Parentela, i parenti di primo grado 

Parentela, i parenti di primo grado 

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

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A norma dell’articolo 74 del codice civile, la parentela è il rapporto che unisce coloro che discendono da una stessa persona, denominata stipite o capostipite.

I soggetti sono legati tra loro da una consanguineità e sono parenti, ad esempio il padre con il figlio o il nonno con il nipote.

In relazione ai primi, secondo una legge del 2012, la parentela non sorge in modo esclusivo nel caso di figli nati nel matrimonio, ma anche in quello di figli nati fuori del matrimonio o adottati.

Si tratta di un’innovazione importante, prima dell’entrata in vigore della legge i figli nati da persone non sposate tra loro, non erano legati da nessun vincolo ai parenti del padre e della madre, ad esempio zii e nonni.

Per gli adottati la parentela legale, che nasce dal rapporto di adozione, è equiparata alla parentela naturale.

Con l’adozione l’adottato fa parte della famiglia dell’adottante a pieno titolo, assumendo il normale rapporto di parentela con i parenti dei genitori adottivi.

Il grado di parentela non cessa se i genitori si separano e neanche se il matrimonio viene annullato, ad esempio perché uno dei due coniugi era incapace di intendere e volere al momento dell’atto, o dichiarato nullo.

Non esistono rapporti di parentela nelle così dette famiglie allargate, non si crea nessun vincolo di parentela tra i figli di due soggetti che si uniscono tra loro.

Quando esiste un legame di sangue tra due o più persone che hanno in comune un unico capostipite, per determinare l’intensità della parentela bisogna distinguere tra parenti in linea retta e parenti in linea collaterale.

La parentela in linea retta è quella che lega le persone che discendono l’uno dall’altra, ad esempio padre e figlio, nonno e nipote.

La parentela in linea collaterale si ha tra persone che hanno uno stipite in comune ma non discendono l’uno dall’altra, ad esempio i fratelli o lo zio e il nipote.

I gradi di parentela

Il grado di parentela è la “distanza” che esiste in termini di discendenza tra coloro che appartengono a una stessa famiglia.

Il grado di parentela si calcola sia per i parenti in linea retta sia in linea collaterale ma nel calcolo si utilizzano metodi diversi.

Nella linea retta i gradi si calcolano contando le generazioni ed escludendo dal conteggio lo stipite in comune.

Nella linea collaterale i gradi si calcolano partendo dalla persona considerata e si arriva allo stipite in comune, che va escluso, e discendendo sino all’altra persona della quale si vuole stabilire il grado.

La legge pone un limite alla parentela, che si calcola sino al sesto grado, sia in relazione alla linea retta sia in relazione alla linea collaterale.

La relazione tra parentela e adozione

L’adozione genera un vincolo di parentela di primo grado tra i genitori adottanti e l’adottato uguale a quello che esiste tra genitori e figli nati durante il matrimonio o al di fuori del matrimonio.

Con l’adozione cessa ogni legame tra il minore e la sua famiglia di origine.

Il minore adottato assume e trasmette il cognome dei genitori che lo prendono in adozione, e diventa parente dei familiari del padre e della madre.

Sarà fratello, nipote, cugino, dei soggetti che fanno parte della famiglia paterna e della famiglia materna.

Nel calcolo dei gradi di parentela si dovranno utilizzare gli stessi metodi sopra scritti.

Anche per la determinazione della parentela in linea retta o in linea collaterale si dovrà considerare lo stipite in comune, rappresentato dal nonno o da un genitore, arrivando sino al sesto grado.

La parentela nei confronti di alimenti ed eredità

Il vincolo di parentela acquista rilievo anche in relazione con alcuni obblighi specifici previsti dalla legge.

I parenti di una persona che si trova in stato di bisogno e non riesce a provvedere a sé stessa, sono obbligati a versarle gli alimenti [4], ognuna in relazione alle proprie capacità economiche.

A norma dell’articolo 433 del codice civile, l’ordine dei parenti tenuti al versamento degli alimenti inizia da quelli più prossimi:

il coniuge, i figli e in loro assenza, i nipoti, e altri.

Il soggetto che versa in condiziono di bisogno, si deve rivolgere innanzitutto a quelli più vicini e se questi non sono in grado di soddisfarlo, a coloro che nell’elenco vengono dopo.

Nell’elenco, i parenti di primo grado  occupano i primi posti.

La differenza tra parentela e affinità

L’affinità è diversa rispetto alla parentela e non si deve confondere con la stessa.

A norma dell’articolo 78 del codice civile, l’affinità è il legame che unisce un coniuge con i parenti dell’altro coniuge.

Il grado di affinità del coniuge con i parenti dell’altro coniuge è analogo a quello della parentela sia nella linea retta sia in quella collaterale.

Ad esempio genero e nuora sono affini in linea retta di primo grado, e il grado di parentela che esiste tra la moglie e la madre della moglie è di primo grado.

Il vincolo di affinità non viene meno con la morte del coniuge, ma a seguito della dichiarazione di nullità del matrimoni.

Allo stesso modo della parentela anche l’affinità rileva sino al sesto grado.

Sul punto:”Linee e gradi di parentela”

Il coniugio

Il rapporto che esiste tra marito e moglie, non è un reale rapporto di parentela.

Tra marito e moglie non esiste rapporto di parentela e neanche di affinità ma una relazione diretta di coniugio.

Il coniugio è il rapporto che lega marito e moglie e che obbedisce al principio dell’uguaglianza giuridica dei coniugi.

Quando sussiste un rapporto di coniugio tra due persone, si determina l’impossibilità per le stesse di contrarre un altro matrimonio valido.

L’articolo 143 del codice civile individua i doveri inderogabili che sono connessi al rapporto di coniugio: l’obbligo di fedeltà, di assistenza e di collaborazione, di coabitazione, di contribuzione ai bisogni della famiglia.

L’articolo 144 del codice civile, stando al principio costituzionale di uguaglianza, rappresenta il principio dell’accordo.

I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.

A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo che viene concordato.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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