Come far emergere il denaro contante in case e cassette di sicurezza?
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Sanatoria del contante: 200 miliardi sotto il materasso

Redazione

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Sanatoria del contante, come evitare l’utilizzo di denaro illecito

Si stimano circa 150 – 200 miliardi di euro di contanti, conservati nelle cassette di sicurezza o nelle case. E spunta così l’idea di una sanatoria mediante, da un lato, la fissazione di un forfait e, dall’altro, l’investimento del denaro in titoli di Stato. In realtà, non si tratta di un’ipotesi nuova; già un anno fa se ne parlava, ma le resistenze furono tali da condurre a quello che poi è stata la voluntary-bis.

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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha dichiarato la necessità di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e, contemporaneamente, evitare che il singolo cittadino ponga in essere operazioni di pulizia del denaro che ha ottenuto in modo illecito. Per questo, si potrebbe realizzare l’emersione di questo contante, prevedendone un utilizzo vincolato, come l’investimento in titoli senza reddito, oppure l’acquisto di beni strumentali per le imprese in crisi.

La possibile soluzione potrebbe dunque essere il reimpiego del denaro contante in politiche di sostegno all’economia e al sociale.

L’approvazione dall’UE

Occorre prestare attenzione alle direttive che arrivano dalle istituzioni europee. Infatti, il concetto di forfait potrebbe non essere ben visto, avvicinando l’eventuale sanatoria ai vecchi scudi fiscali che l’Unione Europea aveva bocciato.

L’operazione, inoltre, non garantirebbe l’anonimato dei soggetti coinvolti, dovendosi svolgere secondo le direttive Ocse, in quanto rientra nei programmi di voluntary disclosure. Al contrario, dovrà essere garantita la maggiore trasparenza possibile nel far emergere quanto è stato nascosto al fisco sino a quel momento.

Certo è che il fenomeno non resterà del tutto impunito; tra le ipotesi, infatti, emerge quella di applicare un’aliquota al denaro emerso, ai fini della sanatoria, prima di impegnarlo nuovamente.

 

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