C’era una volta.. l’assicurazione

C’era una volta.. l’assicurazione

Bonfante Timothy

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“De li assicuratori”, Che quando fanno dette sicurtà è loro dolce cosa a toccare il danaio; ma, quando viene il disastro della perdita, è tutto il contradio, e ciascuno tira il culo indietro, e fanno volentieri senza pagare.

Francesco Di Maio Datini (mercante pratese  poi divenuto assicuratore)

 

Già, l’assicurazione. C’era una volta?

Oggi la conosciamo come il contratto con cui “l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana”.

Praticamente un soggetto, nel timore che si verifichi un evento spiacevole, “trasferisce” le verosimili conseguenze su un altro soggetto pagando una somma di denaro.

E sebbene oggi sia possibile assicurare davvero qualsiasi cosa (Jennifer Lopez e David Beckham saranno felici di fornirvi approfondimenti sulle parti  del corpo che hanno assicurato), citazioni – ce ne sono di numerose – come quella riportata ricordano invece che il bisogno di mettersi al riparo dai rischi (e l’idea di guadagnare assicurando) vengono da molto lontano.  

Da quanto lontano?

Neanche a dirlo, Egitto e Grecia hanno, come per molte invenzioni moderne, pure il “primato assicurativo”: tra piramidi e yogurt insipidi pare infatti siano nate le prime forme di mutualità assicurativa.

In un gruppo definito di persone venivano ripartite le spese derivanti dalla perdita di un carico o di una barca di uno degli altri membri dietro pagamento di una quota stabilita.

L’attività di assicuratore nasce invece in Italia con i mercanti medievali, che capirono per primi come l’altrui paura di un determinato evento sarebbe potuta diventare oggetto di commercium ove fatta oggetto di un contratto.

Gli studiosi collocano a Roma e a Pisa le prime vendite di contratti d’assicurazione allo scopo di tenere indenni i trasportatori dalle possibili perdite di merci e dai danni ai “veicoli” che potevano accadere nei lunghi viaggi intrapresi.

Chissà se conoscevano già concetti come l’utile prima delle imposte, il rapporto sinistri/premi e il  combined ratio.

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