Corte dei conti – det. N. 89/2007 – sezione controllo enti – cassa ufficiali esercito, il fondo di previdenza sottufficiali dell’esercito e le casse ufficiali e sottufficiali della marina militare – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 19

Corte dei conti – det. N. 89/2007 – sezione controllo enti – cassa ufficiali esercito, il fondo di previdenza sottufficiali dell’esercito e le casse ufficiali e sottufficiali della marina militare – relazione sul controllo di gestione ex legge 21 marzo 19

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Con la determina n. 89 del 19/12/2007 la Corte dei Conti – Sezione Controllo Enti, ai sensi dell’art. 7 della L. 259/58, trasmette alle Presidenze delle due Camere del Parlamento la relazione contenente i risultati del controllo eseguito sulla gestione della Cassa ufficiali Esercito, il Fondo di previdenza sottufficiali dell’Esercito e le Casse ufficiali e sottufficiali della Marina Militare di cui all’esercizio finanziario 2006, unitamente ai relativi conti consuntivi accompagnati dalle relazioni degli organi amministrativi e di revisione.
Giova ricordare che la Corte dei conti è una magistratura speciale e nell’esercizio delle sue funzioni di controllo opera nell’interesse della collettività nazionale e non del solo Stato, in modo collaborativo nei confronti dello Stato comunità e, quindi, di tutte le articolazioni che compongono la Repubblica, come ha avuto modo di precisare la Corte Costituzionale con sentenza n. 29 del 27/1/1995 e, successivamente, in più occasioni ( Zambardi – Astegiano, 2007).
Preliminarmente, la Sezione, come già richiamato in precedenti occasioni, si sofferma circa l’opportunità di riconsiderare la natura e il ruolo degli Enti, nel quadro di una normativa organica ed unitaria che elimini duplicazioni o sovrapposizioni di interventi pubblici da parte di una pluralità di organismi operanti in più settori.
La Corte ribadisce, inoltre, l’auspicio che in sede normativa si provveda ad una riconsiderazione del sistema di calcolo delle indennità, in modo che esso non solo possa corrispondere a parametri atti ad assicurare in ogni caso l’essenziale equilibrio gestionale, ma sia idoneo, altresì, a eliminare possibili sperequazioni anche tra ufficiali di diversa Forza Armata.
Essa fa presente come l’assegno speciale, connesso alla perdita delle indennità di ausiliaria e speciale, quali originariamente configurate, non risponda più alle finalità che ne costituivano il fondamento; per tale motivo, auspica l’adozione di opportuni interventi normativi che consentano peraltro di salvaguardare i diritti acquisiti.
Infine, per quanto riguarda la Cassa ufficiali dell’Esercito, il Collegio registra che le entrate relative a fitti da immobili sono rimaste sostanzialmente invariate dal 1999, senza che si siano verificate negli anni successivi variazioni nella consistenza del patrimonio; tale anomalia, secondo i giudici, appare ancor più evidente se si considera che il loro ammontare è di poco superiore alle entrate, per lo stesso titolo, relative agli esercizi 1997 e 1998.
Per tale motivo, l’organo di controllo sottolinea come sia al riguardo necessario che la Cassa prosegua e porti a termine le iniziative intraprese per l’adeguamento del predetto canone.
 

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