La domanda di arbitrato promossa successivamente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 40/06, ma fondata su una convenzione antecedente, è impugnabile per errores in judicando?

di Fornasier Alex, Avv.
PDF

Qui la sentenza: Corte di Cassazione, sez. unite, sentenza n. 9285 del 3 maggio 2016

La fattispecie. I soci ricorrenti, applicando la clausola compromissoria contenuta nello statuto societario, instauravano l’arbitrato rituale onde ottenere la declaratoria di invalidità di alcune delibere assembleari. Non domi dell’esito, impugnavano il lodo avanti al Giudice di merito che, a discapito delle aspettative degli appellanti, ne dichiarava l’inammissibilità. Giunta all’attenzione della Suprema Corte, la questione veniva demandata alle Sezioni Unite al fine di dirimere il contrasto tra pronunce circa l’interpretazione da attribuire all’art. 829, comma terzo, c.p.c..

Il quesito. Veniva chiesto al Giudice di legittimità, in funzione nomofilattica, di chiarire se l’art. 829 c.p.c., nella nuova formulazione dettata dall’art. 24 D. Lgs. n. 40/2006, potesse trovare applicazione nei casi in cui i procedimenti arbitrali vengono radicati a seguito dell’entrata in vigore della norma riformata sebbene la clausola arbitrale sia, rispetto a tale epoca, antecedente.

Argomentazioni e motivi. Mentre nella vecchia formulazione l’art. 829 c.p.c. ammetteva, salvo deroghe convenzionali, l’impugnazione del lodo per violazione di norme sostanziali, la nuova lettura della norma consente che ciò sia possibile solo “se espressamente disposta dalle parti o dalla legge”.

Da qui il conflitto giurisprudenziale tra coloro che ritenevano applicabile la novella ai casi in cui la convenzione arbitrale fosse stata stipulata in epoca anteriore rispetto all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 40/2006 e coloro che aderivano alla tesi opposta.

La Suprema Corte ha chiarito che l’art. 27 D.Lgs. n. 40/2006, nel dettare la disciplina transitoria, assoggetta tutte le domande successive al 2 marzo 2006 alla nuova lettera della norma.

Infatti, non è ascrivibile al silenzio delle parti un significato diverso da quello del contesto normativo in cui la convenzione è stata stipulata ai sensi dell’art. 1368, comma secondo, c.c.

Dunque, lo ius superveniens è certamente in grado di privare di effetti giuridici una convenzione arbitrale ma non di mutarne, per il futuro, i termini del vincolo.

A nulla vale ritenere che le parti, stante l’intervenuto mutamento legislativo, avrebbero dovuto attivamente manifestare la propria volontà in proposito.

Dunque, la domanda promossa successivamente all’entrata in vigore della novella è impugnabile per errori nell’interpretazione delle norme sostanziali qualora la clausola arbitrale sia stata stipulata prima dell’entrata in vigore della novella.

Conclusioni. Stante quanto esposto, la Suprema Corte non ha ritenuto applicabile al caso di specie la sopra descritta fattispecie visto che la vertenza, avendo a oggetto l’invalidità di delibere assembleari, deve essere risolta in base all’art. 36 D. Lgs. n. 5/2003, quale norma derogatoria rispetto alla ordinaria disciplina di cui all’art. 829 c.p.c.

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

fornasier-alex

Fornasier Alex

L'Avvocato consiglia i clienti in procedimenti di contenzioso e risoluzione alternativa delle controversie (ADR), come l'arbitrato e la mediazione, con particolare attenzione al contenzioso immobiliare, tra cui controversie su proprietari e inquilini, applicazione della sicurezza, azioni di recupero crediti. Ha inoltre una competenza specifica in obbligazioni e contratti immobiliari, fornendo consulenza ai clienti su un'ampia gamma di contratti, sia controversi che non controversi


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

  • Rimani aggiornato sulle novità del mondo del diritto
  • Leggi i commenti alle ultime sentenze in materia civile, penale, amministrativo
  • Acquista con lo sconto le novità editoriali – ebook, libri e corsi di formazione

Rimani sempre aggiornato iscrivendoti alle nostre newsletter!

Iscriviti alla newsletter di Diritto.it e