La tutela giurisdizionale nella Federazione Russa: il problema del blat

La tutela giurisdizionale nella Federazione Russa: il problema del blat

di Piras Andrea

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Il crollo dell’Unione Sovietica ha comportato l’attuazione di varie riforme in ambito giudiziario per garantire l’imparzialità e l’efficienza dei giudici, che in epoca sovietica venivano visti come uno strumento politico. Nelle loro decisioni, infatti, i giudici sovietici potevano aggirare le leggi nel caso in cui la loro applicazione, nel determinato caso, contrastasse gli interessi del partito1.

Le riforme giudiziarie che hanno cercato di allontanare i giudici russi dal vecchio modello sovietico, attribuendo tra l’altro maggiori poteri ed autonomie ai giudici stessi, non hanno conquistato la fiducia dei cittadini russi e, più in generale, di chi deve rivolgersi alla macchina giudiziaria russa. Nella Federazione Russa, addirittura, vi sono casi in cui la legge è considerata come “inutilizzabile”, ad esempio perché si ritiene vi sia ancora un fenomeno di politicizzazione del diritto e della sua amministrazione, riconducibile, per altro, al tradizionale fenomeno della telephone law2.

Questo fenomeno è sintomo di una concezione strumentale del diritto e della legge, poiché, sia in epoca zarista che in epoca sovietica, la legge veniva mobilitata allo scopo di difendere determinati interessi3.

Accanto al meccanismo della telephone law opera, poi, il sistema del blat. Anche chi ha studiato in maniera estensiva il problema del blat può trovare difficoltà a spiegare tale concetto a chi non è russo. In lingua russa il fenomeno del blat può essere illustrato con un’espressione di questo tipo: “ty mne, i ja tebe4.

In valore assoluto, possiamo definire il blat come uno scambio di favori, informale, che comporta la creazione di una rete di conoscenze personali che viene utilizzata per ottenere benefici o aggirare regole procedurali5.

Potremmo accostare il fenomeno in questione alla corruzione. Quest’ultimo fenomeno, tuttavia, è penalmente sanzionato in quanto generalmente riconosciuto come illegale. Il blat, invece, risultava essere un meccanismo necessario per rapportarsi con un regime comunista oppressivo in cui i beni e i benefici venivano distribuiti in base a rapporti di privilegio. In uno studio, a tal proposito, si è sviluppato un ulteriore ragionamento: se il blat fosse inteso come corruzione, allora sarebbe la corruzione di un regime già corrotto, quindi, può dirsi che il blat sia veramente corruzione?6

I meccanismi del blat sono basati su un rapporto di gratitudine e di reciprocità. Un favore fatto ad un conoscente comporta la possibilità di ricevere un favore in ritorno. Altre volte, in cambio di un favore concesso si può ricevere un presente simbolico e di modico valore, che indica semplicemente riconoscenza. Le richieste di favori connesse al blat, inoltre, non possono essere eccessive. Vi sono delle regole non scritte, per le quali vi sono dei limiti ben precisi. Di solito i favori che si ottengono dal blat sono caratterizzati da parametri di urgenza, discrezione e modesta entità. Il fatto che, poi, il favore debba essere moralmente approvato dal “donante” e dal “donatario” comporta un ulteriore limite alle richieste che possono essere avanzate. Laddove questi limiti, non scritti, fossero violati, non si potrebbe più parlare di blat, ma di vera e propria corruzione7.

Storicamente, anche il fenomeno del blat ha avuto una sua evoluzione durante il periodo sovietico. In un primo momento, le pratiche del blat erano finalizzate ad ottenere cibo, posti di lavoro, abitazioni; successivamente, viste le esigenze del tardo periodo sovietico, il blat si raffinò per soddisfare esigenze di carattere educativo, di consumo e di mobilità8.

Oggi è difficile capire se i meccanismi informali del blat siano ancora attivi nella Federazione Russa. Il dato di maggiore interesse, tuttavia, è che i meccanismi informali del blat sono stati soppiantati da un vero e proprio fenomeno di corruzione. Questo fenomeno, oggi, si presenta soprattutto in ambito economico/commerciale9.

Infatti, se il blat oggi costituisce il 10% del fenomeno della corruzione in Russia, il 90% di tale fenomeno è rappresentato dai casi in cui imprenditori ed imprese versano tangenti per ottenere licenze di esportazione; per partecipare a transazioni commerciali che coinvolgono lo Stato; per partecipare ai processi di privatizzazione10.

Particolarmente problematica è la corruzione che può configurarsi all’interno degli organi giudiziari. Ancora oggi, infatti, i meccanismi del blat e del telephone law vengono, a volte, utilizzati per influenzare le decisioni di certi tribunali. Il Presidente Medevedev, tuttavia, ha pubblicamente sottolineato di voler arginare e combattere il fenomeno della corruzione all’interno delle aule giudiziarie11.

Il pugno di ferro utilizzato dal Presidente Medvedev ha portato anche a sospensioni di giudici russi per comportamento non etico12. Sebbene già durante il governo di Putin, secondo quanto riportato dall’allora Presidente della Corte Suprema russa, Vyacheslav Lebedev, sessantotto giudici erano stati sospesi con l’accusa di corruzione, solo nel 2003 ben duecentoventiquattro giudici avevano ricevuto un ammonimento disciplinare13.

A seguito di un sondaggio sul tema della corruzione nelle aule giudiziarie, si è rilevato che il 12% degli intervistati riteneva che le decisioni fossero basate unicamente sulla legge, il 18% riteneva che vi fosse solo un limitato numero di giudici influenzabili, il 25% ha risposto che, con l’eccezione di un numero esiguo, i giudici russi abitualmente ricevono tangenti, un ulteriore 20% ha risposto che anche i giudici che non ricevono tangenti possono essere influenzati e, infine, il rimanente 18% non ha risposto14.

Sono anche state svolte delle interviste con un campione di cittadini russi, di varia età ed estrazione sociale, per capire in quale modo si rapportassero al sistema giudiziario russo15.

La maggior parte degli intervistati si è mostrata poco fiduciosa negli organi giudiziari. Molti, infatti, preferiscono ricorrere a meccanismi come il blat, che risulta essere più veloce ed agevole che accedere ad un tribunale. Inoltre, vi è sempre il timore che la propria controparte possa, a sua volta, ricorrere ai propri contatti vanificando il ricorso alla tutela giudiziale. Alcuni, tuttavia, sarebbero più inclini a risolvere dispute private in tribunale, ma quasi nessuno sembra ritenere opportuno rivolgersi all’autorità giudiziaria in caso di dispute con organi statali o enti pubblici, in quanto il problema della telephone law si presenterebbe solo in questa categoria di casi16.

Ciò, tuttavia, non toglie che anche in casi che coinvolgono solamente soggetti privati, alcuni giudici siano, a volte, sottoposti a “pressioni” di carattere economico. Sembra, addirittura, che vi sia uno specifico “listino prezzi” in base al quale si può ottenere la vittoria in determinate cause. Ad esempio, per ottenere una sentenza favorevole in merito ad un sequestro di conto bancario, si richiederebbe il pagamento, al giudice, del 30% del valore del conto. Per vincere una causa contro un concorrente commerciale il prezzo può variare da 50,000 a 100,000 dollari17.

1Si veda P. Boylan, The status of judicial reform in Russia, in American University International Law Review, 13, p. 1327 e K. Hendely, Varieties of legal dualism: making sense of the role of law in contemporary Russia, approfondimento scritto in occasione dell’incontro annuale della Law & Society Association, del 27 maggio 2010 a Chicago, Illinois e, sempre di Hendley, Are Russian judges still soviet?, in Post-soviet Affairs, n. 23, 2007, p. 240.

2K. Hendley, Varieties of Legal Dualism: Making sense of the role of law in contemporary Russia, cit. In sostanza, sembra che ancora oggi agiscano i meccanismi della c.d. “telephone law” (telefonnoe pravo). “Telephone law”, per altro, è una espressione che fa riferimento alla tradizione sovietica per cui i membri del partito erano soliti contattare telefonicamente i giudici per fornire direttive sulla soluzione da dare ad un determinato caso. Più recentemente questo sistema prevede anche il versamento di tangenti a favore dei giudici. Si veda anche A. Ledeneva, Behind the façade: Telephone justice in Putin’s Russia, in Dictatorship or Reform: the rule of law in Russia, a cura di Mcaulley, Ledeneva, Barnes, London: Foreign policy centre, p. 24. Si confronti, inoltre, K. Hendley, Telephone law and the rule of law: the Russian case, in Hague Journal of Law, volume 1, p. 2, 2009, p. 241.

3K. Hendley, Varieties of Legal Dualism: Making sense of the role of law in contemporary Russia, p. 4.

4Si veda A. Ledeneva, Blat Exchange: between gift and commodity, in Russia’s economy of favours, capitolo 5, Cambridge University Press, 1998, Cambridge. Letteralmente tale espressione significa: “io a te, e tu a me”, in lingua inglese può essere resa con una espressione altrettanto efficace: “I scratch your back, you scratch mine”. Sebbene, Ledeneva, Blat exchange: between gift and commodity, cit., la traduce come: “one good turn deserves another”.

5A. Ledeneva, From Russia with Blat: can informal networks help modernize Russia?, in Social research, volume 76, n.1, primavera 2009, p.251.

6A. Ledeneva, From Russia with Blat: can informal networks help modernize Russia?, cit.

7A. Ledeneva, Blat exchange: between gift and commodity, cit.

8A. Ledeneva, Blat Exchange: between gift and commodity, cit. Si pensi ad esempio a come il regime sovietico limitasse fortemente il diritto di movimento con il sistema dei permessi di residenza (propiska), sul problema della propiska si veda Burnham, Maggs e Danilenko, Law and legal system of the Russian Federation, Juris Publishing, 4° edizione, 2009, New York, p. 266.

9 Si veda A. Ledeneva, From Russia with blat: can informal networks help modernize Russia?, cit. Il blat, infatti, fiorì in epoca sovietica vista la demonetizzazione. Dopo gli incentivi al mercato russo del 1990, tuttavia, la maggiore circolazione di denaro ha fatto sì che tale meccanismo venisse progressivamente arginato. Si confronti K. Hendely, Varieties of legal dualism, cit.

10Queste percentuali sono suggerite da Alena Ledeneva, From Russia with Blat: can informal networks help modernize Russia?

11Dati contenuti in Medvedev’s Crackdown on corrupt courts, di Alena Ledeneva, Ria Novosti, 6 giugno 2008.

12A titolo esemplificativo, si veda il caso del giudice Liudmila Maikova, presidente del tribunale arbitrale federale di Mosca, che è stata sospesa dopo aver definito il blat e la telephone law come delle mere voci di corridoio. (Kommersant-online, 20 maggio 2008).

13A. Ledeneva, Behind the façade: Telephone justice in Putin’s Russia, cit.

14A. Ledeneva, Medvedev’s crackdown on corrupt courts, cit. Si veda anche E. Glusker, Arbitration hurdles foreign investors in Russia: analysis of present issues and implications, in Pepperdine Dispute Resolution Law Journal, volume 10, gennaio 2009, p. 602 .

15K. Hendley, Telephone law and the Rule of law: the Russian case, cit. e, sempre di Hendely, Varieties of legal dualism, cit.

16K. Hendely, Telephone law and the Rule of law: the Russian case, cit. L’autrice, a seguito delle interviste condotte con alcuni cittadini russi, sottolinea la tendenza di questi a distinguere tra casi che coinvolgono persone comuni e casi che coinvolgono entità statali. Nel primo ordine di casi, in realtà, i cittadini della Federazione Russa sarebbero più propensi a ricorrere a tribunali russi. Si consideri, però, che nel 2005 vi è stata la prima sentenza di condanna per un caso di telephone law, in cui un cittadino della Federazione Russa aveva cercato di influenzare, con tale meccanismo, la conclusione della causa. Si veda Ledeneva, Behind the façade: telephone justice in Putin’s Russia, cit.

17M. Davydova, Vyatzki i otkaty, 2006, reperibile su: www.compromat.ru/main/top50/vzyatkin.htm

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