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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 25598 del 13-06-2019

Ginevra Gaspari

Integra il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 cod. pen.), il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa allorché lo stesso compimento venga realizzato con modalità tali, per continuatività, onerosità e organizzazione, da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Il delitto previsto dall’art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un’attività continuativa od organizzata ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata.

Integra il reato di esercizio abusivo di una professione (art. 348 cod. pen.), il compimento senza titolo di atti che, pur non attribuiti singolarmente in via esclusiva a una determinata professione, siano univocamente individuati come di competenza specifica di essa allorché l’attività venga svolta con modalità tali, per continuatività, onerosità ed organizzazione, da creare l’oggettiva apparenza di un’attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato.

Con riferimento alla professione protetta dell’avvocato è da considerarsi attività tipica lo svolgimento di qualunque atto idoneo ad incidere sulla progressione del procedimento e del processo svolto in piena rappresentanza degli interessati a nulla rilevando che l’atto poteva essere redatto personalmente dagli stessi mentre esulano dagli atti tipici solo le attività di consulenza che possono divenire rilevanti solo se svolte in modo continuativo.

La presentazione di una istanza di sostituzione della misura cautelare, sottoscritta unicamente dal ricorrente come rappresentante legale delle persone ristrette, si risolve in una attività “tipica” di assistenza legale svolta in piena rappresentanza degli interessati non firmatari dell’atto trattandosi dunque di una condotta che integra il reato in contestazione anche se svolta in modo isolato e non abituale.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26044 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

Non è invocabile la scriminante della legittima difesa, reale o putativa, da parte di colui che abbia innescato o accettato un duello o una sfida, ovvero abbia attuato una spedizione punitiva nei confronti dei propri avversari, mancando, in tal caso, il requisito della convinzione – sia pure erronea – di dover agire per scopo difensivo.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26046 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

È legittimo il provvedimento con cui il giudice di merito rigetti l’istanza di rinvio dell’udienza, per impedimento del difensore a comparire, documentata da un certificato medico che si limiti ad attestare un’infermità con stato febbrile e ad indicare una prognosi di quattro giorni senza precisare il grado di intensità di tale stato e la sua attitudine a determinare l’impossibilità a lasciare l’abitazione trattandosi di elementi essenziali per la valutazione della fondatezza, serietà e gravità dell’impedimento, non riscontrabili laddove si tratti di una diagnosi e di una prognosi che, secondo nozioni di comune esperienza, denotino l’insussistenza di una condizione tale da comportare l’impossibilità di comparire in giudizio, se non a prezzo di un grave e non altrimenti evitabile rischio per la propria salute.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 26048 del 12-06-2019

Ginevra Gaspari

Ai fini dell’applicazione della causa di non punibilità rileva, in senso negativo, la perpetrazione di un terzo illecito, oltre quelli già definitivamente giudicati, anche se oggetto del processo in cui è stata posta la questione dell’art. 131 bis c.p. atteso che in tal caso la consumazione di un nuovo reato può essere giudicata espressione del comportamento abitualmente delittuoso e precludere l’applicabilità della causa di esclusione della punibilità.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 25613 del 10-06-2019

Ginevra Gaspari

La nuova disciplina in tema di processo in absentia non può mai trovare applicazione nel caso in cui sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado nonché nei casi in cui – pur non essendo stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado – sia già stata dichiarata la contumacia ma non sia stato emesso il decreto di irreperibilità.

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Corte di Cassazione – V sez. pen. – sentenza n. 25598 del 10-06-2019

Ginevra Gaspari

In tema di immigrazione, ai fini della sussistenza del giustificato motivo, idoneo ad escludere la configurabilità del reato di inosservanza dell’ordine del questore di lasciare il territorio dello Stato, pur avendo lo straniero l’onere di allegare i motivi non conosciuti né conoscibili da parte del giudice, ciò non implica alcuna inversione dell’onere della prova in capo all’imputato in quanto resta fermo per il giudice il potere di rilevare direttamente, quando possibile, l’esistenza di ragioni legittimanti l’inosservanza del precetto penale sicché tutte le situazioni integrative del giustificato motivo si traducono in altrettanti temi di prova per le parti e per i poteri officiosi del giudice.

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Corte di Cassazione – III sez. pen. – sentenza n. 25312 del 07-06-2019

Ginevra Gaspari

Nel caso di condanna a pena pecuniaria per reato contravvenzionale e oblabile, che sia stata condizionalmente sospesa senza esplicita richiesta dell’interessato, l’interesse ad impugnare tale statuizione onde ottenere la revoca del beneficio trovi fondamento nell’esigenza di evitare la lesione di un interesse giuridico atteso che l’iscrizione di condanna a pena pecuniaria condizionalmente sospesa non poteva essere eliminata dal casellario giudiziale.

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