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Civile

Corte di Cassazione – Sez. Un. civ. – sentenza n. 24068 del 26-09-2019

Ginevra Gaspari

Le Sezioni unite civili, decidendo su questione di massima di particolare importanza, hanno enunciato il seguente principio di diritto: “in tema di riparto fallimentare, ai sensi dell’art. 110 l.fall. (nel testo applicabile ratione temporis come modificato dal d.lgs. n. 169 del 2007), sia il reclamo ex art. 36 l.fall. avverso il progetto – predisposto dal curatore – di riparto, anche parziale, delle somme disponibili, sia quello ex art. 26 l.fall. contro il decreto del giudice delegato che abbia deciso il primo reclamo, possono essere proposti da qualunque controinteressato, inteso quale creditore che, in qualche modo, sarebbe potenzialmente pregiudicato dalla diversa ripartizione auspicata dal reclamante, ed in entrambe le impugnazioni il ricorso va notificato a tutti i restanti creditori ammessi al riparto anche parziale”.

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Tribunale di Milano – XIII sez. civ. – sentenza n. 7888 del 23-08-201

Ginevra Gaspari

Ne consegue che se il rendiconto non sia composto da registro, riepilogo e nota, parti inscindibili di esso, ed i condomini non risultino perciò informati sulla reale situazione patrimoniale del condominio quanto ad entrate, spese e fondi disponibili, la deliberazione assembleare di approvazione del “bilancio condominiale” sarà invalida ed in particolare annullabile (Cass. civ., sez. II, 20/12/2018, n. 33038).

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Corte di Cassazione – II sez. civ. – ordinanza n. 23260 del 18-09-2019

Ginevra Gaspari

La Suprema Corte dichiara fondato il motivo osservando che il provvedimento di riunione per connessione, emesso ai sensi dell’art. 274 c.p.c., non intacca l’autonomia delle cause riunite nello stesso processo (cfr. Cass. nn. 18649/18 e 2133/06) ciascuna delle quali consta del proprio corredo assertivo e probatorio che la riunione non può nè sopprimere nè comprimere, pena la violazione del dovere di pronuncia di cui all’art. 112 c.p.c.

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Corte di Cassazione – IV sez. civ. -ordinanza n. 21975 del 03-09-2019

Ginevra Gaspari

Ciò posto la Suprema Corte rileva che non può porsi neanche una questione di violazione di falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per “erronea valutazione del materiale istruttorio” atteso che il principio del libero convincimento, posto a fondamento degli artt. 115 e 116 c.p.c. opera interamente sul piano dell’apprezzamento di merito, insindacabile in sede di legittimità. La denuncia della violazione delle predette regole da parte del giudice del merito non configura, pertanto, un vizio di violazione o falsa applicazione di norme processuali, sussumibile nella fattispecie di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, bensì un errore di fatto, che deve essere censurato attraverso il corretto paradigma normativo del difetto di motivazione, e dunque nei limiti consentiti dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, come riformulato dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54 conv., con modif., dalla L. n. 134 del 2012. (cfr. Cass. Sez. 3, sentenza n. 23940 del 12/10/2017).

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Corte di Cassazione – III sez. civ. – ordinanza n. 6443 del 06-03-2019

Ginevra Gaspari

La Corte di Cassazione ha, quindi, concluso ritenendo che la mancata indicazione delle ragioni che hanno indotto il giudice di seconde cure a quantificare la percentuale del danno in quei termini, comporta una violazione dell’obbligo di motivazione costituzionalmente previsto e che impone al giudice di illustrare il percorso di accertamento e di valutazione che egli compie. Ciò a maggior ragione, prosegue la Corte, visto che il giudice di appello aveva ritenuto di ridurre, addirittura dimezzandola, la quantificazione che era stata operata dal giudice di primo grado.

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Cassazione Civile – II sez. civ. – sentenza n. 22448 del 09-09-2019

Ginevra Gaspari

L’articolo 83, comma 3bis del D.P.R. 115/2002,  ha previsto che il decreto di pagamento debba essere emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta di liquidazione dei compensi avanzata dall’avvocato della parte ammessa al gratuito patrocinio a spese dello Stato, non prevedendo alcuna decadenza a carico del professionista, che ha depositato  la relativa istanza dopo la pronuncia del detto provvedimento e  non impedendo al giudice di potersi pronunciare sulla richiesta, dopo la pronuncia sul merito, avendo la finalità accelleratoria, di raccomandare che la pronuncia del decreto di pagamento avvenga contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude il giudizio.

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Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 20423 del 29-07-2019

Ginevra Gaspari

La sopraelevazione è un’aggiunta quantitativa in senso verticale che, se realizzata con uno stile diverso da quello presente nella parte inferiore del fabbricato, pregiudica, di regola, lo stile architettonico dell’edificio (c.d. aspetto architettonico), che, essendo immediatamente apprezzabile ad un’osservazione operata in condizioni obiettive e soggettive di normalità da parte di persone di media preparazione, si traduce in una diminuzione del pregio estetico e quindi economico del fabbricato (Cass. civ., sez. VI – 2, 28/06/2017, n. 16258).

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Corte di Cassazione – VI sez. civ. – sentenza n. 22041 del 03-09-2019

Ginevra Gaspari

Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell’articolo 1136 c.c. o è disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio della quale si chiede la separazione.

Sembra utile sottolineare che l’art. 61 disp. att. c.c. esplicitamente prevede e subordina lo scioglimento del condominio e la costituzione in condominio separato solo per quegli edifici, o gruppo di edifici, «che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi», dovendosi con ciò intendere che la costituzione in condominio separato è possibile allorché la residua porzione abbia una propria autonomia strutturale, anche se, ai sensi del primo comma del successivo art. 62, «restano in comune con gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall’art. 1117 c.c.».

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