Cicli economici, austerity ed etica

Cicli economici, austerity ed etica

di Sabetta Sergio Benedetto, Dott.

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Il ciclo di Juglar (business cycle) è insito nelle economie capitaliste industrializzate con fluttuazioni irregolari e strettamente connesse con la crescita economica, il carattere permanente di queste fluttuazioni è stato riconosciuto nella prima parte del ‘900 e ha permesso a Keynes di sviluppare la sua teoria generale da cui sono nate le politiche anticicliche del XX secolo, su queste basi si pone una visione dell’austerity come parte di una reazione psicologica agli eccessi che la fase ascendente del ciclo comporta.

Partendo dalla semplificazione propria della Prima Donna Theory sulle cause prime del ciclo, Long-Plosser fanno riferimento a shock reali che vengono a incidere sull’equilibrio economico, mentre Lucas si concentra sugli shock monetari (monetary e /o real business cycle), ulteriori estensioni del modello Real B C hanno concentrato l’attenzione sulla spesa pubblica come shock da eccesso da domanda, da asimmetria informativa o presenze monopolistiche che si ricollegano agli shock finanziari del modello Monetary B.C., tutti questi modelli hanno in comune il concetto di shock, viene quindi da chiedersi perché uno shock, essendo esso una espressione di carattere psicologico che esprime sorpresa, disappunto, smarrimento unito al panico, un sentimento profondo che lega l’economia alla psiche.

Uno smarrimento rispetto a che cosa, se non ad una certezza, ma questa certezza diffusa di una crescita economica rettilinea ed esponenziale, se non raffreddata da un punto di vista psicologico comporta una sicurezza e la ricerca progressivamente sempre più individuale di un eventuale edonismo che può portare alla perdita di una visione coerente collettiva, in uno scambio di esaltazioni e illusioni finanziarie, pertanto vi è nel ciclo un intreccio di fattori materiali imprevisti se non imprevedibili e psicologici.

Se questo vale in macroeconomia, lo stesso dicasi per le bolle speculative nei vari settori economici quali il settore giuridico, dove si creano nuovi mercati, vedasi la responsabilità medica, in cui vi è una progressiva accelerazione fino allo scoppio della bolla speculativa che si forma dalla trasformazione della richiesta di tutela iniziale dei diritti, compito della magistratura in questa visione è anche il raffreddamento dell’espansione con il contenimento delle richieste attraverso istituti quali l’applicazione di una rigida colpa grave e le spese per causa temeraria.

Questa logica è la medesima che applicata all’incontrollabile espansione normativa e invadenza della P.A. porta ad interpretazioni restrittive della stessa invadenza regolamentare cercando di porre un argine al soffocamento burocratico per espansione arbitraria del proprio potere insita nelle pieghe del “combinato disposto”, dobbiamo infatti considerare che ad una visione politico economica del legislatore viene a sovrapporsi e interloquire l’interpretazione giurisprudenziale che comunque, con valore ermeneutico, segue una propria visione delle relazioni umane che deve diventare una visione coerente dei rapporti politico economici tesi alla tutela delle capacità umane, secondo il principio del Rasoio di Occam.

Come in macroeconomia vi è una bulimia finanziaria dell’uomo economico altrettanto accade nell’ambito giuridico, l’austerity è quindi di per sé un momento di quaresima che porta in evidenza i problemi strutturali che possono emergere come scogli solo con la bassa marea, un’occasione di ristrutturare il sistema prima di un ulteriore espansione se non si vuole che si ricrei in tempi rapidi il successivo crollo, certamente in termini politici non è premiante ma è la stessa differenza che vi è tra il politico che pensa all’immediata elezione quale un puro speculatore e lo statista che procede ad investimenti a lungo termine, è quindi l’incapacità di alternare nei tempi giusti austerity ed espansione creditizia che sbilancia il sistema caricando sulla prima responsabilità improprie provenienti da precedenti malfunzionamenti istituzionali.

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Sabetta Sergio Benedetto

Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza Università degli Studi di Genova, nonché l'abilitazione all’insegnamento per le discipline giuridiche ed economiche – classe XXV. Direttore di Cancelleria Ministero Grazia e Giustizia e Coordinatore nella Sez. Controllo e SAUR della Corte dei Conti – Genova (controllo Università, Regione,OO.PP.,Prefetture,Enti locali).


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