Strutture sanitarie: lo smaltimento delle risorse idriche

Diritto Strutture sanitarie: risorse e scarichi idrici e rifiuti liquidi

Redazione

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di Damiano Fuschi

Lo scopo di questo lavoro è quello di estrinsecare gli aspetti normativi riferiti all’utilizzo e allo smaltimento delle risorse idriche da parte delle strutture sanitarie, siano esse pubbliche o private. Il decreto legislativo 152/2006 traccia i punti cardine di questa materia, che assume particolare rilevanza se riferita alla tutela ambientale e allo sfruttamento delle risorse.

La metodologia comparata ci consente di analizzare come le Regioni abbiano legiferato in tal senso, in virtù della libertà concessa dal Testo Unico Ambientale (d.lgs. 152/2006) agli enti locali, al fine di armonizzare al meglio esigenze di ordine economico o ambientale.

Per tale motivo si prende in analisi la Regione Lombardia che, con la regolamentazione in materia, si pone come riferimento nel panorama nazionale e in linea con i principi dettati dall’Unione Europea.

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Premessa

Le strutture sanitarie, gli ospedali pubblici, sia che siano enti ospedalieri o presidi delle Asl, gli ospedali religiosi riconosciuti, gli ambulatori, i gabinetti di analisi cliniche, le case di cura, gli IRCCS pubblici e privati, le Aziende Universitario-Ospedaliere e i Policlinici Universitari, nonché le case di riposo per anziani e le strutture protette, necessitano sia di approvvigionamento dal sistema idrico urbano, e cioè prevalentemente dall’acquedotto, che di scarichi idrici e della gestione dei rifiuti liquidi, tutte cose che devono avvenire secondo le normative statali e regionali in materia.

Ciò al fine di assicurare da un lato la purezza dell’acqua utilizzata e dall’altro la salvaguardia dell’ambiente da inquinamenti.

È, però, del tutto evidente che trattandosi di strutture sanitarie, volte alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione di pazienti, esse necessitano di particolari accorgimenti sia nella gestione della distribuzione dell’acqua all’interno delle strutture, che nelle operazioni di conferimento nei ricettori dei reflui e di gestione dei rifiuti liquidi.

Il complesso di queste operazioni deve esser volto, per un aspetto, a fornire agli utenti acqua del tutto potabilizzata, anche con standard superiori a quelli previsti per gli acquedotti e, per altro aspetto, ad evitare che, attraverso gli scarichi reflui o mediante la gestione dei rifiuti liquidi, possano diffondersi agenti patogeni pericolosi o radioattivi, tali da inquinare l’ambiente.

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