Comunicato Stampa Consiglio Nazionale Forense 25/6/2010

Comunicato Stampa Consiglio Nazionale Forense 25/6/2010

di Redazione

Specializzazioni forensi: il Cnf approva il regolamento e spinge sul varo della riforma della professione

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25/06/2010 – Il presidente Alpa alla riunione promossa dall’Oua: “Fare pressing sul parlamento per l’approvazione della riforma forense. L’avvocatura deve appropriarsi della mediazione”.

Roma. Via alle specializzazioni forensi. Pressing sull’approvazione della riforma forense. Quanto alla mediazione: nessuna iniziativa che possa ritorcersi contro l’avvocatura con l’argomentazione di una chiusura corporativa.
E’ stata una giornata intensa per il Cnf quella di ieri. Il plenum, riunito nel pomeriggio in seduta amministrativa, ha approvato la bozza del regolamento sulle specializzazioni forensi, che ora verrà inviato gli Ordini e alle Associazioni per le osservazioni ai fini della predisposizione del testo definitivo, atteso il ritardo con il quale il parlamento sta affrontando la riforma della professione, ferma al senato. Al proposito, il presidente del Cnf Guido Alpa, intervenuto in mattinata a Roma alla riunione dell’avvocatura promossa dall’Oua, ha richiamato gli avvocati a non abbassare la guardia e a sollecitare fermamente le camere ad approvare la riforma.
“Ci hanno riferito che oggi il presidente della commissione giustizia del Senato, Filippo Berselli, intervenuto ad un convegno in Abruzzo, ha auspicato l’approvazione entro luglio al senato. Ulteriori ritardi non sarebbero giustificabili: l’avvocatura ormai attende da troppo tempo”.
Sull’altro fronte caldo, quello della mediazione Alpa ha ribadito la posizione del Cnf già riportata nella circolare 18-C-2010 di martedì scorso. In quel documento il Cnf ha rilevato tutti gli aspetti critici della normativa, che possono inficiare l’efficacia e il successo della riforma suggerendo di raccogliere firme per la presentazione di un progetto di legge di modifica. Tra questi, l’obbligatorietà, il rinvio dell’attuazione della legge, la sola sanzione disciplinare per omessa informativa al cliente. Non solo.
Il Cnf ha indicato agli Ordini, che potranno costituire gli organismi di conciliazione, in attesa della auspicata riforma, le opzioni che è possibile inserire nel regolamento di conciliazione per garantire un servizio efficace e qualificato al cittadino: la presenza della difesa tecnica, il mediatore-avvocato, la scelta dei tempi e delle materie in cui offrire la conciliazione.
“Ci sono diverse ragioni per cui l’avvocatura non deve dirsi contraria alla mediazione in sé ma se ne deve appropriare chiedendo e battendosi perché sia corretta, a favore dei cittadini. Perché la tutela dei loro diritti è una nostra missione”, ha spiegato ieri Alpa agli avvocati riuniti a Roma. “In Francia sostengono che gli avvocati italiani sono contro le Adr per questioni di corporazione. Dovremmo ritenerci offesi e piuttosto insistere perché la conciliazione sia fatta da conciliatori qualificati e non sono certo 50 ore di formazione a garantirne la preparazione. Il conciliatore dovrà necessariamente essere un giurista”. Sul tema delle iniziative da assumere Alpa ha avvisato: “credo che sia importante che in questa fase di crisi, in cui tutto il paese versa, le nostre iniziative non si prestino ad essere utilizzate contro noi stessi, per far dire a qualcuno che gli avvocati non vogliono la conciliazione perché perdono economicamente. La nostra battaglia è ben altra. E comunque l’avvocatura dovrà sempre spendere la carta della propria dignità” .
Regolamento sulla specializzazione. E sempre sul tema della qualificazione della professione insiste la bozza di regolamento sulle specializzazioni, approvata ieri in seduta amministrativa, nel solco tracciato dalla riforma della professione, in situazione di stallo.
Ecco i punti qualificanti della disciplina: il diploma di specializzazione potrà essere conseguito dall’ l’avvocato iscritto da almeno quattro anni all’albo, che abbia frequentato scuole o corsi di alta formazione per almeno due anni (200 ore di formazione) e che abbia sostenuto un esame (scritto e orale) presso il Cnf, unico ente titolato a rilasciare il diploma di specialista. Le scuole e i corsi di alta formazione potranno essere organizzati dalle associazioni forensi o altri soggetti ma dovranno essere riconosciuti dal Cnf, che vigilerà sulla qualità del programma, ed iscritti in un apposito registro. In sede di prima applicazione sono inserite di diritto nel registro le associazioni specialistiche riconosciute come maggiormente rappresentative in seno al Congresso nazionale forense. L’esame consisterà in una prova scritta, e due prove orali, di cui una per dimostrare il possesso di una esperienza pregressa nella materia, superiore alla media. Undici sono le macro aree del diritto in cui ci si potrà specializzare: diritto civile, diritto commerciale, diritto industriale, di famiglia/persone/minori, lavoro, amministrativo, navigazione, penale, internazionale e comunitario. Si è scelta la strada delle macro-aree (così come in Germania) come opportuno contemperamento tra il “vantaggio competitivo” offerto dalla specializzazione e “la limitazione” che comunque potrebbe derivarne. Ogni avvocato specialista dovrà curare il proprio aggiornamento professionale, conseguendo nel triennio almeno 60 crediti formativi specialistici. L’abuso del titolo costituisce illecito disciplinare.

Claudia Morelli
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media

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