L’assegno di mantenimento modificato

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

In questa sede scriveremo sull’argomento relativo alla situazione dell’assegno di mantenimento.

In che modo chiedere la modifica e che cosa dice la legge.

I provvedimenti di carattere economico che seguono alla pronuncia di separazione possono essere soggetti a revisione nel caso nel quale dovessero sopravvenire dei giustificati motivi come, ad esempio, un miglioramento oppure  un peggioramento delle condizioni economiche dei coniugi, la costituzione di un altro nucleo familiare oppure un cambiamento delle esigenze dei figli.

Se dovesse ricorrere una di queste ipotesi, le parti si potrebbero accordare sulla modifica attraverso negoziazione assistita oppure si possono rivolgere al giudice per ottenere un provvedimento in questo senso.

Procederemo con ordine cercando di trattare dell’argomento in modo dettagliato e minuzioso.

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In che cosa consiste l’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento è un provvedimento economico che viene assunto dal giudice, ma può anche essere il frutto di accordi sottoscritti liberamente dai coniugi, in sede di separazione tra gli stessi, e consiste nel pagamento di una somma di denaro, suscettibile di revisione nel tempo, al coniuge economicamente debole o agli eventuali figli nati dal matrimonio.

L’assegno di mantenimento è una forma di contribuzione economica consistente, in caso di separazione tra coniugi e se ricorrano determinati presupposti, nel pagamento periodico di una somma di denaro o di voci di spesa da parte di uno dei coniugi all’altro o ai figli, se ci siano, al fine di adempiere all’obbligo di assistenza materiale.

La separazione rappresenta una fase della crisi matrimoniale nella quale non viene meno il dovere di assistenza materiale tra i coniugi.

Per questo motivo chi è titolare di un determinato reddito è tenuto a corrispondere all’altro e , se ce ne sono, ai figli un assegno di mantenimento, vale a dire, un contributo mensile per fare fronte alle esigenze primarie.

Chi ha diritto all’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento è un contributo economico periodico riconosciuto durante la separazione in favore:

Del coniuge che non possiede redditi propri.

In presenza di simili circostanze, l’assegno spetta a condizione che il beneficiario non conviva con un’altra persona e non gli sia stata attribuita la responsabilità per la fine del matrimonio, vale a dire, il cosiddetto addebito della separazione.

Sei figli minori oppure maggiorenni che non siano ancora indipendenti dal lato economico.

In questa ipotesi, l’importo viene calcolato prendendo in considerazione i redditi di entrambi i genitori, le attuali esigenze del bambino e il suo tenore di vita goduto prima della separazione.

Il presupposto che giustifica un simile provvedimento è che durante la crisi del matrimonio non viene meno il dovere reciproco di assistenza morale e materiale dei coniugi.

Assegno di mantenimento e modifiche

L’assegno di mantenimento, sia che venga stabilito per accordo sia che venga stabilito con l’aiuto di un giudice, non è immutabile, ma può essere rivisto se dovessero cambiare le condizioni dei coniugi o dei figli.

I cambiamenti che giustificano la revisione dell’importo sono:

Un incremento oppure un deterioramento della situazione economica di uno dei coniugi, ad esempio, se l’obbligato perde il lavoro oppure il beneficiario riceve un’ingente somma in eredità.

La costituzione di un altro nucleo familiare, ad esempio, il coniuge obbligato fa nascere un figlio con un’altra compagna.

Le esigenze dei figli che cambiano con il trascorrere del tempo.

Si deve trattare di fatti sopravvenuti, vale a dire, che si sono verificati dopo la pronuncia della separazione, in presenza dei quali è sempre possibile chiedere e ottenere dal giudice la riduzione o l’aumento dell’importo dell’assegno di mantenimento in favore dell’ex coniuge oppure dei figli.

In che modo richiedere la modifica dell’assegno di mantenimento

La modifica dell’assegno di mantenimento non è automatica e neanche  l’obbligato può ridurre in modo autonomo l’importo che deve essere corrisposto all’altro coniuge.

Dopo la sentenza di separazione, se dovessero sopravvenire dei fatti tali da giustificare una revisione, le parti possono decidere di accordarsi e procedere con la negoziazione assistita dagli avvocati oppure ricorrere al tribunale.

Le persone che decidano di rivolgersi al giudice devono fare un ricorso, al quale allegare, in particolare, lo stato di famiglia, il certificato di residenza di entrambi i coniugi, una copia autentica del provvedimento del quale si chiede la modifica. A questo punto, il giudice sente entrambe le parti, ammette le prove e, fatti tutti gli accertamenti, dispone con sentenza l’aumento o la diminuzione dell’importo dell’assegno dovuto.

È importante sottolineare che l’istanza per ottenere la modifica dell’assegno di mantenimento deve essere supportata da un’idonea documentazione che de ha il compito di dimostrare il mutamento della propria condizione economica e patrimoniale.

Alcuni esempi

Alcuni esempi a titolo esemplificativo e per comprendere meglio, riportiamo degli esempi.

Una coppia di coniugi si separa dopo diversi anni di matrimonio.

L’ex marito abita in un appartamento in affitto e ogni mese corrisponde all’ex moglie la somma di 500 euro, come deciso dal giudice.

Da circa un mese l’uomo ha perso il lavoro e non sa in che modo andare avanti.

Si reca subito dal suo avvocato per sapere se è possibile ottenere una riduzione dell’importo.

Tizio e Caia si sono separati.

Il giudice mette a carico dell’uomo l’obbligo di corrispondere un assegno mensile di 500 euro, dei quali 200 euro alla moglie e 300 euro al figlio minore di 10 anni.

Dopo circa un anno, Tizio ha un altro bambino con la sua compagna.

Sempronio versa all’ex moglie Mevia un assegno di mantenimento mensile dell’importo di 400 euro.

Nonostante questo, l’azienda presso la quale lavora da dieci anni fallisce e Sempronio resta senza lavoro.

Anna si è separata dal marito Mario, il quale è tenuto a corrisponderle ogni mese la somma di 250 euro per il loro bambino.

Con il trascorrere del tempo, però, Anna si rende conto che l’importo è molto basso per fare fronte alle esigenze del figlio.

All’udienza di separazione, il giudice riconosce che Anna avrà il diritto di percepire dal marito un assegno di mantenimento di 600 euro mensili.

Una volta trascorsi i sei mesi, la donna viene assunta come impiegata  a tempo indeterminato in una grande azienda.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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