Elementi di analisi storiografica nella valutazione del controllo strategico delle politiche pubbliche

Elementi di analisi storiografica nella valutazione del controllo strategico delle politiche pubbliche

di Sabetta Sergio Benedetto, Dott.

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         Il modello di Spencer presuppone che il cambiamento si manifesti in termini graduali per fattori preminentemente interni al sistema sociale, anche se in molti casi intervengono scontri / incontri tra culture differenti con una progressiva “acculturazione”.
         L’innovazione avviene in periodi relativamente brevi a cui seguono delle “cristallizzazioni” in strutture poco flessibili, atte a consolidare gli interessi nati dalle modifiche intervenute, consegue che vanno valutate la compatibilità tra le differenti strutture sociali e la crescita economica in cui la modernizzazione può presentarsi non allineata con l’industrializzazione, infatti l’innovazione si può concentrare in particolari settori più qualificati nei quali vi è un vantaggio competitivo senza investire il resto della struttura sociale si che all’esaurirsi dei vantaggi vi è una mancata flessibilità strutturale (J. Romein – legge del retarding lead).
         Considerando la brevità dei periodi di innovazione alcuni studiosi quali Lukas, Gramsci e Marx  sostengono che a seguito dei conflitti interni dei sistemi economici i cambiamenti per innovazione avvengono in termini discontinui quali conseguenze di crisi, vi è quindi una apparente contrapposizione tra la visione di Spencer  e quella di matrice socialista scientifica.
         Le due visioni sono solo apparentemente contrapposte in quanto ciascuna pone la sua attenzione esclusivamente su una parte dell’evoluzione storica, vi è infatti una “curva della crescita” ( curva logistica ) nella quale ad una prima fase di crescita accelerata segue una seconda di decelerazione con una tipica andatura ad S.
         Negli anni ottanta del ‘900 la sociologia storica ha recuperato i fattori competitivi e repressivi della politica e della guerra quali elementi del cambiamento da affiancarsi ai fattori esclusivamente economici ( Giddens, Mann, Tilly ).
         Anche l’andamento demografico appare quale fattore determinante nelle trasformazioni ed ancor più nelle politiche pubbliche, è la composizione della popolazione uno dei motori principali dei cambiamenti ( Le Roy, Ladurie, Malthus, Ricardo ), l’innovazione avviene anche in funzione di questa, si parla perciò di movimenti ciclici, economici o demografici, dentro un sistema in apparenza “omeostatico” ma in realtà sottoposto a stress esterni (Le Roy, Ladurie).
         L’evento assume la funzione di catalizzatore del cambiamento in quanto le sfere culturali economica, politica e delle credenze difficilmente mutano contemporaneamente, interviene pertanto il problema generazionale (Mannheim) del cambiamento culturale e di coinvolgere accanto all’aspetto politico quello più propriamente sociale secondo cicli di lungo periodo, con la percezione del sistema sociale come di un sistema in equilibrio dinamico misurabile periodicamente.
         L’ interdipendenza tra popolazione, risorse e tecnologia è qualificata dalle istituzioni sociali che ne condizionano i rapporti definendo i valori e gli atteggiamenti mentali, ossia il contesto socioculturale. Debbono pertanto essere prese in considerazione, oltre che al regime politico e alla struttura statale, anche le istituzioni minori, come le associazioni di categoria e il sistema scolastico, oltre agli altri enti creatori di valori, infatti le istituzioni possono essere ostacolo allo sviluppo se non ne diventano motori, questo ancor più per le istituzioni finanziarie.
         Lo sviluppo economico non è di per se stesso sinonimo di progresso anche se nell’idea modernista acquistano un valore assimilabile, mentre nel progresso vi è una valenza etica nello sviluppo vi è una valutazione puramente materiale della ricchezza, in realtà l’analisi dello sviluppo economico presuppone elementi quali i desideri, il sistema legale, l’organizzazione sociale politica e finanziaria che vengono a porsi tra l’etica e lo sviluppo in termini economici.
         Non sono pertanto i singoli fattori ma l’insieme delle variabili a determinare l’esito delle politiche pubbliche, circostanza che nella sua complessità deve essere sempre valutata nel controllo strategico delle politiche stesse.
 
Sergio Sabetta
 
Bibliografia
 
– A. Abbagnano, Storia della filosofia, 1974;
– R. Leoncini – R. Sabbatici, Progresso tecnico evoluzione e crescita economica, 1994;
– M. La Torre, L’analisi storiografica: Gli strumenti, 2008.

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Sabetta Sergio Benedetto

Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza Università degli Studi di Genova, nonché l'abilitazione all’insegnamento per le discipline giuridiche ed economiche – classe XXV. Direttore di Cancelleria Ministero Grazia e Giustizia e Coordinatore nella Sez. Controllo e SAUR della Corte dei Conti – Genova (controllo Università, Regione,OO.PP.,Prefetture,Enti locali).


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