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Indice
1. La questione: violazione di legge e vizio di motivazione
Il Tribunale di sorveglianza di Brescia definiva un procedimento innanzi ad esso pendente, dichiarando inammissibile un’istanza diretta alla concessione di misure alternative alla luce del titolo esecutivo sopraggiunto, in rapporto alla pena residua espianda superiore ai limiti di legge.
Ciò posto, avverso questa decisione ricorreva per Cassazione il difensore dell’istante il quale, tra i motivi ivi addotti, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione, censurando l’operato del giudice a qua in quanto, a suo avviso, quest’ultimo avrebbe dovuto spogliarsi del procedimento e rimettere gli atti al Tribunale di sorveglianza di Bologna. Per supporto ai professionisti, abbiamo preparato uno strumento di agile consultazione, il “Formulario annotato del processo penale 2025”, giunto alla sua V edizione, acquistabile sullo Shop Maggioli e su Amazon
2. La soluzione adottata dalla Cassazione
La Suprema Corte riteneva il motivo suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano la Corte di legittimità ad addivenire a siffatto esito decisorio, vi era quell’orientamento nomofilattico secondo cui, in forza del principio della perpetuatio jurisdictionis, la competenza del Tribunale di sorveglianza, una volta radicatasi con riferimento alla situazione esistente all’atto della richiesta di una misura alternativa alla detenzione, rimane insensibile agli eventuali mutamenti che tale situazione possa subire in virtù di successivi provvedimenti, e ciò anche nelle ipotesi in cui sopravvenga, dopo la presentazione della richiesta iniziale, un ulteriore titolo esecutivo (Sez. 1, n. 22257 del 17/04/2024; Sez. 1, n. 57954 del 19/09/2018; Sez. 1, n. 1137 del 24/11/2009).
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3. Conclusioni: la competenza del Tribunale di sorveglianza resta ferma nonostante i mutamenti successivi alla richiesta di misura alternativa
La decisione in esame desta un certo interesse essendo ivi chiarito se la competenza del Tribunale di sorveglianza resta ferma nonostante i mutamenti successivi alla richiesta di misura alternativa.
Si fornisce infatti una risposta positiva a siffatto quesito sulla scorta di un orientamento interpretativo con cui è stato per l’appunto postulato che, in ossequio al principio della perpetuatio jurisdictionis, la competenza del Tribunale di sorveglianza resta invariata anche se, dopo la richiesta di misura alternativa, intervengono nuovi titoli esecutivi o mutamenti della situazione.
È dunque sconsigliabile, alla stregua di tale approdo ermeneutico, sostenere l’incompetenza ove si verifichi una situazione di questo genere.
Ad ogni modo, il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, poiché prova a fare chiarezza su siffatta tematica procedurale sotto il versante giurisprudenziale, non può che essere positivo.
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