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Civile

Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 33724 del 18-12-2019

Ginevra Gaspari

Rileva, in primo luogo, che secondo la giurisprudenza di legittimità in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione – anche officiosa – dell’art. 1227 co. 1 c.c., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro. (Cass. civ. n. 2480 del 01/02/2018).

In questa generale cornice ricostruttiva, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo, fino a concretizzare la soluzione del nesso in parola (Cass. civ. n. 9315 del 03/04/2019).

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 33195 del 16-12-2019

Ginevra Gaspari

La Suprema Corte sottolinea, in prima battuta, che l’art. 1920 c.c., prevede, in materia di assicurazione sulla vita in favore di un terzo, che la designazione del beneficiario possa essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore o per testamento e che essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente.
La norma sancisce, altresì, che “equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona” e che “per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione”.

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Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 33444 del 17-12-2019

Ginevra Gaspari

La Corte sottolinea, inoltre, che secondo consolidata giurisprudenza di legittimità, (cfr. tra le tante, Cass. civ. sent. n. 274 del 13/1/2015), nel caso di sinistro causato da veicolo non identificato, caso che è sotteso al ricorso in esame, l’obbligo risarcitorio nei confronti della vittima – in linea con l’art. 1 co. 4 della direttiva CE del Consiglio del 30 dicembre 1983, n. 84/5, trasfuso nell’art. 10 co. 1 della direttiva CE del 16 settembre 2009, n. 2009/103 – sorge non soltanto nei casi in cui il responsabile si sia dato alla fuga nell’immediatezza del fatto ma anche quando la sua identificazione sia stata impossibile per circostanze obiettive da valutare caso per caso e non imputabili a negligenza della vittima.

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Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 31714 del 04-12-2019

Ginevra Gaspari

L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054 co. 1 c.c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – sentenza n. 32237 del 10-12-2019

Ginevra Gaspari

Anche per effetto dell’art. 1117-bis c.c., utilizzabile in via interpretativa pur se inapplicabile ratione temporis, il supercondominio viene in essere ipso iure et facto, sempre che il titolo o il regolamento non dispongano altrimenti, quando più edifici, costituiti o meno in distinti condomini, sono tra loro legati dall’esistenza di cose, impianti e servizi comuni, in relazione di accessorietà necessaria con i fabbricati, sì da rendere applicabile la disciplina specifica del condominio, anziché quella generale della comunione

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Corte di Cassazione – II sez. pen. – sentenza n. 50395 del 12-12-2019

Ginevra Gaspari

Integra il delitto di frode informatica, e non quello di indebita utilizzazione di carte di credito, la condotta di colui che, servendosi di una carta di credito falsificata e di un codice di accesso fraudolentemente captato in precedenza, penetri abusivamente nel sistema informatico bancario ed effettui illecite operazioni di trasferimento fondi

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