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In materia di abuso edilizio, la concessione in sanatoria si estende anche ai c.d. reati satelliti

Redazione

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL GIUDICE MONOCRATICO
Dott. xxxxx
ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Nel processo penale

CONTRO

xxxx xxxxx nato a xxxxx il xxxxxx ivi residente in Via xxxxxxx, elettivamente domiciliato in
xxxxxxxx difeso di fiducia dall’avv. ***************** del Foro di Palermo e dall’Avv. *********************** del Foro di Palermo

– LIBERO – CONTUMACE
IMPUTATO

a) della contravvenzione p.e.p. Dalla letetra b) dell’art. 44 del D.P.R. n. 380/2001, 81 c.p. per
aver , in qualità di proprietario/committente dei lavori, iniziato, continuato ed eseguito in
assenza del prescritto permesso a costruire, nell’immobile sito a xxxxx, le seguenti opere:
magazzino aventi dimensioni di 7,80 x 6,00 metri con struttura costituita da pilastri e capriate
in ferro su fondazione in cemento armato, tamponamento e copertura in lastre di lamiera
grecata verniciata. Porzione di fabbricato aventi dimensioni di: 3,90 x 5,70 metri; 2,20 x 3,40
metri con struttura portante in cemento armato.
b) delle contravvenzioni p.e p. dagli articoli 64, 71, 65 e 72 del D.P.R. n. 380/2001, art. 81
c.p., perchè in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, nella medesima qualità,
realizzava le strutture in cemento armato di cui al capo a), senza il progetto esecutivo e la
direzione di un professionista abilitato e la prescritta denuncia d’inizio lavori all’ufficio del
Genio Civile.
c) delle contravvenzioni p.e p. dagli articoli 83 e 95 del D.P.R. n. 380/2001, art. 81 c.p.,perchè
in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, nella medesima qualità, realizzava le
strutture in cemento armato di cui al capo a), senza avere rispettato le norme e le prescrizioni
tecniche contenute nei decreti ministeriali vigenti; omettendo di denunziare l’inizio dei lavori
alle competenti autorità e senza avere ottenuto la prescritta
autorizzazione scritta da parte dell’Ufficio tecnico Regionale.
In Valeldolmo, accertati tutti il 09.04.2010.

MOTIVAZIONE

A seguito di decreto di citazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini
Imerese, l’imputato veniva tratto a giudizio dinanzi a questo Tribunale per rispondere dei
reati di cui alla rubrica.
Al dibattimento, esaurita l’esposizione introduttiva del P.M. e le richieste di prova dallo stesso
formulate, il difensore dell’imputato produceva la documentazione relativa al rilascio della
concessione in sanatoria delle opere abusive allo stesso contestate.
Indicati gli atti utilizzabili, le parti concludevano come da separato verbale di causa in atti, a
cui si allegava apposita memoria difensiva del difensore dell’imputato.
Ciò posto, osserva il giudicante, che la produzione documentale in atti depositata attesta la
coincidenza tra contestato all’imputato ed esposto dal P.M. In sede dibattimentale e l’oggetto
del provvedimento amministrativo di autorizzazione in sanatoria del Comune di Valledolmo
rilasciata in data 21 febbraio 2013.
Risulta altresì che l’imputato ha regolarmente versato, ai sensi dell’art. 13 della Legge n. 47
del 1985, a titolo di oblazione, il contributo di concessione edilizia in misura doppia.
Pertanto, in applicazione di quanto previsto dal comma 3° dell’art. 22 della Legge n. 47 del
1985, deve dichiararsi di non doversi procedere procedere nei confronti dell’odierno imputato,
in ordine a tutti i capi d’imputazione, per estinzione dei reati dovuta ad intervenuto rilascio
del provvedimento amministrativo in sanatoria.
P.Q.M.
Visti gli articoli 531 c.p.p. e 13 della Legge n. 47 del 1985
DICHIARA
di non doversi procedere a carico di xxxxx in ordine a tutti i reati ascrittigli perchè estinti per
intervenuto rilascio di concessione in sanatoria.
Termini Imerese, 21 maggio 2013
Trenta giorni per la motivazione.
Il Giudice

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