretativi della norma ed una disamina della casistica degli incarichi sono contenuti nella deliberazione delle Sezioni riunite n. 6/contr/05 (adunanza del 15 febbraio 2005), che si richiama anche per l’individuazione delle competenze a ricevere gli atti e per le linee di indirizzo sui controlli da effettuare in ordine alla corretta applicazione della disposizione.
 
In particolare detta deliberazione individua gli atti che devono essere inviati alle diverse sezioni di controllo della Corte disponendo che: – alla Sezione centrale del controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato dovranno pervenire gli atti di affidamento di incarichi adottati dalle amministrazioni centrali dello Stato; – alle Sezioni regionali di controllo dovranno essere trasmessi quelli adottati dalle amministrazioni decentrate dello Stato. Precisa poi la deliberazione che le Sezioni di controllo, ricevuti gli atti, li utilizzeranno secondo i principi ed i procedimenti del controllo successivo sulla gestione e che ciascuna sezione, nella propria competenza, provvederà all’approvazione delle scelte organizzative che riterrà necessarie.
 
Ciò premesso, per dare effettività alla particolare norma, e perseguire utilmente i percorsi procedurali necessari e in seguito precisati, occorre avere sempre presenti alcuni assunti.
 
          Tutti gli atti di affidamento di incarichi ad esterni, individuati dalle SS.RR con la delibera citata, dovranno pervenire alla Sezione via via che saranno adottati;
          L’onere incombe su tutte le amministrazioni centrali, controllate dalla Sezione;
          I provvedimenti devono essere adeguatamente motivati;
          I provvedimenti devono contenere tutti gli elementi identificativi, soggettivi ed oggettivi, per l’esatta individuazione dell’incarico e devono indicare l’onere di spesa ed il relativo capitolo di bilancio;
          Ci dovrà essere una certificazione dell’Ufficio centrale di bilancio sul rispetto dei limiti di spesa fissati dalla norma (SS.RR. del. n. 6/2005 cit.);
          Il mancato rispetto delle previsioni normative costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale.
 
       Si ritiene che, per assicurare la dovuta riservatezza, gli atti dovranno pervenire alla Sezione in busta chiusa sulla quale deve essere indicata la norma di riferimento (art.1, comma 11, legge 30 dicembre 2004, n. 311).
 
       Considerato che i provvedimenti, adottati dalle amministrazioni più diverse, saranno sottoposti a verifica complessiva sul rispetto dei limiti di spesa, è opportuno che pervengano tutti ad un medesimo recapito. Saranno quindi trasmessi alla “Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato – Segreteria del Presidente della Sezione”.
 
Le operazioni di protocollo e archiviazione saranno svolte con l’ausilio di un programma informatizzato che consenta, per i futuri controlli, di reperire agevolmente provvedimenti simili o aggregati per tipologie rispondenti alle finalità di specifiche indagini.
 
Qualora emergessero, già al momento della recezione dell’atto, profili d’illecito, si rinvia a quanto stabilito nell’ultimo periodo della richiamata deliberazione delle Sezioni riunite.
 
 
C)      Applicazione articolo 1, commi 254, 443, 545, 549.
 
Per gli aspetti organizzativi le disposizioni possono essere esaminate congiuntamente. Se ne riassume, solo a tali fini, il dispositivo.
 
Comma 254. La somma autorizzata per interventi in materia di sicurezza delle navi e delle strutture portuali per gli anni 2005, 2006, 2007, è iscritta in un fondo presso il Ministero delle infrastrutture ed i trasporti, da ripartire in corso di gestione tra le unità revisionali di base interessate. Il decreto ministeriale di ripartizione va comunicato, anche con evidenze informatiche, alla Corte.
 
       Comma 443 – 13 quinqueis, ultimo periodo. Nell’ambito d nuove procedure di individuazione e dismissione di immobili in uso all’Amministrazione della difesa, sono previste anticipazioni da parte della Cassa depositi e prestiti che, transitando dall’entrata, sono destinate ad essere ri-assegnate alla Difesa su appositi fondi da ripartire, in corso di gestione, con decreto del Ministro della difesa sui capitoli interessati. Il decreto di ripartizione deve essere comunicato alla Corte dei conti, anche con evidenze informatiche.
 
Comma 545 La disposizione è in relazione con quella del comma 544. Dal combinato disposto, in sintesi, si prevede una autorizzazione di spesa nel 2005 e nel 2006 per programmi in materia di flussi immigratori. Le risorse vengono iscritte in un Fondo dello stato di previsione del Ministero dell’interno per essere ripartite in corso di gestione con decreto del Ministro tra le unità revisionali di base interessate. Il decreto va comunicato, anche con evidenza telematica, alla Corte.
 
Comma 549 da correlare alle autorizzazioni di spesa ed alle finalità di cui al comma 548 per il contrasto al terrorismo. Anche qui le somme autorizzate possono essere ripartite in corso di gestione con decreto del Ministro dell’interno da comunicare, anche con evidenze informatiche, alla Corte dei conti.
 
 
            Come si vede si tratta di individuare le iniziative più idonee a ricevere e protocollare le diverse comunicazioni dei provvedimenti ministeriali di riparto delle risorse finanziarie da ri-assegnare.
 
A tal fine rilevano le seguenti considerazioni.
 
Poiché ai ministri è consentito di adottare i decreti di riparto in corso di gestione, è possibile che vengano emanati, anche in un solo settore o materia di intervento, più decreti di riparto in uno stesso anno. Sotto il profilo del controllo occorrerà una verifica complessiva dei provvedimenti adottati, fatte salve specifiche indagini che la Sezione ritenesse di inserire nel suo programma annuale di controllo.
 
I singoli decreti di riparto di risorse, tra le unità revisionali di base, possono avere interesse in sede istruttoria per indagini di settore in corso. E’ quindi necessario assicurare la diffusione, nell’ambito degli uffici della Sezione, delle informazioni utili in relazione alle comunicazioni pervenute dalle varie amministrazioni.
 
Risulta evidente l’esigenza che la comunicazione, da trasmettere preferibilmente in via telematica, deve consentire di conoscere esattamente le somme assegnate alle singole unità previsionali di base ed ai singoli capitoli, e le finalità specifiche di spesa con riguardo alle norme di riferimento.
 
Le disposizioni, qui trattate congiuntamente per i profili organizzativi conseguenti, disciplinano fattispecie ben distinte nei settori delle Infrastrutture e trasporti, della Difesa, degli Interni. Pertanto le comunicazioni ciascuna Amministrazione competente trasmetterà all’Ufficio di “area” della Sezione, che ne darà notizia ai magistrati componenti della Sezione e procederà alle operazioni di archiviazione informatica secondo modalità concordate con il Presidente della Sezione.

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