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Tribunale di Lecce – I sez. pen. -ordinanza del 09-09-2020

Ginevra Gaspari

La Prima sezione penale collegiale del Tribunale di Lecce, con ordinanza 09.09.2020 , ha sollevato questione di legittimità costituzionale per contrasto con gli articoli 24 e 111 della Costituzione dell’articolo 438 co. 6 cpp – come novellato dalla L. 33/2019 – e, conseguentemente alla interpretazione offerta nell’ordinanza in commento, anche dell’art. 458 co. 2 cpp.

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Tribunale di Massa sentenza del 15-06-2020

Ginevra Gaspari

Nel caso di specie l’immotivata mancata partecipazione dei convenuti alla mediazione, in una vicenda che per rilevanza, contenuti e conflittualità personale tendenzialmente emulativa (poste le querele, i referti e le stesse modalità narrative e argomentative spese nei rispettivi atti) ben poteva essere risolta a livello stragiudiziale, hanno condotto il giudice a ritenere integrata la fattispecie di abuso del processo ex art. 96 c.p.c.
Tale statuizione viene motivata proprio in quanto la controversia dedotta in giudizio si sarebbe potuta agevolmente risolvere senza ricorrere all’autorità giudiziaria se, semplicemente, i convenuti avessero raccolto l’invito del ricorrente a esperire il procedimento di mediazione. Si ravvisa, difatti, in capo ai convenuti – illustra il giudice – l’elemento soggettivo della mala fede, reso ancor più evidente da ripetuti comportamenti dilatori che contrastano con il principio di ragionevole durata del processo presidiato a livello costituzionale dall’art. 111, comma 2, e dalle fonti di diritto internazionale testé citate.

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Tribunale del Riesame di Lecce sentenza del 03-12-2020

Ginevra Gaspari

Va dichiarata inammissibile l’istanza di riesame ex art. 309 c.p.p. presentata dal difensore nell’interesse di indagato irreperibile de facto, nei confronti del quale il Giudice che ha adottato il provvedimento coercitivo non abbia ancora emesso il decreto di latitanza ai sensi degli artt. 295-296 c.p.p. e non abbia ancora provveduto alla notificazione dell’ordinanza cautelare ai sensi dell’art. 165 c.p.p., mediante consegna nelle mani del difensore.

La nomina sostitutiva del difensore di fiducia prevista dall’art. 96 comma 3 c.p.p. può essere effettuata solo qualora l’imputato (o indagato) si trovi in una delle tre condizioni ivi espressamente indicate (arresto, fermo o custodia cautelare), non risultando applicabile tale disposizione né in riferimento all’irreperibile né in relazione al latitante: è, pertanto, inammissibile l’istanza di riesame ex art. 309 c.p.p. formulata dal difensore irritualmente nominato.

La nomina sostitutiva riservata dall’art. 96 comma 3 c.p.p. ai “prossimi congiunti” non è estensibile al convivente more uxorio; conseguentemente, è inammissibile l’istanza di riesame formulata dal difensore di fiducia nominato, ai sensi di detta disposizione, dal convivente dell’indagato.

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Tribunale di Salerno – I sez. civ. – sentenza del 13-10-2020

Ginevra Gaspari

Sulla base di tale motivazione il Tribunale ha ritenuto che l’intero contratto di fideiussione è affetto da nullità perché conforme allo schema contrattuale elaborato dall’ABI, con la conseguenza che, essendo la garanzia personale dall’opponente sottoscritta nulla, non vi è alcun obbligo per lo stesso nei confronti della Banca opposta di corrispondere la somma oggetto di ingiunzione.

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Tribunale di Grosseto ordinanza del 16-07-2020

Ginevra Gaspari

Non è riconoscibile in Italia ai sensi del regolamento UE n. 1215 del 2012 una sentenza inglese che abbia delibato alcuni lodi arbitrali emessi nel Regno Unito.

Una simile sentenza, infatti, rientra nella disposizione dell’art. 1, comma 2, lett. d) di tale regolamento che esclude dall’ambito di applicazione del regolamento stesso “l’arbitrato”. Essa, infatti, non contiene alcun accertamento in merito al rapporto obbligatorio intercorso tra le parti, ma assume i lodi arbitrali quale titolo per la condanna secondo la procedura tutta inglese dell’enforcement by action (procedura volta a conferire al lodo arbitrale l’attitudine ad essere suscettibile di esecuzione forzata). 

Il fatto che il provvedimento sia qualificabile come sentenza non lo rende automaticamente riconoscibile in Italia ai sensi del regolamento n. 1215, dovendosi dare rilievo al contenuto del provvedimento in cui i lodi sono stati trasfusi per dare esecuzione nel Regno Unito alle pronunce rese dai collegi arbitrali inglesi.

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