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Corte di Cassazione – I sez. pen. – sentenza n. 12691 del 22-04-2020

Ginevra Gaspari

Consulenze tecniche della difesa. Richiesta di rito abbreviato condizionato ad integrazione probatoria, rigetto dell’istanza, conseguenze, obbligo del giudice di motivazione rigorosa rispetto al mancato riconoscimento della riduzione premiale di pena all’esito del dibattimento.
Il recente pronunciamento della prima sezione penale della Corte di Cassazione.

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 15252 del 18-05-2020

Ginevra Gaspari

La decisione in esame è assai interessante nella parte spiega in che modo va interpretato l’art. 299, c. 4-ter, terzo capoverso, c.p.p. nella parte in cui prevede che, in tema di istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare, se la richiesta è basata sulle condizioni di salute di cui all’art. 275 c.p.p., comma 4-bis, il giudice, “se non ritiene di accoglierla sulla base degli atti, dispone con immediatezza e comunque non oltre il termine previsto al comma 3, gli accertamenti medici del caso, nominando un perito”.

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Corte di Cassazione – VI sez. pen. – sentenza n. 15260 del 18-05-2020

Ginevra Gaspari

La decisione in esame è assai interessante nella parte in cui si spiega quale valutazione è richiesta per verificare la sussistenza o meno del motivo di rifiuto alla consegna previsto dall’art. 18-bis, lett. c), l. n. 69 del 2005 (“La corte di appello può rifiutare la consegna …. c) se il mandato d’arresto europeo è stato emesso ai fini della esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza privative della libertà personale, qualora la persona ricercata sia cittadino italiano o cittadino di altro Stato membro dell’Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, sempre che la corte di appello disponga che tale pena o misura di sicurezza sia eseguita in Italia conformemente al suo diritto interno”) essendo ivi stabilito, citandosi un precedente conforme, che, per potersi stimare sussistente questo motivo, occorre una valutazione in ordine alla meritevolezza dell’interesse del condannato – cittadino italiano o di altro Stato membro dell’Unione Europea – ad espiare la pena nel territorio italiano.

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Corte di Cassazione – III sez. pen. – sentenza n. 1997 del 20-01-2020

Ginevra Gaspari

La giusta pretesa risarcitoria per la lesione del bene ambiente non può essere sottratta all’individuo e, quindi, al singolo e riconosciuta esclusivamente allo Stato. L’interpretazione giurisprudenziale – e soprattutto quella riservata alla Corte di legittimità nella sua funzione nomofilattica – deve conformarsi, nei limiti consentiti dalla disciplina giuridica vivente, al sorgere di nuovi e diversi valori e norme culturali, come pure al senso etico espresso dalle sensibilità che emergono come “nuove” nel tessuto sociale. A maggior ragione se una tale evoluzione interessa diritti che assumono una rilevanza costituzionale nell’ambito di quei principi inerenti i rapporti civili.

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