Stalking, no all’estinzione per risarcimento
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Stalking, no all’estinzione per risarcimento

Redazione

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Lo stalking sarà cancellato dalla lista di reati estinguibili tramite semplice risarcimento. Questa, perlomeno, l’intenzione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha dato parere favorevole all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi del PD. Oggi, e dopo la riforma del processo penale dello scorso giugno, è infatti possibile essere del tutto assolti dal reato di stalking semplicemente pagando una cifra “congrua” alla vittima, anche se questa non ha intenzione di accettarla.

È quanto decretato proprio pochi giorni fa, in applicazione della nuova norma, dal Tribunale di Torino: il colpevole ha pagato 1.500 euro alla donna e il reato è stato estinto. Come cambieranno le cose con la nuova modifica alla legge?

 

Stalking, bastano 1.500 euro per estinguere il reato

La vicenda ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e le proteste di numerose associazioni: il Tribunale di Torino ha pronunciato sentenza di non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato nei confronti di un uomo colpevole di stalking. L’accusato ha offerto alla vittima 1.500 euro per riparare al danno causato, quest’ultima ha rifiutato la somma ma il giudice ha ritenuto l’importo “congruo” e sufficiente. Risultato: uomo libero e reato cancellato.

Né si può accusare il giudice di non essersi attenuto alla legge: l’estinzione del reato dopo riparazione è proprio una delle possibilità previste dalla recente riforma del processo penale (Legge 23 giugno 2017, n. 103). Che per l’appunto, secondo molti esperti, va modificata.

 

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Orlando, modifica la prossima settimana

La proposta è arrivata, come accennato, dalla senatrice Francesca Puglisi del PD. In accordo con il capogruppo Zanda, la senatrice ha depositato un emendamento alla legge nel punto in cui introduce la possibilità di estinguere i reati per riparazione. Al nuovo articolo 162-ter del Codice penale, introdotto dalla riforma di giugno, andrà aggiunta una singola frase: “Le disposizione del presente articolo non si applicano nei casi di cui all’articolo 612-bis”.

Il Ministro Orlando ha subito accolto con favore la proposta della Puglisi, e l’ufficio legislativo ha presentato ufficialmente parere favorevole. La proposta dovrebbe arrivare in Parlamento già la settimana prossima, nell’ambito dei lavori sul ddl a tutela degli orfani.

Cosa prevede la legge oggi?

Il famigerato nuovo articolo 162-ter del Codice penale stabilisce che nei casi di procedibilità a querela soggetta a remissione il giudice può dichiarare estinto il reato quando l’imputato ripari interamente al danno cagionato dal reato, “mediante le restituzioni o il risarcimento”. L’imputato deve anche riparare, dove possibile, alle conseguenze dannose o pericolose del reato. La riparazione deve avvenire entro il termine massimo dell’apertura del dibattimento di primo grado.

Non solo: è facoltà del giudice quella di concedere più tempo all’accusato per il pagamento di quanto dovuto, anche a rate, se l’imputato dimostra di non aver potuto adempiere nel termine originariamente concesso. In questo caso, il limite massimo di pagamento è di sei mesi.

Non è difficile ovviamente vedere come una simile norma, quando applicata allo stalking, possa risultare pericolosa nei confronti delle vittime, e come possa far passare l’idea che sia tutto sommato semplice riparare al reato commesso.

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