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Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 31234 del 04-12-2018

Ginevra Gaspari

Il diritto all’autodeterminazione rappresenta una forma di rispetto per la libertà dell’individuo, ed è uno strumento volto al perseguimento e alla tutela del suo interesse ad una compiuta informazione sulle prevedibili conseguenze del trattamento, sul possibile verificarsi di un aggravamento delle condizioni di salute, sull’eventuale impegno, in termini di sofferenze del percorso riabilitativo post-operatorio. La conoscenza di tale informazioni permette il paziente di operare delle scelte come quella di scegliere tra le diverse opzioni di trattamento medico, quella di acquisire ulteriori pareri di altri sanitari, o di rifiutare l’intervento, o di optare per il permanere della situazione patologica.

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – sentenza del 07-02-2018

Ginevra Gaspari

La natura unitaria e onnicomprensiva del danno non patrimoniale, secondo l’insegnamento della Corte Costituzionale e delle Sezioni Unite di questa Corte (Cost. 233/2003 e Cass. S.U. n.26972/2008), deve essere interpretata rispettivamente nel senso di unitarietà rispetto a qualsiasi lesione di un interesse o valore costituzionalmente protetto e non suscettibile di valutazione economica e come obbligo per il giudice di merito di tenere conto ai fini risarcitori di tutte le conseguenze modificative in pejus della precedente situazione del danneggiato derivanti dall’evento danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, procedendo, in sede di compiuta, approfondita ed esaustiva istruttoria, ad un accertamento concreto e non astratto della vicenda di danno, all’uopo dando ingresso a tutti i necessari mezzi di prova, ivi compresi il fatto notorio, le massime di esperienza e le presunzioni.

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 25371 del 21-08-2018

Ginevra Gaspari

Va, in proposito, rammentato che “il mancato esame di un  documento può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui  determini l’omissione di motivazione su un punto decisivo della  controversia e, segnatamente, quando il documento non esaminato  offra la prova di circostanze di tale portata da invalidare, con un  giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre  risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del  giudice di merito, di modo che la «ratio decidendi» venga a trovarsi priva di fondamento” (Cass. Sez. 3, ord. 20 giugno 2018, n. 16812, Rv. 649421 – 01), identificandosi, nella sostanza, il fatto decisivo in
quello “idoneo a determinare un esito diverso della controversia”

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Corte di Cassazione – sez. civ. lavoro – ordinanza n. 22078 del 11-09-2018

Ginevra Gaspari

In tema di danni da vaccinazione obbligatoria, la sussistenza del nesso causale tra la somministrazione vaccinale e il verificarsi del danno alla salute deve essere valutata secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica ispirato al principio “del più probabile che non”, da ancorarsi non esclusivamente alla determinazione quantitativo- statistica delle frequenze di classe di eventi (cd. probabilità quantitativa), ma riconducendone il grado di fondatezza all’ambito degli elementi di conferma disponibili nel caso concreto (cd. probabilità logica).

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Corte di Cassazione – sez. tributaria civ. – sentenza n. 28684 del 09-11-2018

Ginevra Gaspari

La Suprema Corte, con sentenza n. 28684/2018 ha statuito che gli atti di costituzione in giudizio e le controdeduzioni, i ricorsi in appello, i ricorsi per Cassazione proposti dall’AdER per mezzo di un avvocato del libero foro sono invalidi; da ciò ne discende l’inammissibilità delle domande giudiziali avanzate e l’inutilizzabilità delle deduzioni e della documentazione depositata nei fascicoli processuali.

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – sentenza n. 22800 del 26-09-2018

Ginevra Gaspari

In particolare gli Ermellini hanno rilevato che la Corte D’appello ha reso una motivazione non congrua in ordine alla decisione presa, giungendo ad individuare il contenuto e, soprattutto, l’ampiezza della transazione attraverso circostanze ad essa estranee, articolando il ragionamento in relazione solo alla manifestazione di volontà del ginecologo, non dando rilievo, invece, alla tardività con cui lo stesso aveva espresso tale volontà, avendo dichiarato l’intenzione di profittare dell’accordo transattivo solo in fase di appello.

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Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 29506 del 16-11-2018

Ginevra Gaspari

Valutando la possibilità di escludere l’operatività della preclusione o della decadenza derivante dall’overruling (in tal caso: originaria) nei confronti della parte che abbia confidato incolpevolmente nella consolidata precedente interpretazione della regola stessa (secondo i tracciati interpretativi dominanti al momento della modifica legislativa), la quale, sebbene soltanto sul piano fattuale, aveva comunque creato l’apparenza di una regola conforme alla legge del tempo 

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – sentenza n. 28111 del 05-11-2018

Ginevra Gaspari

L’uso paritetico della cosa comune, che va tutelato, deve essere compatibile con la ragionevole previsione dell’utilizzazione che in concreto faranno gli altri condomini della stessa cosa, e non anche della identica e contemporanea utilizzazione che in via meramente ipotetica e astratta essi ne potrebbero fare (ex multis, Sez. 2, n. 4617, 27/2/2007, Rv. 597449); b) fermo restando che l’uso condominiale del piccolo locale, destinato a ripostiglio, sulla base di quanto accertato in sentenza, non era stato in alcun modo inciso dalla collocazione sospesa del serbatoio, è rimasto del pari accertato che la ricorrente, come, peraltro, gli altri condomini, non avevano alcuna attuale necessità di collocare un proprio serbatoio, impedito dalla installazione del …., di talché gli apprezzamenti tecnici in ordine alla possibilità o meno di far luogo alla collocazione di altri serbatoi non assume rilievo; c) più in generale, il ricorso non coglie la ratio decidendi: l’uso paritetico deve essere valutato in concreto e non in astratto e da una tale analisi emergeva che né la ricorrente, né, peraltro, altri condomini presentavano una tale esigenza.

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