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T.A.R. Abruzzo – I sez. – sentenza n. 333 del 05-11-2018

Ginevra Gaspari

In tal senso depone peraltro la stessa giurisprudenza richiamata nel provvedimento impugnato (cfr Cons. St. n. 5285 cit.) laddove si è persino ritenuta “ultronea” la presentazione di un’istanza di proroga in presenza di un factum principis imputabile alla stessa amministrazione procedente, tenuto conto dell’effetto conformativo derivato da un giudicato amministrativo di annullamento con la motivazione che: “l’interessato va reintegrato nella stessa posizione sostanziale in cui si sarebbe trovato in assenza degli atti comunali illegittimi”

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T.A.R. Campania – I sez. – sentenza n. 6691 del 19-11-2018

Ginevra Gaspari

E’ nulla la clausola del bando di gara che impone a pena di esclusione che, in caso di avvalimento, l’impresa ausiliata debba essere in possesso di propria attestazione SOA, dal momento che la disciplina dell’istituto dell’avvalimento di cui all’art. 89 del d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50 non riconosce alcun potere alla stazione appaltante di introdurre condizioni limitative o, comunque, restrittive dell’avvalimento, tantomeno di sanzionarne la mancanza con l’immediata esclusione del concorrente.

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T.A.R. Lazio – III sez. – sentenza n. 10485 del 09-11-2018

Ginevra Gaspari

Si configura conforme al generale paradigma aquiliano di cui all’art. 2043 cod. civ. la fattispecie in cui siano ravvisabili: a) un provvedimento che ha illegittimamente statuito sull’interesse pretensivo della parte privata negandone il soddisfacimento; b) un danno economico per perdite subite (corrispondente ai costi progettuali, amministrativi e professionali inutilmente sostenuti; c) un nesso di causalità tra il primo ed il secondo, sul quale non può ritenersi che possa avere inciso, con effetto escludente dell’ammontare risarcitorio, l’omessa sperimentazione degli strumenti di tutela previsti (comma 3, ult. periodo, art. 30 cit.), sulla base di quanto sopra ampiamente esposto.

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Tar Salerno sentenza n. 1687 del 22-11-2018

Ginevra Gaspari

L’ordinanza di demolizione, anche ove disposta d’ufficio in danno del privato, per la sua  natura di atto urgente dovuto e rigorosamente vincolato, non implicante valutazioni  discrezionali, ma risolventesi in meri accertamenti tecnici, fondato, cioè, su un  presupposto di fatto rientrante nella sfera di controllo del soggetto interessato, non
richiede apporti partecipativi di quest’ultimo

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T.A.R. Lazio – III bis – sentenza n.10862 del 12-11-2018

Ginevra Gaspari

Del resto, già l’Adunanza Plenaria aveva precisato (n. 14/2011) « .. se si considera che i nominativi dei soggetti in graduatoria sono ben noti a tutti, potrebbe indebitamente interferire sulla decisione di utilizzare o meno la graduatoria (ove l’amministrazione avesse mano libera in tal senso), il maggiore o minore gradimento che i soggetti che vi si trovano incontrano presso l’ente che deve provvedere all’assunzione». Invero (v. Cons. St., V, 31.7.2012, n. 4329) “l’opzione di riconnettere una discrezionalità limitata all’amministrazione circa le modalità di assunzione, accordando tendenziale preferenza allo scorrimento, è maggiormente rispettosa dei principi di trasparenza ed imparzialità, trattandosi di assunzione che avviene allorché sono noti i soggetti in gradutoria e tale circostanza potrebbe indebitamente interferire sulla decisione di utilizzare o meno la graduatoria”. E, in termini ancora più esplici e irretrattabili si è pronunciato il Consiglio di Stato (sez. VI, n. 1012/2012), quasi preludendo alla disciplina legislativa poi introdotta nel 2013 (ma spesso elusa con interpretazioni disinvolte e censurabili di alcune amministrazioni), allorquando precisa che la norma “non facoltizza, bensì impone all’amministrazione… di utilizzare, nell’assunzione di personale le graduatorie esistenti se si siano resi vacanti posti in organico: lo scorrimento della graduatoria corrisponde infatti ad un evidente interesse pubblico di economicità e speditezza dell’azione amministrativa di reclutamento del personale.
L’obbligo imposto … non è di assumere, bensì di scorrere la graduatoria. Perciò se è legittima una decisione di non assumere se non sussistono le condizioni per così operare, non è legittima la decisione, conseguente alla determinazione di coprire il posto quando si è in presenza di una graduatoria ancora utilizzabile, che stabilisca di prescindere dalla medesima”.

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T.A.R. Calabria – I sez. – sentenza n. 1888 del 09-11-2018

Ginevra Gaspari

All’amministrazione regionale non è consentito, sulla base dei medesimi elementi fattuali presi in considerazione in un parere motivato già dalla stessa reso e in ragione delle criticità già messe in evidenza, intervenire nuovamente nella procedura, concludendo, in contrasto con le determinazioni del Comune. E’ pertanto illegittima l’attività per mezzo della quale l’amministrazione regionale ecceda rispetto alle funzioni attribuitele dalla legge e eserciti poteri di surroga dell’amministrazione comunale, le cui determinazioni non siano state ritenute condivisibili, in assenza di un referente normativo che glieli attribuisca

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T.A.R. Puglia – III sez. – sentenza n. 1466 del 09-11-2018

Ginevra Gaspari

P.A. non è tenuta a fornire al riguardo le specifiche ragioni della scelta di un luogo piuttosto che di un altro, rimanendo inibita al sindacato giurisdizionale sull’eccesso di potere ogni possibilità di sovrapporre una nuova graduazione di interessi in conflitto alla valutazione che di essi sia stata già compiuta dall’organo competente, in quanto profilo attinente alla discrezionalità tecnica e, quindi, al merito dell’azione amministrativa, salvo che la scelta risulti manifestamente illogica o abnorme e tale vizio sia rilevabile prima facie.

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T.A.R. Lazio – III sez. – ordinanza n. 10654 del 05-11-2018

Ginevra Gaspari

Se i principi in tema di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, di cui agli articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), gli artt. 15 e 16 della direttiva 2002/21/CE, i principi in materia di tutela del pluralismo delle fonti d’informazione e della concorrenza nel settore radiotelevisivo di cui alla Direttiva 2010/13/UE sui Servizi di media audiovisivi e alla direttiva 2002/21/CE ostino ad una disciplina nazionale come il d.lgs. 177/2005, che nei commi 9 e 11 dell’art. 43, sottopone a soglie di sbarramento molto diverse (rispettivamente, del 20% e del 10%) i “soggetti tenuti all’iscrizione nel registro degli operatori di comunicazione, costituito ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera a), n. 5 della legge 31 luglio 1997, n. 249” (ovvero i soggetti destinatari di concessione o autorizzazione in base alla vigente normativa, da parte dell’Autorità o di altre Amministrazioni competenti, nonché le imprese concessionarie di pubblicità comunque trasmessa, le imprese editrici etc., di cui al comma 9) rispetto alle imprese operanti nel settore delle comunicazioni elettroniche, come in precedenza definito (nell’ambito del comma 11).

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Tar Campania – II sez. – sentenza n. 6350 del 29-10-2018

Ginevra Gaspari

Va esclusa l’applicabilità del condono edilizio del 2003 alle nuove costruzioni non residenziali, ai sensi dell’art. 32, comma 25, del decreto legge n. 269/2003. Ai sensi dell’art. 35 della legge n. 47/1985, il silenzio assenso previsto in tema di condono edilizio non si forma solo in virtù dell’inutile decorso del termine prefissato per la pronuncia espressa dell’amministrazione comunale e dell’adempimento degli oneri documentali ed economici necessari per l’accoglimento della domanda, ma occorre, altresì, la prova della ricorrenza di tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi ai quali è subordinata l’ammissibilità del condono, tra i quali rientra, dal punto di vista oggettivo per il condono del 2003, il fatto che l’immobile ad uso residenziale risulti ultimato, ossia completato al rustico, entro il 31 marzo 2003.

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T.A.R. Lazio – III bis sez. – sentenza n. 10159 del 19-10-2018

Ginevra Gaspari

Principio sostanzialistico di assimilazione delle prestazioni svolte sulla base di un formale contratto di lavoro con quelle svolte invece sulla base di un contratto di assegno di ricerca, il quale in realtà configura comunque una prestazione d’opera contrassegnata da elementi di subordinazione, dalla continuità ed esclusività delle prestazioni e dall’impiego di mezzi ed attrezzature nella disponibilità del datore di lavoro nonché nella natura fissa della retribuzione, corrisposta oltretutto a cadenza determinate, solitamente mensili e l’inserimento del lavoratore nell’organizzazione del datore di lavoro e l’assoggettamento al potere direttivo di questi.

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