È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.279 del 01-12-2025 la legge 179/2025, di conversione del Decreto Flussi (decreto-legge n. 146/2025) che disciplina l’ingresso e la permanenza dei lavoratori stranieri in Italia. Il decreto era già stato approvato in via definitiva dal Senato, il 26 novembre 2025. Si introducono novità rilevanti in materia di quote, procedure e garanzie, con impatti sul diritto del lavoro e sull’immigrazione. Per approfondimenti in materia, consigliamo il volume “Immigrazione, asilo e cittadinanza”, acquistabile sia su Shop Maggioli che su Amazon, un testo di riferimento in materia di diritto all’immigrazione.
Indice
1. Gli aspetti principali
Quote di ingresso: vengono confermate e ridefinite le quote annuali di lavoratori stranieri ammessi, con particolare attenzione ai settori agricolo e turistico-alberghiero.
Procedure semplificate: la legge introduce strumenti digitali per velocizzare le domande, riducendo i tempi di attesa e favorendo la trasparenza.
Tutela dei lavoratori: sono rafforzati i meccanismi di controllo contro il lavoro nero e lo sfruttamento, con sanzioni più severe per i datori di lavoro inadempienti.
Formazione e integrazione: previste misure di accompagnamento per favorire l’inserimento sociale e professionale dei migranti, anche attraverso corsi di lingua e sicurezza sul lavoro. Per approfondimenti in materia, consigliamo il volume “Immigrazione, asilo e cittadinanza”, acquistabile sia su Shop Maggioli che su Amazon, un testo di riferimento in materia di diritto all’immigrazione.
Immigrazione, asilo e cittadinanza
Obiettivo degli autori è quello di cogliere l’articolato e spesso contraddittorio tessuto normativo del diritto dell’immigrazione.Il volume, nel commento della disciplina, dà conto degli orientamenti giurisprudenziali e delle prassi amministrative, segnalando altresì la dottrina “utile”, perché propositiva di soluzioni interpretative utilizzabili dall’operatore (giudici, avvocati, amministratori, operatori nei diversi servizi).Il quadro normativo di riferimento di questa nuova edizione è aggiornato da ultimo alla Legge n. 176/2023, di conversione del decreto immigrazione (D.L. n. 133/2023) e al D.lgs n. 152/2023, che attua la Direttiva UE/2021/1883, gli ultimi atti legislativi (ad ora) di una stagione breve ma normativamente convulsa del diritto dell’immigrazione.Paolo Morozzo della RoccaDirettore del Dipartimento di Scienze umane e sociali internazionali presso l’Università per stranieri di Perugia.
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2. Le novità
Il decreto-legge n. 146/2025, ora convertito in legge, segna un passaggio cruciale nella disciplina dell’ingresso regolare dei lavoratori stranieri e nella governance complessiva dei flussi migratori. Tra le novità spiccano le modifiche procedurali sui permessi di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, con l’estensione dei termini e la possibilità di presentazione degli atti tramite organizzazioni datoriali e professionisti qualificati. Il termine per la conferma del nulla osta da parte del datore di lavoro viene elevato da sette a quindici giorni, mentre quello per la stipula del contratto di soggiorno passa da otto a quindici giorni, garantendo maggiore flessibilità e certezza operativa. Al contempo si introducono controlli sistematici sulla veridicità delle dichiarazioni rese da datori di lavoro, enti di ricerca e organizzazioni promotrici, rendendo permanente un meccanismo già sperimentato nella fase di precompilazione delle istanze. Di rilievo anche le disposizioni sull’istruzione e formazione nei Paesi di origine, che mirano a qualificare i flussi in ingresso, e l’apertura a ingressi fuori quota per l’assistenza a grandi anziani e persone con disabilità. In ambito sociale, la legge stabilisce l’accesso all’assegno di inclusione per titolari di permessi di soggiorno per motivi di protezione speciale, mentre sul fronte della legalità rafforza il Tavolo contro il caporalato e amplia l’operatività del Fondo per contrastare il reclutamento illegale di manodopera. Il potenziamento tecnico-logistico del punto di crisi di Lampedusa rappresenta un tassello cruciale per la gestione delle emergenze migratorie.
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3. Impatti giuridici e sociali
La legge di conversione del decreto n. 146 rappresenta un punto di equilibrio tra esigenze del mercato del lavoro e tutela dei diritti fondamentali. In ottica giuridica:
- consolida la cornice normativa sull’immigrazione lavorativa;
- rafforza il principio di legalità, trasformando un atto governativo provvisorio in legge parlamentare;
- incide sulla giurisprudenza in ambito di contratti di lavoro e permessi di soggiorno.
Sul piano sociale, la normativa mira a garantire un flusso regolare e programmato di manodopera, riducendo il rischio di irregolarità e favorendo l’integrazione. Tramite l’ok definitivo del 26 novembre, il Decreto Flussi diventa legge dello Stato. La legge in disamina non solo regola l’ingresso dei lavoratori stranieri, bensì incide sul tessuto economico e sociale italiano, ponendo nuove challenge e opportunità per imprese, istituzioni e cittadini. L’intervento coniuga esigenze di semplificazione procedurale, tutela dei diritti e contrasto agli abusi, delineando una cornice più stabile e strutturata per la politica migratoria italiana.
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