Parere del governo sulla proposta di direttiva sulle concessioni

Parere del governo sulla proposta di direttiva sulle concessioni

di Lazzini Sonia

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In una fase di iper-regolamentazione, quale quella resasi necessaria nell’ultimo periodo nel settore dei contratti pubblici, ritengo sia indispensabile, per dare certezza agli operatori, un assestamento al quadro normativo di riferimento: a tale riguardo è auspicabile una delega al Governo per operare un consolidamento delle disposizioni in materia di contratti pubblici, previste dal codice e dal regolamento per evitare duplicazioni e sovrapposizioni, prendendo spunto, fin da ora, dai principi che stanno emergendo a livello comunitario (da non confondere con una riscrittura del codice che esula dalle intenzioni di questo Governo, fatti salvi i necessari adeguamenti in sede di recepimento delle nuove direttive comunitarie in materia di appalti e concessioni).

2.2 Direttiva concessioni

Per quanto riguarda la proposta di direttiva per l’aggiudicazione delle concessioni, si rileva che, per la prima volta nel diritto comunitario derivato, sarebbe introdotta una disciplina specifica per l’aggiudicazione delle concessioni, che sono alla base di una quota significativa delle attività economiche nell’Unione europea, presenti soprattutto nel settore delle imprese erogatrici di servizi di rete e nella fornitura di servizi di interesse economico generale. Attraverso una direttiva ad hoc, che va a definire con chiarezza il quadro giuridico di riferimento, la Commissione intende perseguire l’obiettivo di un più vasto ricorso allo strumento concessorio che, prevedendo l’impiego di capitale privato, assume – nell’attuale situazione di scarsità di risorse pubbliche in cui vengono a trovarsi molti Stati membri dell’Unione – un rilievo centrale per la crescita economica e l’innovazione.

Le problematiche che la direttiva si propone di superare, riguardano in particolare l’incertezza del diritto, suscettibile di creare significative inefficienze sul piano economico, e gli ostacoli all’accesso al mercato, dannosi, oltre che per gli operatori economici, anche per gli enti aggiudicatori e i consumatori, penalizzati in termini di mancato raggiungimento di un adeguato rapporto costi-benefici.

Secondo quanto appreso in via ufficiosa, la proposta di direttiva sarebbe tuttavia oggetto di alcune resistenze, a livello di istituzioni comunitarie, che ne renderebbero incerta l’adozione.

Inoltre vi segnalo che è stato chiesto al Ministro per gli affari europei di acquisire un chiarimento da parte della Commissione europea circa la portata e l’ambito di applicazione della proposta di direttiva con specifico riferimento alle concessioni demaniali marittime e alle concessioni per i servizi portuali.

Rispetto ai contenuti, la proposta di direttiva, in particolare:

• delinea la fattispecie dei contratti di concessione, connessa al concetto di rischio operativo, che viene chiaramente definito;

• estende alle concessioni di servizi la maggior parte degli obblighi attualmente previsti dal diritto comunitario in materia di aggiudicazione delle concessioni di lavori pubblici;

• prevede che la durata di ciascuna concessione sia determinata rispetto al tempo necessario a consentire il recupero degli investimenti, senza indicare limiti; la durata è determinata sulla base del piano economico finanziario alla base della concessione, che contempla gli investimenti che il concessionario dovrà realizzare, e pertanto al momento dell’affidamento della concessione e non in vigenza della stessa

• estende l’applicazione del diritto derivato all’aggiudicazione dei contratti di concessione nel settore dei servizi di pubblica utilità. ;

AUDIZIONE DEL VICE MINISTRO PRESSO L’8^ COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI _4 APRILE 2012

In una fase di iper-regolamentazione, quale quella resasi necessaria nell’ultimo periodo nel settore dei contratti pubblici, ritengo sia indispensabile, per dare certezza agli operatori, un assestamento al quadro normativo di riferimento: a tale riguardo è auspicabile una delega al Governo per operare un consolidamento delle disposizioni in materia di contratti pubblici, previste dal codice e dal regolamento per evitare duplicazioni e sovrapposizioni, prendendo spunto, fin da ora, dai principi che stanno emergendo a livello comunitario (da non confondere con una riscrittura del codice che esula dalle intenzioni di questo Governo, fatti salvi i necessari adeguamenti in sede di recepimento delle nuove direttive comunitarie in materia di appalti e concessioni).

Risulterebbe inoltre opportuna la possibilità di conferimento di una delega al Governo anche per il riordino della materia dell’edilizia, al fine di rendere organiche tutte le disposizioni finora emanate in materia, individuando in tale ambito i principi fondamentali, cosicché possa essere più agevole affrontare efficacemente ed in un’ottica di sostenibilità le trasformazioni territoriali di cui il Paese necessita fortemente. Al riguardo evidenzio che con l’approvazione dell’Ordine del giorno 9/5025/206, votato nella seduta del 22 marzo u.s. nell’ambito del disegno di legge di conversione del decreto-legge sulle liberalizzazioni, il Governo è stato impegnato a favorire gli investimenti nel settore dell’edilizia attraverso forme di premialità fiscale che rendano disponibili risorse economiche.

Va inoltre adeguatamente valutata l’introduzione di una legge quadro contenente i principi fondamentali nella materia del governo del territorio, che sia capace di mettere a sistema sull’intero territorio nazionale le innovazioni già introdotte nella normativa statale e in molte Regioni per mezzo dell’attività legislativa concorrente regionale; in quella sede potrebbero essere affrontate le tematiche connesse alla co-pianificazione tra Stato e Regioni, alla sussidiarietà che ispira la ripartizione delle attribuzioni e delle competenze fra i diversi soggetti istituzionali e i rapporti tra questi e i soggetti interessati, alla cooperazione e al coordinamento, attuati tramite intese e accordi fra i soggetti istituzionali, alla pianificazione per ambiti unitari, alle dotazioni territoriali, alla perequazione e alla compensazione, alla fiscalità urbanistica e immobiliare.

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