La proposta UE sugli appalti

La proposta UE sugli appalti

Lazzini Sonia

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Gli obiettivi principali della proposta sono due:

Accrescere l’efficienza della spesa per garantire i migliori risultati possibili, in termini di rapporto qualità/prezzo, in materia di appalti. Ciò comporta, in particolare, una semplificazione e una maggior flessibilità dell’attuale normativa in materia di appalti pubblici. Procedure semplificate ed efficienti andranno a vantaggio di tutti gli operatori economici e favoriranno la partecipazione delle PMI e degli offerenti transfrontalieri.

Far sì che i committenti facciano un miglior uso degli appalti pubblici a sostegno di obiettivi sociali comuni quali la tutela dell’ambiente, una maggiore efficienza energetica e sotto il profilo delle risorse, la lotta contro i cambiamenti climatici, la promozione dell’innovazione e dell’inclusione sociale e infine la garanzia delle migliori condizioni possibili per la fornitura di servizi pubblici di elevata qualità.

 

Bruxelles, 20.12.2011

COM(2011) 896 definitivo

2011/0438 (COD)

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

sugli appalti pubblici

 

1. CONTESTO DELLA PROPOSTA

• Motivazione e obiettivi della proposta

La strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva [COM(2010) 2020] è basata su tre priorità interconnesse che si rafforzano a vicenda:

sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, promuovere un’economia efficiente e competitiva sotto il profilo delle risorse, a basse emissioni di carbonio nonché incoraggiare un’economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale.

Gli appalti pubblici svolgono un ruolo fondamentale nella strategia Europa 2020, in quanto costituiscono uno degli strumenti basati sul mercato necessari alla realizzazione dei suoi obiettivi con il miglioramento del clima imprenditoriale e del contesto per l’innovazione delle imprese e promuovendo un più ampio ricorso agli appalti pubblici “verdi”, favorendo la transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio.

La strategia Europa 2020 sottolinea inoltre che la politica in materia di appalti pubblici deve garantire l’uso più efficiente dei fondi pubblici e che i mercati degli appalti pubblici vanno mantenuti aperti a livello UE.

Per affrontare queste sfide è necessario rivedere e ammodernare la normativa in vigore in materia di appalti pubblici per renderla più idonea alla costante evoluzione del contesto politico, sociale ed economico.

Nella comunicazione del 13 aprile 2011 sull'”Atto per il mercato unico: dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia”, la Commissione ha elencato – tra le dodici azioni chiave prioritarie che le istituzioni dell’UE devono adottare entro la fine del 2012 – la messa in opera di un quadro normativo rivisto e ammodernato in materia di appalti pubblici, al fine di rendere più flessibile la procedura di aggiudicazione dei contratti e che consenta un miglior uso dei contratti d’appalto pubblici a sostegno di altre politiche

Semplificazione degli obblighi di informazione. La semplificazione generale di obblighi di informazione nelle procedure di appalto saranno di notevole beneficio per le PMI. La proposta prevede l’obbligo di accettazione delle autocertificazioni come l’esistenza presunta ai fini della selezione. La produzione effettiva di prove documentali sarà facilitata da un documento standard, il passaporto europeo per gli appalti pubblici, che costituisce uno dei mezzi di prova per l’assenza di motivi di esclusione.

Suddivisione in lotti. Le amministrazioni aggiudicatrici saranno invitate a suddividere gli appalti pubblici in — omogenei o eterogenei — lotti per renderli più accessibili alle PMI. Nel caso in cui non decidano in tal senso, saranno obbligate a fornire una spiegazione specifica.

Limitazione sui requisiti di partecipazione. Per evitare inutili ostacoli alla partecipazione delle PMI, la proposta di direttiva contiene un elenco esauriente di condizioni per la partecipazione alle gare di appalto e afferma esplicitamente che tali condizioni sono limitate “a quelle appropriate per assicurare che un candidato o un offerente ha le… capacità e le… competenze per eseguire l’appalto da aggiudicare”. I criteri che sono spesso un serissimo ostacolo all’accesso da parte delle PMI sono esplicitamente limitati a tre volte il valore stimato dell’appalto, salvo in casi debitamente giustificati. Infine, le eventuali condizioni per la partecipazione di gruppi di operatori economici — uno strumento di particolare interesse per le PMI — devono essere giustificate da motivazioni obiettive e proporzionate

Pagamento diretto dei subappaltatori. Inoltre, gli Stati membri possono prevedere che i subappaltatori richiedano un pagamento diretto da parte dell’amministrazione aggiudicatrice per forniture, lavori e servizi forniti al contraente principale nel quadro del contratto di prestazione. Ciò consente ai subappaltatori, che spesso sono PMI, di proteggersi efficacemente dal rischio di mancato pagamento

 

Contesto generale

Gli appalti pubblici svolgono una funzione importante nell’andamento economico complessivo dell’Unione europea. In Europa gli acquirenti pubblici spendono circa il 18% del PIL dell’UE per beni, lavori e servizi. Dato il volume degli acquisti, gli appalti pubblici possono essere utilizzati come una potente leva per realizzare un mercato unico che promuova una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

L’attuale emanazione di direttive sugli appalti pubblici, ossia le direttive 2004/17/CE1 e 2004/18/CE2, rappresenta l’ultima fase di una lunga evoluzione iniziata nel 1971 con l’approvazione della direttiva 71/305/CEE. Garantendo procedure trasparenti e non discriminatorie queste direttive mirano soprattutto ad assicurare che gli operatori economici provenienti da tutto il mercato unico possano beneficiare appieno delle libertà fondamentali nel campo degli appalti pubblici.

Una valutazione economica complessiva ha evidenziato che le direttive sugli appalti pubblici hanno realizzato i loro obiettivi in misura considerevole. Esse hanno dato luogo a una maggiore trasparenza e a livelli più elevati di concorrenza, realizzando contemporaneamente risparmi quantificabili tramite prezzi più bassi.

Tuttavia, le parti interessate hanno espresso l’esigenza di una revisione delle direttive sugli appalti pubblici per semplificarne le norme, migliorarne l’efficienza e l’efficacia e renderle più idonee ad affrontare un contesto politico, sociale ed economico in continua evoluzione.

Procedure semplificate e più efficienti miglioreranno la flessibilità per le amministrazioni aggiudicatrici, andranno a vantaggio di tutti gli operatori economici e favoriranno la partecipazione delle PMI e degli offerenti transfrontalieri. Inoltre, norme in materia di appalti pubblici migliorate permetteranno alle amministrazioni aggiudicatrici di fare un uso migliore degli appalti pubblici a sostegno di obiettivi comuni della società, come la tutela dell’ambiente, una maggiore efficienza delle risorse e l’efficienza energetica e la lotta contro il cambiamento climatico, la promozione dell’innovazione e dell’inclusione sociale, nonché la garanzia di migliori condizioni possibili per la fornitura di servizi sociali di qualità. Questi orientamenti sono stati confermati dai risultati di un processo di consultazione delle parti interessate realizzato dalla Commissione nella primavera del 2011, in cui la grande maggioranza degli interpellati ha sostenuto la proposta di riesame delle direttive sugli appalti pubblici al fine di renderle più adeguate alle nuove sfide che sia i committenti pubblici che gli operatori economici si trovano ad affrontare.

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