Affidamento: è necessaria un’analisi dettagliata degli elementi emersi dagli accertamenti

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. VI civile - sentenza n. 16271 del 3-8-2016

E’ necessaria una analisi dettagliata di tutti gli elementi emersi dagli accertamenti svolti nel corso dell’attività giudiziaria per adottare una decisione corrispondente all’interesse del minore.

Aderire acriticamente alle risultanze degli accertamenti peritali espletati nel corso del procedimento giudiziario, omettendo di procedere ad una dettagliata analisi ed esauriente confronto delle valutazioni compiute nel corso dei due gradi del giudizio, obbliga gli Ermellini ad intervenire e cassare la sentenza impugnata che prescriveva l’affidamento di un minore ai servizi sociali. 

Ed invero, con sentenza n. 16271 del 03 agosto 2016, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dalla madre per omessa ed insufficiente motivazione circa la scelta della Corte di Appello di Milano di affidare il figlio minore ai servizi sociali, con collocamento in comunità terapeutica individuata dall’ente affidatario, recependo le risultanze della CTU di secondo grado, in luogo di quelle esperite nel primo grado, aderendovi acriticamente e non analizzando dettagliatamente le valutazioni compiute nel corso del giudizio di primo grado dal consulente tecnico, rendendo arduo il confronto con le valutazioni del CTU nominato nel corso del giudizio di secondo grado. In particolare, la motivazione non presenta una compiuta rappresentazione delle osservazioni effettuate, nel corso del giudizio, sul minore e sui suoi genitori e non consente di rendere chiaramente comprensibili e di confrontare le scelte indicate, come più confacenti all’interesse del minore, dagli ausiliari nominati nel corso dei due gradi di giudizio e dai periti di parte. Pertanto, solo all’esito della riconsiderazione di tutti gli elementi emersi dagli accertamenti svolti, potendo acquisire ulteriori elementi decisivi di valutazione derivanti dalla conclusione del percorso terapeutico cui ha fatto cenno la motivazione della sentenza impugnata, la Corte di appello di Milano potrà adottare una decisione corrispondente all’interesse del minore in merito al suo affidamento, verificando la possibilità di un rientro del minore presso uno dei genitori, ovvero confermando l’affidamento ai servizi sociali e la sua collocazione nella comunità che lo ospita.


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