È possibile proporre, con motivi nuovi, una richiesta di applicazione della continuazione criminosa in relazione ad un reato oggetto di sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la scadenza del termine di proposizione dell’appello? Per supporto ai professionisti, abbiamo preparato uno strumento di agile consultazione, il “Formulario annotato del processo penale 2025”, giunto alla sua V edizione.
Indice
- 1. La questione: violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla mancata rinnovazione dibattimentale di ufficio in relazione al riconoscimento del vincolo della continuazione tra il reato giudicato in sentenza e un reato giudicato in altra sentenza divenuta definitiva
- 2. La soluzione adottata dalla Cassazione
- 3. Conclusioni: è possibile proporre, con motivi nuovi, una richiesta di applicazione della continuazione criminosa in relazione ad un reato oggetto di sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la scadenza del termine di proposizione dell’appello
1. La questione: violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla mancata rinnovazione dibattimentale di ufficio in relazione al riconoscimento del vincolo della continuazione tra il reato giudicato in sentenza e un reato giudicato in altra sentenza divenuta definitiva
La Corte di Appello di Palermo confermava una pronuncia emessa dal Tribunale della medesima città, in composizione monocratica, nei confronti di un’imputata, la quale era stata condannata per un furto pluriaggravato ai sensi degli artt. 624, 625 nn. 2 e 7 cod. pen..
Ciò posto, avverso questa decisione proponeva ricorso per Cassazione il difensore dell’accusata, il quale deduceva violazione di legge e vizio di motivazione quanto alla mancata rinnovazione dibattimentale di ufficio in relazione al riconoscimento del vincolo della continuazione tra il reato giudicato in sentenza e un reato accertato in un’altra pronuncia, divenuta irrevocabile. Per supporto ai professionisti, abbiamo preparato uno strumento di agile consultazione, il “Formulario annotato del processo penale 2025”, giunto alla sua V edizione.
2. La soluzione adottata dalla Cassazione
La Suprema Corte riteneva il ricorso suesposto infondato.
In particolare, tra le argomentazioni che inducevano gli Ermellini ad addivenire a siffatto esito decisorio, era richiamato quell’orientamento nomofilattico secondo il quale è possibile, con la proposizione dei motivi nuovi di appello, avanzare la richiesta di applicazione della continuazione criminosa in relazione ad un reato oggetto di sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la scadenza del termine di proposizione dell’appello, con cui quindi non è stato possibile dedurla, non operando in siffatta situazione il limite della devoluzione correlato ai capi e punti impugnati (ex multis Sez. 2, n. 12068 del 19/12/2014; Sez. 2, n. 33098 del 01/07/2021).
Difatti, ad avviso dei giudici di piazza Cavour, il giudice di merito aveva fatto una corretta applicazione di questo principio di diritto (unitamente ad altri richiamati anch’essi nella decisione qui in commento).
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3. Conclusioni: è possibile proporre, con motivi nuovi, una richiesta di applicazione della continuazione criminosa in relazione ad un reato oggetto di sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la scadenza del termine di proposizione dell’appello
La decisione in esame desta un certo interesse essendo ivi chiarito se è possibile proporre, con motivi nuovi, una richiesta di applicazione della continuazione criminosa in relazione ad un reato oggetto di sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la scadenza del termine di proposizione dell’appello.
Si fornisce difatti in tale pronuncia una risposta positiva a siffatto quesito sulla scorta di un pregresso indirizzo interpretativo con cui è stato per l’appunto postulato che è possibile, con motivi nuovi di appello, chiedere l’applicazione della continuazione criminosa per un reato oggetto di sentenza irrevocabile dopo la scadenza del termine dell’appello.
Tale provvedimento, quindi, può essere preso nella dovuta considerazione ogni volta si debbano presentare motivi di questo genere.
Ad ogni modo, il giudizio in ordine a quanto statuito in codesta sentenza, poiché prova a fare chiarezza su tale tematica procedurale sotto il versante giurisprudenziale, non può che essere positivo.
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