Non ti fidi dei dipendenti in smart working? Ecco come agire

di Redazione

Con la pandemia che nel 2020 ha stravolto le abitudini quotidiane di ciascuno lo smart working è diventata una realtà sempre più diffusa per milioni di lavoratori e la scelta strategica adottata da numerose aziende che hanno cercato di fronteggiare la crisi nel miglior modo possibile.

In seguito all’approvazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 1 marzo 2020, il “lavoro agile” è stato reso possibile per ogni rapporto di lavoro subordinato, per tutto l’arco temporale dell’emergenza sanitaria e per tutte le imprese presenti sul territorio nazionale, nel rispetto da quanto ammesso dalla Legge 81/2017.

 

Smart working: pro e contro del nuovo modus operandi

Diversi sono i pro e i contro dello smart working.

Per molti lavoratori la nuova modalità di lavoro è stata un’occasione per rendersi conto in modo effettivo dell’importanza della propria attività, per altri un’occasione per gestire meglio la vita extra lavorativa, per altri ancora invece, un modo poco corretto per approfittare della situazione riducendo il proprio impegno al minimo.

Come ci si può rendere conto delle possibili inadempienze da parte dei dipendenti che usufruiscono di questo specifico sistema di prestazione lavorativa?

Lo smart working dovrebbe essere disciplinato da uno specifico accordo che stabilisce tempi e modalità operative al di fuori dei locali aziendali dettagliando le pause necessarie e definendo i sistemi di disconnessione del dipendente dalle strumentazioni lavorative necessarie a svolgere le sue mansioni.

Al tempo stesso chi lavora in smart working dovrebbe garantire il raggiungimento degli obiettivi definiti con il datore di lavoro in un determinato arco di tempo.

Se il lavoratore non rispetta le scadenze stabilite e non porta a compimento i compiti che gli sono affidati può considerarsi inadempiente.

Controllare i lavoratori con gli strumenti giusti

Se il datore di lavoro nutre dei sospetti sulla correttezza di qualche dipendente che beneficia della modalità di smart working può procedere, in prima persona o tramite un rappresentante legale, a effettuare i controlli necessari servendosi del supporto di un’agenzia di investigazione specializzata in indagini per dipendenti in smart working

Per avviare la procedura di investigazione l’agenzia traccia un profilo del dipendente valutando dati, curriculum e tipo di mansioni per poi attuare con pedinamenti o appostamenti un tipo di controllo dettagliato sulla condotta del dipendente.

Tali tipi di intervento sono mirati a verificare i comportamenti del dipendente durante la giornata lavorativa e vengono poi rendicontati in un apposito documento che il datore di lavoro può utilizzare come prova in un eventuale procedimento giudiziario.

 

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