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Tribunale di Pistoia – I sez. civ. – sentenza n. 794 del 10-10-2018

Ginevra Gaspari

Due obblighi sono quelli principali sussistenti a carico dell’intermediario e vengono cristallizzati all’art. 21 d.lgs. 5\1998 oltre che agli artt. da 26 a 31 del Regolamento Consob. Tali obblighi vanno, poi, valutati secondo il parametro rigoroso della diligenza dell’operatore qualificato, ex art. 1176 c.c., come, peraltro, dedotto da parte attrice, considerato che la banca è soggetto altamente qualificato, dal quale ci si aspetta un onere informativo superiore alla media di cui deve rendere edotto l’investitore che è, di regola, soggetto inesperto.

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Tribunale di Verona – II sez. civ. – ordinanza n. 51 del 24-03-2016

Ginevra Gaspari

L’effettività della mediazione si realizza sic et simpliciter nel mettere le parti nella condizione di prendervi parte, all’interno della cornice procedimentale che la legge predispone come obbligatoria, senza che tuttavia il perseguimento dello scopo dell’effettività della mediazione possa essere ‘forzato’ sino al punto di ritenere non assolta la condizione di procedibilità anche quando la parte, all’esito del primo incontro con il mediatore, rifiuti di proseguire con la mediazione manifestando la chiara e ferma volontà che la controversia sia conosciuta dall’autorità giudiziaria, cioè dall’organo cui l’ordinamento costituzionale conferisce l’attribuzione dei poteri giurisdizionali; ritenuto che, per quanto detto, non può in alcun modo condividersi l’assunto pure sposato da vari Tribunali secondo il quale l’art. 8 del d.lgs. 28/2010 deve essere interpretato “…nel senso di attribuire al mediatore il compito di verificare l’eventuale sussistenza di concreti impedimenti all’effettivo esperimento della procedura e non già quello di accertare la volontà delle parti in ordine all’opportunità di dare inizio alla stessa”

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Tribunale di Vasto ordinanza del 29 gennaio 2018

Ginevra Gaspari

La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri

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Tribunale di Taranto – I sez. civ. -sentenza del 28-08-2017

Ginevra Gaspari

Il dibattito giurisprudenziale sul tema non consente di delibare la richiesta risarcitoria per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., non essendo supportata da idonea prova quanto al dolo ed alla colpa grave nella proposizione dell’opposizione a decreto ingiuntivo, atteso che “la condanna per responsabilità processuale aggravata, per lite temeraria, quale sanzione dell’inosservanza del dovere di lealtà e probità cui ciascuna parte è tenuta non può derivare dal solo fatto della prospettazione di tesi giuridiche riconosciute errate dal giudice, occorrendo che l’altra parte deduca e dimostri nell’indicato comportamento dell’avversario la ricorrenza del dolo o della colpa grave, nel senso della consapevolezza, o dell’ignoranza, derivante dal mancato uso di un minimo di diligenza, dell’infondatezza delle suddette tesi” (cfr. Cass. civ. sez. III 30.06.10 n. 15629), tuttavia la totale carenza di contestazione del credito nel merito è condotta da valutare ai fini della liquidazione del compenso a carico del soccombente

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Tribunale di Roma – XIII sez. civ. – sentenza del 06-10-2018

Ginevra Gaspari

Stabilita la natura della responsabilità, il Giudice è passato poi a verificare l’esistenza del contratto tra le parti, del nesso di causalità e della condotta colposa, non mancando di ricordare il principio sancito dalle Sezioni Unite circa l’onere probatorio. Secondo consolidata giurisprudenza, infatti, è onere del paziente provare sia l’esistenza del contratto, sia il nesso causale tra l’insorgenza, o l’aggravamento della patologia, e il danno lamentato, rimanendo, poi, a carico del debitore dimostrare che l’inadempimento non vi è stato oppure che pur esistendo esso non è stato eziologicamente rilevante.

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Tribunale di Catanzaro – II sez. civ. – sentenza n. 489 del 21-03-2018

Ginevra Gaspari

In tema di responsabilità civile, il nesso causale è regolato dal principio di cui agli artt. 40 e 41 cod. pen., per il quale un evento è da considerare causato da un altro se il primo non si sarebbe verificato in assenza del secondo, nonché dal criterio della cosiddetta causalità adeguata, sulla base del quale, all’interno della serie causale, occorre dar rilievo solo a quegli eventi che non appaiano – ad una valutazione “ex ante” – del tutto inverosimili, ferma restando, peraltro, la diversità del regime probatorio applicabile, in ragione dei differenti valori sottesi ai due processi: nel senso che, nell’accertamento del nesso causale in materia civile, vige la regola della preponderanza dell’evidenza o del “più probabile che non”, mentre nel processo penale vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio”. Ne consegue, con riguardo alla responsabilità professionale del medico, che, essendo quest’ultimo tenuto a espletare l’attività professionale secondo canoni di diligenza e di perizia scientifica, il giudice, accertata l’omissione di tale attività, può ritenere, in assenza di altri fattori alternativi, che tale omissione sia stata causa dell’evento lesivo e che, per converso, la condotta doverosa, se fosse stata tenuta, avrebbe impedito il verificarsi dell’evento stesso.”

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